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Saludecio (Emilia_romagna): visita al borgo, i murales e gli eventi

Saludecio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Fedele concubina collinare della provincia di Rimini, la bella Saludecio è impregnata del vibrante lirismo della Valconca in Emilia Romagna, solare e misteriosa con i suoi vicoli e gli edifici che vi si affacciano componendo uno spartito d’ispirazione tipicamente medievale. Trattasi di un borgo, tra i più interessanti dell'Emilia-Romagna, che ancora reca evidente traccia della cinta muraria con vivide porte d’accesso corrispondenti oggi a Porta Marina e Porta Montanara.

La storia di Saludecio

Come Verucchio (citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia), anche Saludecio ha avuto il grande onore di essere immortalato dalla menzione letteraria grazie a Giovanni Boccaccio, che lo cita in una novella del Decameron attraverso il personaggio di Tedaldo degli Elisei appellato Filippo da San Lodeccio.

Storicamente terra di contesa fra i Malatesta e lo Stato pontificio nel periodo intercorrente tra il XIII e il XV secolo, l’area vede Saludecio sottomessa nel 1504 al governo di Venezia ma solo dopo quattro anni riconsegnata al Papato. E’ il preludio a stabilità e progresso assai durevoli, accentuati nel ‘600, ‘700 e ‘800 da una crescita inarrestabile a livello economico, architettonico e artistico, tanto che il piccolo borgo diviene una sorta di capitale territoriale ambita e rispettata assumendo l’attuale conformazione lungo un percorso di culturale proliferazione sfociante nel riconosciuto prestigio turistico.

Cosa vedere a Saludecio

Il paese vive con equilibrio e armonia la contemporaneità mettendo a disposizione contemplativa i suoi numerosi edifici dal duplice carattere, edifici che realmente val la pena visitare con discreta attenzione. Arduo indicare un inizio di itinerario intestino: si cominci da qualunque sito si preferisca, forse dalla Chiesa di San Rocco, settecentesca ancella dalla facciata classica in mattoni su cui campeggiano lesene e volute, uno stemma in arenaria con le chiavi di San Pietro e la formella di maiolica sulla quale compare la scritta latina Ecclesiae lateranensis. La Chiesa di Santa Maria del Monte è decisamente più recente, appartiene al ‘900 ed è dedicata alla Madonna di Fatima venerata da tantissimi pellegrini.

Del secolo precedente, la Chiesa di Sant’Ansovino appare più raccolta, timida, e al suo interno nasconde la seicentesca tela della Crocifissione e Santi di Sante Braschi. Il Convento dei Gerolomini prelude alla visione più appagante e concreta della Parrocchiale di San Biagio, una chiesa neoclassica di grandi dimensioni voluta dall’ostinato parroco don Antonio Franzoni negli anni difficili dell’occupazione napoleonica: ha pianta a croce greca, un ornato in stucco sobrio ed elegante in aggiunta a un interno scandito dalle fioccanti opere di Antonio Trentanove, Claudio Ridolfi, il Centino e Guido Cagnacci. Rinominata Santuario del Beato Amato, ne conserva i resti in un’urna di vetro e ospita l’omonimo museo di arte sacra, ricco di opere d’arte fra le quali si distinguono la Processione del Santissimo Sacramento e l’Estasi di San Sisto, entrambe del sopra menzionato Cagnacci.

I murales di Saludecio

Dall’architettura religiosa a quella civica il passo si rivela piuttosto breve ma naturale, inframezzato dal Giardino dei Profumi, verdeggiante con la sua raccolta di piante aromatiche e officinali. Un’altra “arte di mezzo” è costituita dai Murales che hanno fatto guadagnare a Saludecio l’appellativo di “Città dei Muri Dipinti”: un totale di 40 opere abbellisce l’abitato decorando sinuosamente i muri delle case lungo un percorso suggestivo ad alta attrazione turistica.

Con la Torre Civica intraprendiamo il viaggio fra le costruzioni più imponenti e scenografiche, un quasi interminabile stuolo di palazzi disposti in rapida successione: si citino i palazzi Marcucci, Renzi, Albini-Elisei, Botticelli, Albini-Serafini, Achille Albini-Camaeti e, ancora, i palazzi Marangoni-Cerri, Albini e il Palazzo Municipale, tutti in qualche modo coinvolti attivamente nel comporre un mosaico di nobiltà e sfarzo caratterizzanti il profondo e spumeggiante umore di un borgo tronfio di estetica risonanza. Se, poi, pensiamo di fare un salto che ci porti fino alla sfera celeste, dobbiamo prima passare dall’Osservatorio Astronomico Niccolò Copernico, tempio di astrofili appassionati. Nelle vicinanze di Saludecio sorgono Cerreto e Meleto con i loro castelli.

Eventi, sagre e manifestazioni

Le feste che animano questo comune di 3.000 anime sono obiettivamente tante, molte delle quali riferite a Santi venerati a livello locale (il Beato Amato, Sant’Antonio, il Santissimo Crocifisso, San Vincenzo e la Madonna del Rosario), ma insieme a questo nugolo di celebrazioni si presentano eventi di diverso carattere e coinvolgimento, come ad esempio la Festa delle noci in autunno, la Sagra della Porchetta a maggio, l’Ottocento Festival ad agosto e il Carnevale di Cerreto durante la Quaresima.

Persa silenziosamente fra le campagne di Saludecio, fa molto parlare di sé la Villa il Tempio, sorta di club privée che par essere la meta preferita delle coppie in cerca di trasgressione e divertimento sotto l’insegna del brivido sessuale. Si danno appuntamento qui coppie sposate, single incalliti e individui in cerca di calde avventure. Per accedere a questa ambigua realtà “a luci rosse” occorre associarsi e superare le diffidenze dei gestori. Sembra che molti dei turisti in visita a Saludecio siano alquanto interessati ad approdarvi.

Come arrivare a Saludecio

In auto da Rimini, prendere la SP 31 e seguire per Coriano, Morciano di Romagna fino a Saludecio; i treni giungono alla stazione di Cattolica-San Giovanni-Gabicce lungo la tratta ferroviaria Bologna-Ancona; gli autobus di collegamento appartengono alle aziende AM Rimini e Satam; in aereo si arriva all’aeroporto di Rimini, 30 km da Saludecio.
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