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Santa Fiora (Toscana): la Peschiera e cosa vedere nel borgo sul monte Amiata

Santa Fiora, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Santa Fiora dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Esiste un modo per entrare di diritto nel novero dei Borghi più belli d’Italia? Beh, questo è facile se si ha pedigree e carta d’identità di Santa Fiora, paese di 2.500 abitanti che imperla la Maremma toscana e con essa la provincia di Grosseto, facendo sventolare la Bandiera Arancione conferita dal Touring Club Italiano nel 2015 per il magnetismo storico, culturale, turistico e ambientale emanato.

Storia

L’abitato s’insinua in un territorio molto eterogeneo che alterna rilievi collinari e creste montane dominate dal Monte Amiata. Nato intorno all’833 d.C. con il nome di terra Sancte Flore per omaggiare la santa martire Santa Flora, il borgo era al tempo conosciuto in qualità di villa dei cento poderi, feudo saldamente posseduto dal conte Ildebrandino Aldobrandeschi che, grazie anche al favore dell’imperatore Federico Barbarossa, non ebbe troppa difficoltà ad acquisire potere economico, battere moneta e incrementare l’economia locale.

In breve, nel XIII secolo si assiste a una vera e propria ascesa soprattutto politica che portò Santa Fiora a diventare un centro di primo piano della Toscana meridionale nonché avamposto ghibellino stoicamente anteposto a Siena. Per il suo ruolo nell’annosa lotta si guadagna una famosa citazione di Dante Alighieri, che nel canto VI del Purgatorio la menziona con queste parole: “e vedrai Santafior com’è oscura”.

Gli Aldobrandeschi per linea maschile si estinsero nella prima metà del Quattrocento e alla famiglia subentrarono gli Sforza, sotto i quali la cittadina venne impreziosita di opere d’arte e monumenti architettonici, in prevalenza sontuosi palazzi. Insomma, la contea tornò a splendere come non mai e Guido Sforza ebbe gran seguito presso la popolazione, specialmente quando entrò nella leggenda uccidendo addirittura un drago (così si dice).

Altra fase cruciale di Santa Fiora fu quella del lavoro in miniera per l’estrazione del cinabro: in quel periodo l’occupazione salì vertiginosamente, successivamente le gallerie vennero chiuse, l’attività cessò e il borgo rifiorì attraverso il turismo, agevolato dalla posizione geografica sul versante dell’Amiata.

Cosa vedere a Santa Fiora

La divisione in terzieri impone un ordine preciso al tessuto urbano: sono essi Castello, Borgo e Montecatino, tutti collegati da via Carolina e con un generoso affaccio sulle campagne ricche di castagni.

Castello corrisponde al cuore antico, scandito dalla piazza medievale dove ancora si possono scorgere vestigia risalenti all’epopea aldobrandesca, ci riferiamo alla Torre dell’Orologio e ai basamenti a scarpa, mentre al periodo successivo appartiene il Palazzo dei Conti Sforza-Cesarini, coincidente con l’attuale sede comunale (prima il Municipio collimava con Palazzo Pretorio) ricca di affreschi. In particolare se ne osservano due pregevoli della scuola del Cavalier d’Arpino, Le ore del giorno e Le quattro stagioni, lampanti esempi di pittura profana cinquecentesca. Nell’edificio si trova inoltre allestito il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata.

Una gradevole passeggiata tocca Piazza Garibaldi, e poi Piazza del Suffragio (si riconosce per le croci appoggiate alle pareti, utilizzate per la processione del 3 maggio), Piazza dell’Olmo e Piazza San Michele, ove campeggia l’imponente statua a grandezza naturale di San Michele che calpesta il demonio, opera scultorea del XVII secolo. Solo più pochi passi dividono il turista dalla Pieve delle Sante Flora e Lucilla, luogo sacro il cui peculiare interesse è rivestito dall’incredibile collezione di terrecotte invetriate realizzate da Luca e Andrea Della Robbia.

Dalla Porticciola si entra in Terziere del Borgo per accedere alla vista del Santuario del Santissimo Crocifisso, tappa preliminare al dispiegarsi del Parco di Sant’Antonio. Nel quartiere è inscritto un vecchio ghetto ebraico, che tra il Convento delle Clarisse e il Convento Agostiniano faceva riferimento a una sinagoga non più esistente. Sulla Piazza del Borgo è prospiciente la trecentesca Chiesa di Sant’Agostino, dotata di un crocifisso ligneo risalente al ‘400.

La Peschiera di Santa Flora

L’ultimo terziere, ovvero Montecatino, è accessibile da Porta San Michele e vanta la presenza della rinomata Peschiera, un suggestivo giardino sforzesco in prossimità del quale s’erge la Chiesa della Madonna delle Nevi, dal cui pavimento in vetro è possibile vedere le sottostanti sorgenti del fiume Fiora.

Escursioni nei dintorni

Esplorato il centro storico (culminante con il Sasso della Fata, roccia trachitica che si pensa contenga l’anima pietrificata di una vecchia morta di crepacuore a causa delle sofferenze del mondo), c’è la tendenza da parte di gruppi turistici ad affrontare delle più o meno impegnative escursioni nell’hinterland, laddove si snodano dei lunghi percorsi naturalistici, uno dei quali conduce al Monte Amiata e alla più grande faggeta d’Europa. Sempre sulla montagna è installato un parco avventura molto frequentato durante la bella stagione, l’Indiana Park, ma le attività outdoor proseguono con il laghetto per la pesca sportiva, il Bike Free Ride, una scuola di equitazione, un campo da golf, trekking e mountain bike.

Per raggiungere il Convento della Santissima Trinità – custode della famigerata testa del drago ucciso da Guido Sforza - bisogna attraversare un bosco verdeggiante che fa parte della Riserva Naturale della Santissima Trinità, contraddistinta dallo stagliarsi dell’abete bianco, biotopo assai raro.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il calendario di appuntamenti è assai fitto e si arricchisce di eventi che riflettono l’attaccamento del borgo alla tradizione. Il Festival Internazionale di Santa Fiora porta la musica classica e il jazz fra le case del paese; gli abitanti rimangono ogni anno estasiati dal Palio delle Sante Flora e Lucilla organizzato l’ultima domenica di luglio. La Sagra del Fungo e la Sagra del Marrone onorano l’autunno e i sapori tipici di queste terre. Dopo il Carnevale Morto è la volta della coinvolgente Processione dei Tronchi, ovvero le tre croci che sfilano per le strade prima della Fiera delle merci e del bestiame, un’eredità piuttosto antica che non si è mai persa.

Agosto è un mese molto florido e vi si tengono numerose iniziative folkloristiche, la Festa della Madonna delle Nevi, la Festa dei Lavatoi, il Giro delle Fonti e delle Sorgenti e, ancora, la Festa del Drago e della Cipolla, la Festa di San Rocco con l’attesa trippata, la Sagra dell’Acquacotta e il Palio dei Somari. L’estate si chiude con la Festa patronale della Selva, mentre l’inverno è scaldato dalla Mostra presepiale nelle chiese, il Concerto di Natale e la Fiaccolata nel Borgo.

Come arrivare a Santa Fiora

Percorrere l’Autostrada del Sole A1 fino all’uscita Firenze Certosa, dopodiché imboccare la Superstrada Firenze – Siena, superare Paganico e seguire le indicazioni per il Monte Amiata dirigendosi verso Santa Fiora; la stazione ferroviaria di riferimento è quella di Grosseto, a 64 km ca. dall’abitato; l’aeroporto di Firenze dista 175 km dalla località.

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