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Le foto di cosa vedere e visitare a Orroli

Orroli (Sardegna): il Nuraghe Arrubiu e la cittadina del Sarcidano

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Posto nella provincia del Sud Sardegna entro la subregione del Sarcidano, Orroli è un borgo di poco più di 2.000 abitanti (molti di loro sono centenari, segno che evidentemente qui si vive bene, anzi molto bene) che ha conservato una rara autenticità, un filo diretto con la storia antica incarnata in primis dalla locale meraviglia isolana, il Nuraghe Arrubiu, detto “Gigante Rosso” per le tinte rossastre infuse dai licheni che lo avviluppano.

Il Nuraghe Arrubiu

E’ un complesso imponente con torre centrale di 15 metri di altezza e un bastione coronato da altre cinque torri, una cinta e ancora sette torri, oltre le quali si rilevano i resti di vecchie capanne. Incarna inoltre la tradizione costruttiva perpetrata nei secoli fin dal Neolitico, una tradizione che ha pesantemente influito nella concezione dispositiva delle case nell’abitato, vicino ai laghi artificiali Mulargia e Flumendosa, quest’ultimo esplorabile a bordo di un battello che può contenere fino a 170 persone.

Chi resta a piedi può cimentarsi in escursioni immersive percorrendo il sentiero di Su Pranu, di 7 km. Foreste, grotte, cascate e anguste gole si possono incontrare lungo itinerari idonei al trekking, oppure è utilizzabile il Trenino Verde.

Storia di Orroli

Da sempre attorniato da vaste macchie boschive di rovere (Orroli deriva dal termine arrolli, che significa esattamente “rovere”), il paese è nato in epoca nuragica ma si è riaffermato e sviluppato pienamente nel corso del Medioevo, controllato dalla Curatoria di Siurgus fino a inizio ‘200 e poi assorbito dal Regno d’Arborea.

Vessato in epoca feudale, il villaggio arrivò a svuotarsi completamente dopo il 1348 a causa della peste, cosicché per circa 60 anni divenne terra di nessuno, alla mercè di conquistatori occasionali e capitani di ventura. Il ripopolamento si verificò a partire dal 1409, una risurrezione resa possibile dall’avvento dei coloni maurreddinus, che seppero riorganizzare Orroli mantenendola pressoché immutata fino a oggi. Quel che si vede è il risultato delle loro opere in loco.

Cosa vedere a Orroli

Tuttavia, a spettacolarizzare la località interviene un ricchissimo patrimonio archeologico in grado di fare di Orroli un interessantissimo Paese Museo, come è stato definito negli anni: l’area è fortemente contraddistinta dalla presenza del Parco de Su Motti – dove prendono posto ben 23 domus de janas, necropoli ipogetiche e massi erratici scolpiti - e il centro storico risulta inserito nel Repertorio Regionale dei Centri Storici della Sardegna.

Orroli è un mosaico di meraviglie, energico con le sue tipiche case campidanesi a corte in basalto, gli ingressi nei cortili e strutture più piccole che di corti sono scevre. Il giro, allora, diventa per il turista davvero stimolante, alla scoperta della Casa Museo del Nuraghe Arrubiu, della Casa Vargiu (ora albergo-ristorante), della Sa Porta o Arcu de s’impiccu (così chiamata perché nell’Ottocento qui si impiccavano i criminali); più placido il tour per gli edifici religiosi, tra i quali si distinguono nettamente la Parrocchiale di San Vincenzo Martire e la Chiesa di San Vincenzo Ferreri.
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Dall’architettura alla cucina il passo è breve e si ha voglia di svelare i segreti di Orroli anche dal punto di vista enogastronomico. Nella valigia delle prelibatezze entrano i più bei sapori e profumi sardi, sprigionati da tipicità come i ravioli chiamati crulixionis, la zuppa detta sa suppa cotta (pane raffermo immerso nel brodo di pecora e accompagnato da pecorino sardo a fette), tipologie di pasta come sa fregula e is pillus e, ancora, la ricotta fresca affumicata.

Molte di queste eccellenze del territorio si possono gustare al ristorante del Villaggio Antichi Ovili, agglomerato arcaico completamente ristrutturato e riammodernato per far vivere ai clienti un’esperienza unica nel passato di Orroli.

Eventi, sagre e manifestazioni

Gli eventi fioccano tra festività, celebrazioni e sagre al servizio della preservazione del folclore: San Vincenzo Martire si onora il 22 gennaio in quanto patrono, mentre il 15 maggio è la volta di Sant’Isidoro Agricola e il 21, 22 e 23 si festeggia San Nicola; verso la seconda settimana di giugno imperversa la Sagra di Santa Caterina e a luglioè il turno della Sagra della pecora e de sa suppa cotta; a chiudere il calendario il 6 dicembre c’è il suggestivo Falò di San Nicola.

Come arrivare a Orroli

Da Cagliari in auto bisogna innanzitutto percorrere la SS 131 verso Sassari, poi imboccare dopo Monastir la SS 128 in direzione Senorbì, infine proseguire verso Suelli, intraprendere la SP 29 per Siurgus Donigala fino a Orroli; la stazione ferroviaria di Orroli è attraversata esclusivamente dal Trenino Verde, comprende perciò solo servizi a uso turistico e si trova sulla linea Mandas-Arbatax; le linee di collegamento extraurbane sono gestite dalla ARST; l’aeroporto di Cagliari-Elmas risulta il più comodo.


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