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Camaldoli (Arezzo), visitare l'Eremo e il Monastero Benedettino

Camaldoli, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Camaldoli dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

In provincia di Arezzo, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che avvolge le cime del Monte Falterona fino a Campigna, in cima a un’altura verdeggiante si scorge l’abitato di Poppi, uno dei Borghi più belli d’Italia, col suo castello e i suoi edifici medievali.

Contemplando da li lo sguardo verso nord-est, si ergono dei monti ache accolgono una famosa frazione: qui si trova Camaldoli, antico paese nato nei pressi del monastero e conosciuto soprattutto per il suo Eremo.

Il Monastero di Camaldoli

Incastonato alle falde dell’Appennino, che disegna il confine tra la Romagna e la Vallata toscana del Castentino, Camaldoli è un’oasi di pace immersa in un paesaggio silenzioso, un luogo speciale per rilassarsi, meditare, e lasciar correre i propri pensieri contemplando lo spettacolo della natura. Volgendo lo sguardo in alto, dove le chiome più alte solleticano il cielo terso e le montagne accarezzano le nubi, ci si sente grandi e piccolissimi allo stesso temp.

A fondare il primo monastero fu un monaco ravennate, San Romualdo, vissuto intorno all’anno Mille, che scelse questo luogo sulla valle del fiume Archiano a 818 m di altitudine

L’intento era quello di creare un luogo che ospitasse i monaci provenienti dall’ordine benedettino, e la struttura venne subito dotata di una foresteria, una grande sala capitolare e una fornita farmacia, dove i monaci si servivano di spezie e piante officinali per dar vita a pozioni miracolose, tuttora visitabile con i suoi antichi mobili in legno di noce.

Da non perdere la visita della Chiesa, quella attuale dedicata a San Donato d'Arezzo ed a Sant'Ilariano, che è il risultato della ricostruzione di 4 precedenti templi cristiani, con l'ultima della serie che è 1775.

L'interno è arricchito dalla presenza di sette tele di GIorgio Vasari, uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento fiorentino ed italiano. Pregevole inoltre il coro in legno di noce, con uno stile barocco ma senza troppi fronzoli, al contemo elegante e semplice..

L'Eremo di Camaldoli

Vicino al monastero, a circa 3 chilometri ed ad una altitudine di 1100 metri, sorge invece l’Eremo, seconda testimonianza della devozione che caratterizza la ‘Congregazione Camaldolese dell’ordine di San Benedetto’: i monaci che occupano i due edifici appartengono allo stesso gruppo e professano la stessa regola, ma mentre nel monastero si dà maggiore spazio alla socialità, all’eremo si privilegiano la preghiera e il raccoglimento personale.

A dividere l’eremo dal resto del mondo c’è una parete di sasso, che con un portone si affaccia sulla strada. Varcata la soglia si giunge nel cortile interno, da cui è possibile dirigersi verso la foresteria, la sala del refettorio, la chiesa e la cella di San Romualdo. Le celle personali dei monaci, invece, si trovano in una zona riservata, separata dal cortile mediante una cancellata.

La chiesa di Camaldoli è situata proprio al centro dell’eremo, a sottolineare l’importanza centrale della preghiera nella vita della Comunità. Dedicata a San Salvatore Trasfigurato, si erge proprio dove era stato fondato l’oratorio originario di San Romualdo, che col tempo era caduto in rovina e fu sostituito da questo edificio nel 1220: a commissionare i lavori fu il cardinale Ugolino dei Conti di Segni, futuro Papa Gregorio IX, e la leggenda narra che alla consacrazione della chiesa fosse presente San Francesco d’Assisi.
In occasione di una ristrutturazione, datata 1373, la chiesa venne riconsacrata dall’arcivescovo Francesco Moricotti, mentre le modifiche secondo il gusto barocco risalgono vennero operate tra la fine del Cinquecento e la fine del Seicento.

Altra costruzione fondamentale del complesso camaldolese è la cella: è qui che gli eremiti lavorano, studiano e pregano per buona parte della giornata, ciascuno nel proprio vano in muratura a un piano, con il proprio orto circondato da mura. La cella è composta da un portico affacciato sull’orto, con uno sportello per poter ricevere il cibo, da un vestibolo per passeggiare all’aperto, dalla camera con armadio a muro, camino e letto, dallo studio, l’oratorio, la legnaia e il bagno.

Tutte le celle di Camaldoli, inaccessibili a chiunque se non al monaco proprietario, si rifanno nella struttura e nell’aspetto a quella di San Romunaldo, l’unica visitabile, accessibile dal piazzale di fronte alla chiesa. Qui il santo visse per circa due anni, e ora vi si può ammirare un pregevole dipinto su tela del XVII secolo.

Su tre lati l’eremo di Camaldoli è abbracciato da una fitta foresta millenaria, che crea un’ulteriore protezione dal mondo esterno e contribuisce ad accrescere la magia del luogo, invitando al raccoglimento e alla quiete. Ogni giorno dell’anno la foresta regala momenti di pace e silenzio, e chi passeggia tra gli alberi con occhio attento potrà notare, tra gli abeti centenari, fragole di prato e licheni delle rocce.

Clima e quando andare

A giocare tra le fronde degli alberi c’è spesso una brezza leggera, fresca e gradevole in primavera e in estate, più pungente nei mesi più freddi, ma non mancano le carezze del sole, che in Toscana è piuttosto generoso per tutto l’arco dell’anno. A Camaldoli il clima è piacevole, con temperature medie che in gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio vanno dai 17°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano tra ottobre e dicembre, quando piove in media per 9 giorni al mese.

Eventi, sagre e manifestazioni

Oltre alle passeggiate e all’esplorazione del monastero e dell’eremo, un clima mite favorisce il divertimento all’aria aperta e incoraggia gli abitanti di Poppi, cui Camaldoli appartiene, all’organizzazione di eventi e manifestazioni paesane. Da non perdere la tradizionale ‘Sagra del Fungo Porcino’, che si svolge il giorno di ferragosto, con gli stand gastronomici dedicati ai deliziosi prodotti del sottobosco.

Come arrivare

Per raggiungere Camaldoli ci sono varie possibilità. Chi viaggia in auto dall’Autostrada del Sole deve uscire al casello di Arezzo, continuare per Casentino-Bibbiena-Cesena sulla Statale 71, e dopo Bibbiena imboccare la strada provinciale per Camaldoli. In alternativa da Cesena Nord si prende la E45 per Roma, si esce a Bagno di Romagna e si supera il passo dei Mandrioli, per poi prendere il bivio per Camaldoli.
Chi vuole spostarsi su ferrovia può prendere, dalla stazione di Arezzo, il treno del Casentino fino a Bibbiena, poi continuare in pullman fino alla meta.
L’aeroporto più vicino è quello di Firenze, a 90 km circa.

Fonte foto, cortesia: Rudy Sagrini
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 Pubblicato da - 13 Ottobre 2020 - Riproduzione vietata

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