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Malalbergo (Emilia-Romagna): visita alla cittą e la sua frazione Altedo

Un nome che catalizza certamente l’attenzione ispirando curiosità: Malalbergo – comune di quasi 9.000 abitanti adagiato sul territorio della provincia di Bologna in Emilia-Romagna – così si chiama per via dell’enigmatico albergo che fino al XIX secolo, lungo il corso del fiume Navile, offriva riparo e ospitalità ai viandanti e commercianti diretti al capoluogo emiliano.

Cenni di storia

Località che diverte e sa stupire, Malalbergo sembra essere esistita sotto forma di primigenio insediamento già durante l’Età del Bronzo, come testimonia il rinvenimento sensazionale di un antico abitato a 5 metri di profondità, sub giacente a Ponticelli e risalente secondo le stime al XIV secolo a.C. Terramara era dunque un villaggio costituito da capanne a struttura lignea, ricomposto idealmente attraverso numerosi reperti archeologici come vasi, utensili e ornamenti in bronzo.

Pienamente formato in epoca medievale, il borgo ha assistito al passaggio della famigerata Lucrezia Borgia, diretta a Ferrara per unirsi in matrimonio (il suo terzo) ad Alfonso d’Este: la nobildonna solcò in nave le acque del Navile da Ponte Poledrano, passò da Malalbergo e raggiunse Torre della Fossa, per poi essere accompagnata alla destinazione ferrarese dalla futura cognata Isabella Gonzaga.

Questo fu l’accadimento di maggior spicco del più remoto passato, mentre nel Novecento fecero notizia i bombardamenti che durante la Seconda Guerra Mondiale si abbatterono con inaudita violenza sull’abitato devastandolo letteralmente ma mai riuscendo a piegare la ferrea volontà dei malalberghesi di mostrarsi coesi e decisi alla repentina rifondazione. La capacità di lenire in fretta le ferite e risanare così un tessuto cosparso di vittime ha palesato un esempio forte per il quale la popolazione è stata insignita della Medaglia d’argento al merito civile.

Eventi, sagre e manifestazioni

Oggi Malalbergo gode di ottima saluta, è una realtà molto viva e trasmette tale vivacità irrorando con la sua preziosa linfa sociale le tante frazioni, tra le quali si distingue indubbiamente Altedo, che nell’hinterland si palesa il fulcro paesano gradito ai tanti autoctoni che vi risiedono. Proprio qui ogni anno a maggio viene organizzato l’evento principe del territorio, la Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP (Indicazione Geografica Protetta), volta a celebrare il prodotto entrato a buon diritto nella cultura gastronomica del bolognese guadagnandosi un marchio di qualità assoluta. In quest’occasione s’addensano localmente banchi di vendita, stand, concorsi nazionali, manifestazioni, spettacoli e mostre afferenti in toto alla bella rassegna agroalimentare ad alta partecipazione popolare.

Altro appuntamento, rimanendo in tema, è rappresentato dalla storica Sagra dell’Ortica, che ha luogo l’ultimo fine settimana di agosto fino al primo weekend di settembre. A completare il trittico pensa, infine, la Sagra dell’Arzdòura negli ultimi giorni di giugno, evento organizzato a livello parrocchiale per rendere omaggio alla tradizione culinaria bolognese, che cui si fa sentire ed è molto ricca: prodotti peculiari di Malalbergo risultano essere appunto l’Asparago di Altedo, la pera colta nelle molteplici varietà, la patata Primura e il Biscotto del Re (dedicato a Vittorio Emanuele III che si recò in visita ad Altedo nel 1918), cui è stato conferito il marchio De.C.O. che indica il “prodotto tipico locale”.

Cosa vedere a Malalbergo

L’apparato architettonico di Malalbergo si dimostra un variegato caleidoscopio di costruzioni le cui valenze storiche risultano sfaccettate e assorbibili alle aderenze dell’epoca. Il Palazzo della Dogana in via Selciato, ad esempio, è datato 1583 ed ebbe nel tempo plurime destinazioni d’uso, fungendo quindi da snodo commerciale, punto di raccolta delle derrate, ospitalizio per i viandanti, sede della Gendarmeria Napoleonica e della Guardia Nazionale.

Ad Altedo è ancora ubicata la vecchia Locanda Napoleone, di fattura settecentesca, chiamata così per le due soste che effettuò il transalpino condottiero nel 1796. Torre Gnudi, soprannominato in gergo dialettale “al pipulot”, è altamente rappresentativa per gli Altadesi e in essa fu ricavata un’abitazione poi abbandonata. Passando per la Villa Romana scoperta nel 1992 si arriva alla frazione di Pegola, dove si trova Palazzo Venturi, edificato nel 1874.

A Malalbergo non possono naturalmente mancare i luoghi della fede, tant’è che la Chiesa di Sant’Antonio Abate, inaugurata nel 1953, è divenuta presto il punto di riferimento legato al culto cattolico: all’interno la devozione si esprime nei confronti di rappresentazioni artistiche dei santi e sono evidenti le bellezze incarnate da opere come la Madonna col Bambino e i Santi Francesco d’Assisi e Antonio Abate, realizzata dal pittore Bartolomeo Massari, o la Natività del Battista eseguita nel 1750 da Lucia Casalini Torrelli.

A San Giovanni Battista è dedicata la Chiesa di Altedo, la più fedele alle sue origini fra gli edifici religiosi disposti nell’area: custodisce la Pala dell’Altare maggiore in cui è rappresentata la Natività di San Giovanni Battista di Prospero Fontana. A rafforzare l’interesse per questa chiesa interviene con la sua presenza la torre campanaria con annesso orologio a lancetta unica, un particolare che talvolta sfugge ai visitatori.

A Pegola sorge la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, è del 1892 ma oggi è chiusa al culto, a differenza dell’Oratorio della Beata Vergine della Mercede in località Scarani. Concludono il parterre sacro il pilastrino di Via Boschi con l’immagine in terracotta della Madonna e il pilastrino di Via del Borgo con la statua della Madonna di Lendinara.

Come arrivare a Malabergo

In auto da Bologna si imbocchi l’Autostrada A13 per uscire ad Altedo, girare a sinistra in SP 20 e intraprendere la SS 64; dalla stazione ferroviaria di Bologna si rende necessario l’ausilio della linea bus extraurbana 356 Bologna-Altedo-Malalbergo-Ferrara; l’aeroporto più vicino è a Bologna e da qui occorre salire sull’Aerobus BLQ per raggiungere Malalbergo.
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