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Ulà Tirso (Sardegna): cosa fare e vedere nella cittadina del Barigadu

Ulà Tirso, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piccola realtà agricola dalle origini duecentesche, Ulà Tirso sorge in provincia di Oristano, nella regione collinare del Barigadu che ha visto avvicendarsi numerose civiltà prenuragiche.

Tuttavia, la maggior parte dei reperti archeologici ritrovati risale all'epoca romana, ma non è per questi ritrovamenti che il paese gode di certa fama: essa è dovuta alla diga che ha permesso a Ulà Tirso di essere riconosciuto quale primo centro abitato della Sardegna ad aver beneficiato dell'energia elettrica.

Questa struttura, dedicata a Santa Chiara, è stata di fatto il primo vero tassello a rendere possibile la formazione del lago Omodeo, in sostanza il più grande bacino artificiale d'Europa. Il paese è fiancheggiato dal fiume Tirso e gode di uno splendido panorama dato dall'anfiteatro naturale in trachite che lo ospita.

Inscritta armoniosamente nel tessuto urbano, la suggestiva chiesa parrocchiale di Sant'Andrea - dedicata al santo patrono - è il risultato del genio creativo di alcuni architetti locali del ‘600 che l'hanno eretta in stile gotico-aragonese. Il campanile adiacente, invece, nasce solo nel 1769 e occupa una posizione dominante per la visione completa della vallata del Tirso.

Il credo religioso di questa località si esprime soprattutto nelle feste che animano l'anno ulese: la più partecipata e sentita è "La Maddalena", che cade il 22 luglio; il patrono viene omaggiato il 30 novembre in un'occasione ideale per assaporare dell'ottimo vino novello.

Il turno di Santa Lucia arriva il 13 dicembre, giornata di balli e deliziose specialità dolci; gennaio è il mese di Sant'Antonio, dove il giubilo fonde i caratteristici falò a danze allegre accompagnate da un tripudio goloso di dolci, il "pane cun gherdas" (pane con i ciccioli) e tanto vino; immancabile il Carnevale e la sua sfilata accompagnata dalla maschera autoctona "S'Urzu e sos bardianos".

La Pasqua è invece scandita dagli antichissimi riti che si alternano nel corso della settimana santa, il più coinvolgente dei quali è "s'incravamentu" in processione notturna; Sant'Isidoro - il santo agricoltore - viene osannato l'ultimo sabato di maggio e in questa circostanza si può finalmente gustare la pecora bollita, un fiore all'occhiello della gastronomia locale accordato a una pletora di prelibati formaggi e tanto vino.

Passando invece a manifestazioni che esulano da santi e beati per dedicarsi in pieno al folclore, da segnalare la sagra della pasta ulese, "Sos cannisones", nella quale si possono assaporare varie cibanze come i dolci tipici, il pane, il bollito di pecora, i formaggi, vini e liquori, oltre a una vera e propria chicca rappresentata dall'agognato miele di padre Mura. Nello stesso mese viene organizzata una cena all'aperto che si svolge fra musica e balli, alla quale partecipano in prevalenza emigrati, i reali protagonisti della serata.

Spazio poi alle curiosità. Ebbene, in pochi sanno che a Ulà Tirso giace dagli anni '80 il villaggio di Santa Chiara, di proprietà dell'Enel e che oggi conta un'unica abitante, una sensitiva di 83 anni, descritta come la donna capace di predire il futuro. Qui vi soggiornavano gli operai dell'azienda e c'era davvero tutto, dalla chiesa ai negozi, dal cinema alla farmacia, ora è invece un borgo fantasma abbandonato al più assoluto degrado.

Solo Isabella Flores è rimasta, prendendosi cura anima e corpo della chiesa, pregando per buona parte della giornata e riuscendo persino a organizzare un piccolo museo del costume e delle attività contadine, dedicato alla figlia scomparsa.

Per quanto concerne le attività ricettive, vicino al paese i turisti hanno la possibilità di soggiornare in alcuni agriturismi dal carattere rustico e mangiare in ristoranti a conduzione famigliare: consigliati sulla carta il bar ristorante pizzeria Cantinedda, affacciato sul lago Omodeo, e l'agriturismo Satanchitta, a pochi chilometri dal centro urbano.

Per arrivare in auto a Ulà Tirso sono disponibili tre diversi percorsi condizionati dai punti di partenza. da Cagliari si percorre la SS 131 in direzione Oristano, proseguendo poi per Bauladu, Paulilatino e Busachi fino ad arrivare a Ulà Tirso. Da Sassari percorrere la SS 131 in direzione Macomer, proseguendo per Borore e Ghilarza in direzione Ulà Tirso. Da Oristano percorrere la SS 131 attraversando Tramatza, Bauladu, Paulilatino e Busachi fino a destinazione. Da Nuoro si percorre la SS 131 attraversando Ottana, Sedilo e Ghilarza fino a destinazione.
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 Pubblicato da - 07 Dicembre 2015 - © Riproduzione vietata

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