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San Luca (Calabria): visita al borgo della Locride in Aspromonte

San Luca, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La storia racconta che furono gli abitanti dello scomparso villaggio di Potamia a scegliere il sito destinato nel 1592 a essere battezzato San Luca dopo una lunga processione dalla vecchia chiesa al nuovo punto d’insediamento. Così facendo, sorse un nuovo feudo che iniziò a passare di mano in mano, dai Duchi d’Ardore ai Clemente, l’ultima casata a mantenerne il possesso prima dell’abolizione del regime feudale nel 1806. L’autonomia comunale pervenne finalmente nel 1811, la svolta politica arrecò benefici ma non poté dirsi lo stesso per la delicata situazione morfologica territoriale. L’intera area subì il flagello inarrestabile di ben tre terremoti in soli quattro anni, ai quali si aggiunsero sempre nel XX secolo frane e alluvioni che imposero forti restrizioni al modo di concepire l’agricoltura, pesando inevitabilmente sull’economia complessiva di San Luca.

Cosa vedere a San Luca

Il borgo della provincia di Reggio Calabria, nel cuore della cossiddetta Locride, ha però perennemente dimostrato un carattere indomito, non facile a piegarsi alle calamità, sicché è riuscito nonostante tutto a preservare i suoi gioielli architettonici, gli angoli più caratteristici del centro storico e, più in generale, le abitazioni di vetusta età. Il luogo di culto principale è fra quei tesori gelosamente custoditi dal Comune ma non si trova entro l’agglomerato urbano bensì nella frazione di Polsi ed è il Santuario della Madonna della Montagna, che si dice essere stato fondato nel IX secolo insieme a una colonia da monaci bizantini nel cuore dell’Aspromonte, un territorio proverbialmente impervio.

Non è, tuttavia, l’unica versione esistente: una leggenda riferisce invece della scoperta di una croce di ferro da parte di un contadino nell’XI secolo, cui seguì l’apparizione della Beata Vergine col Bambino, la quale ordinò l’erezione della chiesa. Ciò avvenne e all’interno del monumento religioso si conservano tutt’oggi la statua tufacea della Madonna della Montagna di Polsi, la reliquia della Santa Croce e la bara del Principino di Roccella.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Per questi e molti altri motivi di natura sacra, il santuario è meta di costante pellegrinaggio nonché santa locazione per lo svolgersi di feste somme come la Processione del 22 agosto, la Festa solenne della Madonna di Polsi il 2 settembre (ogni 25 anni avviene in questo contesto l’incoronazione della Madonna) e la Festa della Santa Croce di Polsi il 14 dello stesso mese.

Escursioni ed itinerari

Un itinerario contempla il mistico percorso che attraversando faggete e abetaie conduce alla cima del Montalto, vetta imponente dell’Aspromonte, dove sorge stoica a 1.955 metri s.l.m. la statua bronzea del Cristo Redentore, ricostruita per ben due volte causa danni da intemperie. Ci si trova immersi in un paesaggio dalle vivide tonalità bucoliche, con l’idillio della splendida vista sui tre vulcani – Etna, Vulcano e Stromboli – e su tutta la vallata circostante, che si fregia dell’imponenza dei castagni secolari noti con il nome di Giganti di San Giorgio. La zona è idonea a suggestive escursioni e se si segue il Sentiero Italia si toccano tappe emozionanti, Polsi, il Lago Costantino (di origine alluvionale, è così chiamato per la vicinanza al monastero di San Costantino, che qui sorgeva dal X secolo), San Luca, Pietra Cappa (il monolite più alto d’Europa al centro di numerose leggende) e Zervò, dove ha inizio il Sentiero del Brigante. Prossimo è il Parco Nazionale dell’Aspromonte, eccezionale comprensorio naturalistico scandito dalla presenza di selve fittissime, dirupi e anfratti montani molto particolari.

Tornando a San Luca, dobbiamo ricordarci di visitare la Casa di Corrado Alvaro, celebre scrittore autore dell’opera letteraria Gente d’Aspromonte, in cui sono rimasti intatti l’arredo originale e la piccola biblioteca. Da vedere inoltre la Chiesa di Santa Maria della Pietà con una Deposizione seicentesca dipinta, la bizantina Chiesa di San Giorgio (in verità quanto ne resta) e i ruderi del Castello medievale uniti a quelli appartenenti ai monasteri di Santo Stefano, San Costantino, San Giorgio, San Giovanni e dell’Abbazia di San Nicola di Butramo, normanna.

Come arrivare a San Luca

Necessario percorrere in auto l’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscire a Rosarno per imboccare la SS 106 seguendo le indicazioni per il paese; in treno occorre arrivare alla stazione ferroviaria di Reggio Calabria, dove c’è anche l’aeroporto; previsti autobus diretti alla località.

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