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Le foto di cosa vedere e visitare a Chiusdino

Chiusdino (Toscana): il borgo dell'Abbazia di San Galgano

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Chiusdino è annoverato nell’èlite di quei borghi che in provincia di Siena, fra le Colline Metallifere, hanno saputo conservarsi benissimo sopravvivendo all’impietoso incedere del tempo dal Medioevo ai giorni nostri.

Storia

Le sue origini ricalcherebbero da vicino le tappe dell’insediamento longobardo in Italia, ergo intorno al VII secolo, riflesse nel vetusto rione del Portino posto esattamente sulla cima del colle e riconoscibile quanto meno per il torrione del cassero - avvistabile anche a lunga distanza poiché spiccante nel vasto panorama toscano – e per l’orgogliosa Pieve di San Michele.

Intorno al primo nucleo, nel XII secolo se ne sviluppò un secondo con una nuova struttura religiosa di riferimento, ovvero la Pieve di San Martino, fuori dalle mura ma rientrante nei possedimenti feudali dei Vescovi di Volterra, il cui dominio venne contrastato più per rivalità innata che per reale interesse dai Conti della Gherardesca di Frosini e dalla ben più influente Repubblica di Siena, che la spuntò nel 1215 annettendo il paese ai propri territori.

Intorno all’Abbazia di Serena e all’Abbazia di San Galgano, Chiusdino conobbe un primo periodo florido, un considerevole aumento della popolazione e il relativo ispessimento delle fortificazioni a tutela dell’abitato.

Del XIV secolo permangono oggi le mura castellane e la Porta, che ressero anche all’onda d’urto conseguenza degli assedi transalpini riusciti nel corso del ‘500.

In effetti fu questa l’epoca dei maggiori turbamenti e dei sequenziali passaggi di proprietà, dal Granducato di Toscana al Capitanato di Giustizia di Casole, fino ai Granduchi di Casa Lorena, rei della fondazione del Comune.

Cosa vedere a Chiusdino

Il Portino reca le più rilevanti vestigia del passato ed è presieduto dalla Propositura di San Michele Arcangelo cui è affidata in custodia una reliquia preziosa, la testa di San Galgano, cavaliere eremita morto nel 1181.

Molto vicino sorge la Chiesa di San Sebastiano (anche conosciuta come Chiesa della Compagnia) e, ancora oltre, l’antica Casa Natale di San Galgano, robusto e solido edificio di stile romanico.

... Pagina 2/2 ... Un secondo rione, quello delle Buche, concentra vicoli e strettoie lastricate con la primigenia pavimentazione e fra i due suggestivi quartieri si snoda Via Paolo Mascagni, lungo la quale si alternano eleganti residenze signorili come Palazzo Mori (Medioevo), i palazzi Lenzi-Novellini e Taddei (vi ha sede il Museo civico e diocesano di Arte Sacra di San Galgano) e Palazzo Pometti (Settecento).

In fondo s’apre la zona campestre e a trecento metri appena si incontra il Santuario della Madonna delle Grazie, riferibile al periodo barocco.

Eremo di Montesiepi

La cistercense e sopra citata Abbazia di San Galgano occupa l’area attigua al sito noto come “Rotonda di Montesiepi” e si compone di un eremo e della costruzione ecclesiastica che oggi si riduce a un edificio dagli elementi essenziali, con le mura ma senza più il tetto, anche per ciò meta di intensi flussi turistici interessati a carpire da vicino la leggenda del cavaliere Galgano, ritiratosi a vita solitaria e convertitosi al Cristianesimo nel 1180, l’anno in cui conficcò nella roccia la sua spada per ricreare il simbolo della Croce: il masso con l’arma ormai arrugginita si trova ancora là, nella chiesetta di Montesiepi, custodito in una teca in plexiglas che conserva un elemento d’ispirazione evidentemente asturiana.

Abbazia di San Galgano

L’abbazia è obiettivamente molto bella, vagamente surreale per il suo essere vacua all’interno, cioè priva di copertura e pavimento (la terra battuta in primavera muta in manto erboso), misura 69 metri di lunghezza e 21 di larghezza rispettando una pianta a croce latina tipica dell’architettura del periodo, contemplante peraltro tre navate di 16 campate con pilastri cruciformi. Chiostro, abside, sala capitolare e sacrestia vanno ammirati ma il vero gioiello dell’edificio è lo scriptorium, ove i monaci erano soliti darsi alla copia dei manoscritti da replicare e perpetuare come i classici codici miniati.

Essendo un tempo abitata, l’abbazia accoglieva il dormitorio, il refettorio, le cucine, focolare, magazzini, latrine e infermerie. Questo monumento ecclesiale ha fatto furore negli anni suscitando la curiosità di molti artisti e addetti cinematografici: non per niente vi sono state girate alcune scene delle pellicole "Nostalghia" (Andrej Tarkovskij, 1983), "Il paziente inglese" (Anthony Minghella, 1996) e "Il riposo del guerriero" (Roger Vadim, 1962), più il videoclip dei Pooh "La casa del sole". Vanno aggiunte poi alcune scene del film "Sole a catinelle" con Checco Zalone e "La ragazza di lillà" di Flavio Mogherini.

I dintorni di Chiusdino

A pochissimi chilometri di distanza si trova uno dei templi della cucina tipica toscana, l’agriturismo Il Mulino delle Pile, che dispone del ristorante La Vecchia Macina e di ben 12 ettari di verde costituente il Parco Naturale della Val di Merse, oasi incantevole di cui è facile innamorarsi e provare nostalgia una volta lasciata. Occorre sapere che la struttura agreste è il vero testimonial delle campagne pubblicitarie della Mulino Bianco, in cui si organizzano persino elaborate visite didattiche.
Molto coinvolgente la visita alla Chiesa di San Sebastiano, sulla cui facciata a semplice sagoma a capanna si riscontra la presenza del bassorilievo quattrocentesco ritraente San Galgano che conficca la spada sulla sommità di Montesiepi e la vetrata con San Sebastiano fra i Santi Rocco e Leonardo.

Eventi e manifestazioni

Qui si festeggia il 3 dicembre la festa dedicata al santo, e in questa particolare occasione la devozione popolare raggiunge altissimi livelli di empatia, soprattutto al cospetto della statua di Santa Rita da Cascia, protagonista anche della festa del 22 maggio. La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova a Ciciano, luogo dove il primo fine settimana di agosto, nel contesto della Sagra del Ciaccino, è praticato un gioco antichissimo addirittura risalente all’epoca romana, la Palla Eh!, in grado di coinvolgere moltissimi cittadini affascinati da un intrattenimento presupponente abilità e astuzia.

Come arrivare a Chiusdino

Da Siena si imbocchi in auto la SS 73 e deviare per Chiusdino, raggiungibile anche con la SS 223 di Paganico fra Costalpino e Grosseto; la stazione ferroviaria più vicina è ubicata a Roccastrada; l’aeroporto di riferimento è quello di Siena.


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