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Castel San Vicenzo (Molise): lago, Abbazia e visita al borgo

Castel San Vincenzo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il Molise esala vetusti respiri che richiamano le arie di un Medioevo ormai lontano eppur così vicino quando si osservano le sue vestigia, resti solo apparentemente dimenticati. Di questi Castel San Vincenzo è colmo, proprio là dove polveri storiche si sono posate venendo poi celate dal manto disteso sulle pendici delle Mainarde, entro il paesaggio ricamato del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il lago

Nella provincia di Isernia, il borgo che contiene il glorioso e un tempo influente Monastero Benedettino di San Vincenzo al Volturno si pianta austero e piccolissimo, mitico centro abitato di 600 anime che giunge a specchiarsi puro e innocente sul lago artificiale le cui acque riverberano su montagne e boschi facendosi scuotere da pescatori, sportivi e dall’occasionale allegria di chi bazzica nei dintorni per galoppare a dorso di puledro e campeggiare. E' uno dei laghi balneabili del Molise ed è spesso meta delle gite domenicali in regione.

Storia

Le origini di Castel San Vincenzo sono determinabili proprio a partire dal complesso abbaziale (eretto secondo il Chronicon Vulturnense dai nobili beneventani Paldo, Taso e Tato nel periodo compreso fra il VII e l’VIII secolo) che diede adito in tarda epoca longobarda alla creazione del feudo di Terra Sancti Vincentii, la cui incipiente ascesa fu caldeggiata dai Franchi di Carlo Magno, complice del primo grande ampliamento dell’abbazia, la quale andò purtroppo incontro alle devastazione del sisma avvenuto nell’847 e alla distruzione operata da bande arabe lasciate libere di terrorizzare e saccheggiare il territorio.

Dopo il sacco arabo, il monastero venne ricostruito e di pari passo acquisì corpo il Castrum Samnie comprendente i distinti villaggi di Castellone al Volturno e San Vincenzo al Volturno, fusi in un’unica realtà comunale nel 1928.

Cosa vedere nel borgo

Il Monastero di San Vincenzo al Volturno raggiunse la massima espansione nel IX secolo, contava in forza 350 monaci e ben dieci luoghi di culto. Una visita al complesso è possibile iniziando dall’attraversamento del Ponte della Zingara sul fiume Volturno. Subito si palesano allo sguardo le rovine della Chiesa nord e i resti della Cripta di Epifanio avente una forma a croce greca, copertura a volta a botte e numerosi affreschi a funzione decorativa.

Ad alcune aree piuttosto mal ridotte seguono ambienti ancora ben conservati, ad esempio il Refettorio con il pregevole pavimento in laterizi e la Sala dei Profeti con i dipinti raffiguranti, appunto, i dodici profeti. A ciò vanno aggiunti l’antico lavabo poligonale dei monaci, la Basilica di San Vincenzo Maggiore, la Cappella di Santa Restituta e l’Abbazia Nuova ricostruita nel secondo dopoguerra mantenendo inalterata la Cripta di Giosué e i suoi fregi pittorici del XII secolo.

Fruendo della bellezza del centro storico, si assimila l’importanza estetica della duecentesca Fontana Fraterna posta nel bel mezzo di Piazza Celestino V. Poco oltre, contando davvero pochi passi, si arriva alla Chiesa di San Francesco, ornata con uno stupendo portale romanico. Proseguendo s’alza lo sguardo per ammirare la Chiesa di Santa Maria Assunta e il campanile maestoso della Chiesa di Santa Chiara.

Eventi, sagre e manifestazioni

In ambito religioso, l’appuntamento celebrativo è con la Festa di San Michele Arcangelo, l’8 maggio largamente partecipata. Il Mercatino di Santo Stefano raccoglie nello zenit d’estate esposizioni di antiquariato, artigianato e prodotti tipici.

Come arrivare

Dopo aver percorso l’Autostrada A14 Adriatica, imboccare all’altezza di Isernia la SS 85, continuare sulla SS 158 e seguire le indicazioni per il borgo; giunti in treno alla stazione ferroviaria di Isernia, salire sull’autobus delle autolinee Lariviera; l’aeroporto di Napoli dista ca. 106 km dalla località.

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