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Pienza, visita alla cittadina della Val d'Orcia, patrimoniono UNESCO

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Nella bella stagione sembra un’oasi di quiete: un agglomerato di case, stradicciole, campanili e comignoli, calato in una campagna silenziosa dove i cipressi sinuosi frusciano al vento, i girasoli seguono con le teste il corso del sole e gli ulivi, saggi e un po’ curvi, ospitano qualche cicala accaldata. In inverno invece si trasforma in presepe, in un villaggio dai ritmi pacati dove si mantengono intatte le tradizioni di un tempo.

Così si presenta Pienza, cittadina toscana di 2230 abitanti in provincia di Siena, tra i centri più famosi e affascinanti della Val d’Orcia. Le dimensioni modeste e l’aspetto timido e discreto non devono ingannare: il cuore della cittadina è un tripudio di meraviglie architettoniche, artistiche e culturali, che nel 1996 hanno convinto l’UNESCO ad inserirla tra i siti Patrimonio dell’Umanità.

La popolazione locale ha da sempre dovuto lottare con un terreno dalla morfologia difficile. Ciò nonostante, Pienza fa parte dell’Associazione Città dell’Olio, a dimostrazione della buona riuscita dell’olivicoltura. Ma dove l’agricoltura ha arrancato, ha avuto successo l’allevamento ovino e, soprattutto, la produzione di formaggio. Pienza, infatti, è bandiera del cacio, il pecorino della Val d’Orcia dalla spiccata personalità.

L’originalità del comune è già insita nella sua storia: diversamente dai centri vicini, Pienza non è mai stata protagonista di avvenimenti sanguinosi o turbolenti, e pochi fatti hanno disturbato l’idillio di questa cittadina pacifica. A cambiare le sorti del piccolo borgo, noto fino al 1462 come Corsignano, fu la nascita di Enea Silvio Piccolomini nel 1405: 53 anni dopo sarebbe diventato Papa Pio II, e durante il suo pontificato si sarebbe preso a cuore il destino del luogo natio. Il Papa vide la possibilità di realizzare la sua città rinascimentale ideale, e incaricò l’architetto Bernardo Rossellino di trasformare l’antico villaggio in uno scenario tutto nuovo, adatto a celebrare l’armonia e la ricchezza del Quattrocento italiano.

Benché i progetti papali siano rimasti incompiuti, Pienza è tuttora uno degli esempi più spettacolari e riusciti di progettazione urbanistica razionale, tipica del nostro Rinascimento. Come una platea di spettatori ammirati, le strade e gli edifici del centro si dispongono tutt’intorno alla piazza principale, ovviamente dedicata al celebre pontefice. Intorno alla piazza, suggestiva e elegante, si dispongono ordinati i palazzi più importanti della città: la Cattedrale, che svetta sulle altre costruzioni, ma anche il Palazzo Comunale, Palazzo Borgia e Palazzo Piccolomini.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta non è soltanto la regina del paese, ma anche uno dei monumenti più significativi del Rinascimento. Alcuni dettagli, come il tetto a doppio spiovente e l’occhio centrale della facciata, ricordano le chiese gotiche francescane, ma il complesso è tipicamente rinascimentale e svela l’influenza esercitata da Leon Battista Alberti, ritenuto insieme al Papa il vero ispiratore della città. L’interno è suddiviso in tre navate, separate da colonne con capitelli decorati, e le pareti sono abbellite da vari dipinti realizzati dai migliori artisti dell’epoca.

... Pagina 2/2 ... Proprio di fronte al Duomo si erge il Palazzo Comunale, antica residenza dei Priori, probabilmente progettato dal Rossellino ma ristrutturato agli inizi del Novecento. Si notano immediatamente il portico a tre archi e la facciata in travertino, aperta nella parte superiore da quattro bifore e sormontata da una torre con orologio. Sotto il portico, sulla parete frontale dell’edificio, si vedono i graffiti e gli stemmi in pietra dei diversi Potestà che lo occuparono, oltre ai simboli di Pio II, della Provincia e del Comune. Da vedere l’affresco quattrocentesco nella Sala del Consiglio, di scuola senese, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Patroni di Pienza, San Vito, San Modesto e San Matteo.

Come se la piazza non fosse già abbastanza ricca, a fianco della Cattedrale si può ammirare il Palazzo Piccolomini, detto anche Pontificio, progettato da Bernardo Rossellino per volere del Papa, in linea con il rinnovamento totale della città rinascimentale. Per la realizzazione il modello di riferimento fu il Palazzo Rucellai di Firenze, concepito dal grande Leon Battista Alberti. Realizzato in pietra viva lavorata a bugnato, l’edificio è a pianta quadrata e si sviluppa su tre piani, con un’aria massiccia e imponente. A celebrare il valore della famiglia spiccano gli stemmi, in pietra, con le insegne apostoliche in oro e argento, posti agli angoli del palazzo e tra le finestre. All’interno c’è una bella corte rettangolare, con un loggiato di colonne in pietra, e sul retro si apre un piccolo giardino.

Ma la visita di Pienza non si esaurisce con uno sguardo sulla piazza, tutt’altro: il centro della città è uno scrigno accogliente e ricchissimo, gremito di scorci suggestivi e dettagli antichi, che fanno dimenticare il passaggio del tempo. I ciottoli delle piazzette e delle strade, come briciole lasciate dallo scorrere dei secoli, conducono i visitatori in un viaggio affascinante, alla scoperta di un paese genuino; i fili carichi di bucato lindo, tesi sulle teste dei passanti, e i vasi di fiori sui davanzali e sui gradini, ci riportano in un’epoca perduta, squisitamente lenta, fatta di sapori autentici.

A proposito di sapori, Pienza può essere considerata a pieno titolo la capitale del cacio pecorino: la Val d’Orcia è particolarmente argillosa, e gli ovini che brucano in questi pascoli producono un latte profumatissimo e saporito, che rende il cacio una prelibatezza. Non a caso, ogni prima domenica di settembre, si tiene in città una vera e propria Fiera del Cacio, che coccola i visitatori con assaggi deliziosi e li intrattiene con il gioco del cacio fuso, un’antica usanza di campagna. Da non perdere anche il mercatino dei prodotti biologici e tradizionali, che si tiene a inizio gennaio.

Se vi state chiedendo quale sia la stagione migliore per visitare la città, sappiate che Pienza ha tanto da offrire in ogni momento dell’anno. Primavere dai colori delicati, estati calde e luminosissime, autunni infuocati di rosso e oro e inverni malinconici, freddi e sublimi. Le caratteristiche sono quelle del clima continentale, con estati calde e secche e inverni rigidi, e precipitazioni irregolari piuttosto contenute, grazie allo schermo del Monte Amiata. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, variano tra una minima di 2°C e una massima di 9°C, mentre in luglio si passa dai 18°C ai 30°C. I mesi più colpiti dal maltempo, con una media di 9 giorni di pioggia ciascuno, sono ottobre, novembre e dicembre.

Per raggiungere Pienza potete valutare diverse possibilità. Se viaggiate in auto e venite da nord dovete percorrere l’Autostrada del Sole A1 Firenze-Roma, uscire a Valdichiana/Bettolle, proseguire verso Torrita di Siena-Pienza e seguire le indicazioni fino alla meta. Se venite da sud, dall’autostrada Roma-Firenze dovete uscire a Chiusi/Chianciano Terme, imboccare la SS146 per Chianciano, Montepulciano e, infine, Pienza. Se venite da Siena vi basterà percorrere la SS2 Cassia fino a San Quirico d’Orcia, quindi prendere la SS146 in direzione Pienza. Per chi sceglie il treno c’è la stazione ferroviaria di Chiusi-Chianciano Terme, sulla linea Roma-Firenze, ma si può anche scendere a Siena e continuare in autobus. Infine gli aeroporti più vicini sono quello di Firenze, a 139 km da Pienza, e quello di Roma Fiumicino a circa 219 km.
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