Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Camaldoli

Camaldoli (Arezzo), visitare l'Eremo ed il monastero Benedettino

Pagina 1/2

Viaggiare in Toscana è come scivolare su un tappeto di velluto verde, con qualche toppa color terra e campiture dorate di grano. Poi, qua e là tra le colline, di tanto in tanto si vedono comparire le sagome di borgate affascinanti, cittadine accoglienti o paesi dimenticati: in provincia di Arezzo, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, in cima a un’altura verdeggiante si scorge l’abitato di Poppi, uno dei Borghi più belli d’Italia, col suo castello e i suoi edifici medievali. A breve distanza, lontano dalla vivacità del centro, sorge una famosa frazione: è Camaldoli, antico paese nato nei pressi del monastero e conosciuto soprattutto per il suo eremo.

Incastonato alle falde dell’Appennino, che disegna il confine tra la Romagna e la Vallata toscana del Castentino, Camaldoli è un’oasi di pace immersa in un paesaggio silenzioso, un luogo speciale per rilassarsi, meditare, e lasciar correre i propri pensieri sulla melodia delle fronde agitate dalla brezza fresca. Volgendo lo sguardo in alto, dove le chiome più alte solleticano il cielo terso e le montagne accarezzano le nubi, ci si sente grandi e piccolissimi allo stesso tempo, incantati dalla quiete della natura.

A fondare il primo monastero fu un monaco ravennate, San Romualdo, vissuto intorno all’anno Mille. L’intento era quello di creare un luogo che ospitasse i monaci provenienti dall’ordine benedettino, e la struttura venne subito dotata di una foresteria, una grande sala capitolare e una fornita farmacia, dove i monaci si servivano di spezie e piante officinali per dar vita a pozioni miracolose, tuttora visitabile con i suoi antichi mobili in legno di noce. Vicino al monastero sorge invece l’eremo, seconda testimonianza della devozione che caratterizza la ‘Congregazione Camaldolese dell’ordine di San Benedetto’: i monaci che occupano i due edifici appartengono allo stesso gruppo e professano la stessa regola, ma mentre nel monastero si dà maggiore spazio alla socialità, all’eremo si privilegiano la preghiera e il raccoglimento personale.

A dividere l’eremo dal resto del mondo c’è una parete di sasso, che con un portone si affaccia sulla strada. Varcata la soglia si giunge nel cortile interno, da cui è possibile dirigersi verso la foresteria, la sala del refettorio, la chiesa e la cella di San Romualdo. Le celle personali dei monaci, invece, si trovano in una zona riservata, separata dal cortile mediante una cancellata.

La chiesa di Camaldoli è situata proprio al centro dell’eremo, a sottolineare l’importanza centrale della preghiera nella vita della Comunità. Dedicata a San Salvatore Trasfigurato, si erge proprio dove era stato fondato l’oratorio originario di San Romualdo, che col tempo era caduto in rovina e fu sostituito da questo edificio nel 1220: a commissionare i lavori fu il cardinale Ugolino dei Conti di Segni, futuro Papa Gregorio IX, e la leggenda narra che alla consacrazione della chiesa fosse presente San Francesco d’Assisi.
In occasione di una ristrutturazione, datata 1373, la chiesa venne riconsacrata dall’arcivescovo Francesco Moricotti, mentre le modifiche secondo il gusto barocco risalgono vennero operate tra la fine del Cinquecento e la fine del Seicento.

Altra costruzione fondamentale del complesso camaldolese è la cella: è qui che gli eremiti lavorano, studiano e pregano per buona parte della giornata, ciascuno nel proprio vano in muratura a un piano, con il proprio orto circondato da mura. La cella è composta da un portico affacciato sull’orto, con uno sportello per poter ricevere il cibo, da un vestibolo per passeggiare all’aperto, dalla camera con armadio a muro, camino e letto, dallo studio, l’oratorio, la legnaia e il bagno.

Tutte le celle di Camaldoli, inaccessibili a chiunque se non al monaco proprietario, si rifanno nella struttura e nell’aspetto a quella di San Romunaldo, l’unica visitabile, accessibile dal piazzale di fronte alla chiesa. Qui il santo visse per circa due anni, e ora vi si può ammirare un pregevole dipinto su tela del XVII secolo.
... Pagina 2/2 ...
Su tre lati l’eremo di Camaldoli è abbracciato da una fitta foresta millenaria, che crea un’ulteriore protezione dal mondo esterno e contribuisce ad accrescere la magia del luogo, invitando al raccoglimento e alla quiete. Ogni giorno dell’anno la foresta regala momenti di pace e silenzio, e chi passeggia tra gli alberi con occhio attento potrà notare, tra gli abeti centenari, fragole di prato e licheni delle rocce.

A giocare tra le fronde degli alberi c’è spesso una brezza leggera, fresca e gradevole in primavera e in estate, più pungente nei mesi più freddi, ma non mancano le carezze del sole, che in Toscana è piuttosto generoso per tutto l’arco dell’anno. A Camaldoli il clima è piacevole, con temperature medie che in gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio vanno dai 17°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano tra ottobre e dicembre, quando piove in media per 9 giorni al mese.

Oltre alle passeggiate e all’esplorazione del monastero e dell’eremo, un clima mite favorisce il divertimento all’aria aperta e incoraggia gli abitanti di Poppi, cui Camaldoli appartiene, all’organizzazione di eventi e manifestazioni paesane. Da non perdere la tradizionale ‘Sagra del Fungo Porcino’, che si svolge il giorno di ferragosto, con gli stand gastronomici dedicati ai deliziosi prodotti del sottobosco.

Per raggiungere Camaldoli ci sono varie possibilità. Chi viaggia in auto dall’Autostrada del Sole deve uscire al casello di Arezzo, continuare per Casentino-Bibbiena-Cesena sulla Statale 71, e dopo Bibbiena imboccare la strada provinciale per Camaldoli. In alternativa da Cesena Nord si prende la E45 per Roma, si esce a Bagno di Romagna e si supera il passo dei Mandrioli, per poi prendere il bivio per Camaldoli.
Chi vuole spostarsi su ferrovia può prendere, dalla stazione di Arezzo, il treno del Casentino fino a Bibbiena, poi continuare in pullman fino alla meta.
L’aeroporto più vicino è quello di Firenze, a 90 km circa.

Fonte foto, cortesia: Rudy Sagrini
loading...
25 Agosto 2017 Il Cinema sotto le Stelle a Cinecittą World ...

In questa caldissima estate 2017 solo di sera si può trovare un ...

NOVITA' close