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Guspini (Sardegna): i basalti colonnari, le miniere e cosa vedere

Guspini, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cittadina medievale fra l’Iglesiente e l’oristanese, Guspini seguita a conservare una secolare tradizione che ne ha fatto un centro agro-pastorale molto importante nell’area del Medio Campidano, porzione centro-occidentale della Sardegna.

Storia

Territorialmente, appartiene alla subregione del Monreale e si pone in una conca che, in virtù dell’alta densità collinare, si presenta quasi totalmente pianeggiante, una condizione storicamente favorevole all’insediarsi di popolazioni come le nuragiche, Fenici, Punici e Romani, ovviamente molto prima della stabilità insita nel Medioevo, quando Guspini fece parte del Giudicato di Arborea e conseguentemente del Marchesato di Oristano, appartenenze preliminari all’infeudamento aragonese a partire dal 1478.

Le Miniere di Guspini

Epicentro minerario nell’Ottocento e nel primo Novecento grazie alla presenza delle fornite miniere di Montevecchio (inglobate nel Parco Geominerario della Sardegna), il paese affrontò gli spasmi delle due guerre mondiali e perse diversi abitanti, molti di essi militi al fronte, ancor oggi ricordati da targhe commemorative. Attualmente vivono nel borgo circa 12.000 persone, alcune delle quali sono sempre pronte a far da Cicerone nei tour turistici che comprendono villaggi fantasma, le aree boschive del monte Linas, pinete e sorgenti. Il paesaggio ha orsù molto da offrire ai cinque sensi dell’avventore, sopraffatto dall’importante bellezza del Parco di Gentilis, dalla pregnanza culturale del Parco Dessì e dal fascino dell’itinerario Domus attraverso i vicoli di Guspini.

Cosa vedere

Il percorso s’immerge nel retaggio enogastronomico locale, quindi è subito protagonista e tappa essenziale del giro il Museo del Vino e dell’Olio presso Casa Murgia, accostata a botteghe artigiane nel contesto di Casa Agus, dove si producono lana, formaggio e miele. Ecco formarsi un paniere che raccoglie le più invitanti prelibatezze del paese, i ravioli e i malloreddus, i gueffus, pabassinas e pirichìttus, dolci che si prestano a deliziare i palati già ampiamente cullati dalle suadenze dell’annuale Sagra del Miele e dalla rassegna delle birre artigianali più influente della zona, Birras.

Non si indugi poiché c’è ancora tanto da vedere, certamente il vecchio Mulino Garau e l’antica Mascalcia, riservandosi poi di nutrire anche lo spirito approssimandosi verso la seicentesca Parrocchiale di San Nicolò di Mira in grado di coniugare alla perfezione gli stili tardogotico e rinascimentale. La sua torre campanaria amplifica dal 1723 la dolcezza della facciata dal coronamento orizzontale, merlatura e rosone in pietra, una rarità nell’isola. La navata unica voltata a botte è fiancheggiata da quattro cappelle per lato e queste accompagnano all’altare maggiore con il paliotto del 1727, coevo al fonte battesimale, scolpito qualche decennio più tardi ma appartenente al medesimo secolo. L’organo a canne assemblato nel 1768 da Giuseppe Lazzari e dotato di tastiera a 49 tasti è tornato, inseguito a un meticoloso restauro, al suo antico splendore.

Da vedere poi la Chiesa di Santa Maria di Malta, monumento ecclesiale del XII secolo, dal marcato impianto romanico e facente un tempo parte di un complesso monasteriale.

Eventi, sagre e manifestazioni

In questa chiesa si celebra a cadenza annuale la Festa di Santa Maria Assunta (chiamata dagli autoctoni Sa Festa Manna), omaggiata da una Santa Messa e dal simulacro portato in processione per le vie del paese seguendo uno specifico percorso costellato da stand e bancarelle a tema gastronomico. Spettacoli, musica e intrattenimenti di vario tipo durano nel complesso una settimana, generalmente la terza del mese di agosto. Altri eventi in calendario sono la Sagra di Sant’Isidoro in primavera, la mostra mercato del coltello artigianale sardo Arresojas, la già citata Sagra del Miele e il Carnevale Guspinese. Nell’abitato spiccano, sebbene con minor enfasi, la Chiesa di San Pio X e la Chiesa di San Giovanni Bosco, entrambe edificate nella seconda metà del Novecento.

I basalti colonnari di Guspini

Esaurita l’architettura urbana, si passi a quella di natura archeologica, perché questo è un territorio dove prendono posto almeno trenta nuraghi, i famosi basalti colonnari risalenti a tre milioni di anni fa, il cerchio megalitico de su Corrazzu de is Pillonis, la domu de Janas di Bruncu Maddeus e i menhir Perdas Longas, più un terzo menhir di non trascurabile attenzione, sa Mitza de Nieddinu. Nelle vicinanze del sito si trova lo stagno di Santa Maria, paradiso dei fenicotteri rosa e quasi promiscuo a Neapolis, area archeologica che reca vivide tracce delle occupazioni puniche e romane.

Come arrivare

Da Cagliari prendere la SS 131 e all’altezza di Sanluri (percorsi circa 44 km) imboccare la SS 197 diretta a Guspini; linee autobus attive dalla stazione di Cagliari, capoluogo altresì provvisto di porto e aeroporto.

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