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Le foto di cosa vedere e visitare a Ortueri

Ortueri (Barbagia): alla scoperta dello storico borgo della Sardegna

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Il paese di Ortueri, compreso nella provincia di Nuoro, si colloca sulle colline del Mandrolisai a un'altitudine di 584 metri sopra il livello del mare, condividendo l'area con i comuni di Austis, Busachi, Neoneli, Samugheo, Sorgono e Ulà Tirso, tutti inscritti nell'hinterland provinciale di Oristano. Sorge, con i suoi quasi 1.300 abitanti, in un territorio che, ricco di falde acquifere, brulica di vigneti e rigogliose foreste di sughere, querce e lecci: ne consegue una concentrazione di colture che si focalizzano principalmente su uva e sughero a indicare intuitivamente un'economia imbastita sulla produzione di vino e oggettistica artigianale, oltre alla tessitura dell'orbace, utilizzato per confezionare i tradizionali abiti sardi. L'agricoltura ha costituito l'attività principe fino agli anni '60. Un'importante risorsa naturale è rappresentata dal Parco dell'Asino Sardo, dove convivono numerose specie animali che rischiano l'estinzione. Da vedere anche punta Pedrarba, su cui svetta la roccia Sa conca‘e s'Isteddu.

La storia di Ortueri ha il suo incipit nel Medioevo, sebbene il territorio rechi ampie testimonianza archeologiche indicanti presidi romani sparsi: tra i reperti spicca la pietra con epigrafe funeraria in zona Pedra Litterada, dove sorgeva un tempo una vasta necropoli, e i sarcofagi nella piana di Prani e Laccos. Venne assorbita dalla Curatoria del Mandrolisai, poi dal Giudicato di Arborea e successivamente dalla contea di San Martino in epoca sabauda, quando mutò in feudo prima della proclamazione a comune.

Il centro storico del borgo è percorso da viuzze antiche, con costruzioni abitative arcaiche. Tra le architetture religiose si distingue indubbiamente la chiesa parrocchiale di San Nicolò, situata nella zona mediana del paese (ma facente parte dell'arcidiocesi di Oristano) e risalente al periodo compreso fra il XVIII e il XIX secolo. Non si sottrae agli sguardi ammirati il grandioso campanile adiacente, alto ben 38 metri e secondo in Sardegna solo al campanile di Mores, che ne misura 47. L'edificio è intitolato al santo patrono, festeggiato il 6 dicembre con processione, balli e i classici cori sardi. Altre importanti ricorrenze riguardano la festa per San Nicola di Bari la terza domenica di maggio, la festa per la Madonna Addolorata il 18 settembre e, infine, la festa di Santa Maria Bambina l'8 settembre, con Messa nell'omonima chiesa.

L'unica rilevante ma seguitissima sagra folkloristica va in scena ad agosto: è la Rassegna di Abiti e Colori della Tradizione Sarda, organizzata dal Gruppo Folk San Nicola in piazza Martiri della Libertà. Si tratta di una vera e propria sfilata serale di abiti tradizionali, una selezione proveniente da trenta paesi interni all'isola. Parallelamente, viene allestita una mostra espositiva con lo scopo di valorizzare le vesti originali autoctone e la maschera locale "I Sonaggiaos e s'Urzu". L'accompagnamento musicale è affidato ai cori polifonici maschili "Santu Nigola" e i femminili "Santa Maria", insieme a Tore Corda, organista molto conosciuto.

... Pagina 2/2 ... Tra le tipicità locali si annoverano la salsiccia alla griglia e, più in generale, carni rigorosamente allevate con metodo brado. A livello caseario, ecco spuntare la prelibatissima ricotta e il saporito Pecorino sardo, che viene esportato all'estero. La tradizione dei formaggi è un tratto distintivo e caratterizzante dell'intera isola, che può vantare animali dall'ottimo latte.

Il vino per eccellenza della zona è il celeberrimo Cannonau, a Denominazione di Origine Controllata, prodotto da molti viticoltori e cantine disposte sul territorio, una su tutte Atha Ruja Poderi. Non solo vino, però. Si ricordi che questa terra conta degli uliveti di prima scelta, dalle cui olive - spremute a freddo per mezzo di grandi frantoi - si ottiene un olio davvero squisito.

Ostueri ha peraltro aderito a molte delle normative che regolano l'agricoltura biologica: la risultante bio è così raggiunta grazie a una tecnologia asservita a qualità produttiva e nutritiva. Il caseificio Sias, situato nella vicina Borore, è specializzato nella conversione di latte ovino in prodotti caseari di prima scelta, che rispondono a plurimi requisiti al fine di soddisfare sempre più clienti nel pieno rispetto dell'ambiente e degli animali impiegati in filiera. I risultati ottenuti in campo agro-alimentare costituiscono un grande motivo d'orgoglio per ogni azienda che opera in territorio sardo, le cui eccellenze sono entrate nel firmamento delle punte di diamante mondiali.

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