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Portoscuso (Sardegna), mare e spiagge della Sardegna sud-occidentale

  • portopaglietto spiaggia
Durante la dominazione spagnola, chi camminava sulla costa sud-occidentale della Sardegna e percorreva l’attuale strada di Seruci, non riusciva a scorgere il paese situato a valle, accanto al mare: nascosto completamente dalle dune di sabbia, incastonato molto in basso tra la spiaggia e le scogliere, l’abitato in questione veniva definito “puerto escuso”, ovvero “porto nascosto”, da cui deriva il nome odierno di Portoscuso (o Porto Scuso).

Popolato da meno di 6000 abitanti, situato nella provincia di Carbonia-Iglesias, Portoscuso è un piccolo borgo della regione dell’Iglesiente composto da una costellazione di frazioni: Portovesme, Bascu Teula e Paringianu. In origine era un intimo borgo di pescatori provenienti da Gonnesa, dediti soprattutto alla pesca del tonno e alla ricerca di coralli, che a poco a poco crebbe di dimensioni e fu dotato di vere e proprie tonnare, che si aggiunsero alle prime umili baracche.

Nei pressi del paese la linea del litorale è un ricamo tortuoso, che disegna nel mare turchese insenature, rientranze pittoresche, calette suggestive e panorami mozzafiato di scogliere che si inabissano tra i flutti. Una delle spiagge più note è quella di Portopaglietto, con una sabbia soffice e candida, orlata di rocce arse dal sole e perfetta per le immersioni subacquee. Allontanandosi dal centro del paese di pochi chilometri si raggiungono altre spiagge spettacolari, come quella di Portopaglia situata lungo una strada panoramica, quella di Funtanamare e il fantastico “Scoglio del Pan di zucchero”. A nord c’è la bella Cala Domestica, che occupa una stretta insenatura rocciosa, affiancata dalla spiaggia di Piscinas con le sue caratteristiche dune di sabbia.

A interrompere la linea dell’orizzonte costiero si innalza la Torre Spagnola, una struttura difensiva eretta dai conquistatori spagnoli nel 1594, con lo scopo di vegliare sulla costa e proteggere l’abitato dalle incursioni piratesche. Fatta di tufo e trachite, abbarbicata alla sommità di un piccolo promontorio, la torre è accessibile mediante un portale di 3,5 metri di altezza e regala un panorama splendido sulla chiesa di Santa Maria d’Itria e la tonnara di Su Pranu.

La tonnara di Su Pranu è forse la testimonianza storica più interessante di Portoscuso, situata nella piazza Santa Maria d’Itria e costituita dal palazzotto della tonnara con le tipiche abitazioni dei “tonnarotti”. Si tratta di una struttura a pianta trapezoidale, con un cortile interno rivolto verso il mare, circondato dalle case con i tetti in tegole sarde. Realizzato intorno al 1500, Su Pranu ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli ed è stato attaccato più volte dai corsari barbareschi. Dotato di un forno, un magazzino per i beni alimentari di prima necessità e officine per riparare gli attrezzi da pesca, si trattava di una sorta di fortezza autonoma, completamente indipendente dal mondo esterno.

Spostandosi al di fuori del centro cittadino si fa un salto indietro nel tempo, in un’epoca ancora più lontana, grazie all’antica necropoli fenicia risalente al 770-750 a.C. Gran parte dei corredi rinvenuti è oggi depositata al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, e riveste una grande importanza dal punto di vista storico, costituendo una documentazione unica sui primi navigatori che giunsero sulle sponde sarde importando i prodotti sconosciuti dell’Oriente.

Ma il passato non si manifesta soltanto attraverso i ritrovamenti archeologici e i monumenti: anche le manifestazioni, le feste e gli eventi culturali di Portoscuso sono ottime occasioni per entrare in contatto con le tradizioni locali più caratteristiche e radicate. Per gli amanti della buona cucina ci sono la Sagra del Granchio del mese di agosto, la Sagra del Tonno del 13 giugno, e la famosa Arrusteddara del 14 agosto che consiste in una grandissima grigliata di pesce a cui partecipa tutta la popolazione del paese.

L’appuntamento più sentito è però quello della Pesca Manna, detto anche Pasqua di Resurrezione, che consiste in una suggestiva processione della Madonna Addolorata.

Raggiungere Portoscuso non è difficile, grazie alla sua posizione favorevole e vicina ad alcune grandi città della Sardegna. L’aeroporto più vicino è quello cagliaritano di Elmas, a circa 75 km, e il porto più vicino è quello di Cagliari, collegato con i porti di Civitavecchia, Napoli e Genova. Da Cagliari si può arrivare a Portoscuso in auto con la SS 130, da percorrere fino a Iglesias per poi continuare dritto lungo la SS 126 fino al bivio per Portoscuso.

Giunti a destinazione verrete accolti dal clima idillico della Sardegna, di tipo mediterraneo, caratterizzato da temperature sempre miti e piogge scarse, specialmente nella stagione estiva. In effetti i valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 7°C a un massimo di 15°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 21°C ai 30°C. Le precipitazioni sono un evento molto raro nei mesi più caldi, mentre raggiungono il picco massimo tra novembre e dicembre, quando piove in media per 9 giorni al mese.
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 Pubblicato da - 15 Aprile 2010 - ę Riproduzione vietata

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