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Le foto di cosa vedere e visitare a Cusano Mutri

Cusano Mutri (Campania): visita al borgo, la sagra e le gole di Caccaviola

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Figliol prodiga del Parco Regionale del Matese, la località campana di Cusano Mutri occupa in provincia di Benevento un posto di tutto rispetto la cui estensione interessa principalmente la Gola di Lavella e il Monte Mutria, che ne determinano gli estremi altimetrici.

Molti itinerari e sentieri prevedono anche il raggiungimento escursionistico delle gole di Conca Torta, Caccaviola e delle forre di Lavelle, lungo le quali è possibile arrivare a tutta una serie di grotte assai suggestive (la Grotta delle Fate, la Grotta delle Streghe, Grotta chiusa).

Storia di Cusano Mutri

Di questo grazioso borgo si hanno notizie reali a partire dal 490 d.C., periodo in cui nel suddetto territorio sorsero molteplici nuclei abitati: fra questi, Cusano Mutri seppe in fretta emanciparsi sfruttando l’influenza della monarchia normanna e una grande fortuna, cioè scampare miracolosamente al terremoto del 1688, una catastrofe per tutti gli altri centri urbanizzati.

Prima di allora, il solido feudo incontrò l’egida di alcune fra le più importanti famiglie nobili come i Sanframondo, i De Clavellis e i Barrionovo, sotto i quali l’economia locale fece rilevanti passi avanti attenuandosi e poi declinando dopo il Settecento.

Il comune oggi non ha certo dimenticato la primigenia vocazione all’agricoltura e alla pastorizia, eppure ha saputo rinnovarsi e scoprire di avere tutte le carte in regola per incrementare annualmente un turismo non massivo bensì piuttosto discreto e saltuario, sufficiente comunque a infondere fiducia all’ego complessivo.

Cosa vedere a Cusano Mutri

Le attrattive del paese riconducono a una storia che ha cullato la costruzione di un patrimonio architettonico e artistico non suscettibile d’indifferenza, anzi un motivo cardine per progettare una visita tranquilla da compiersi in un giorno senza l’ansia della fretta. Il comune è piccolo e gli abitanti sono poco più di 4.000 distribuiti in un centro urbano di chiara ispirazione rurale ma tutt’altro che allergico alla modernità.

L’affezione maggiore rimane comunque per il periodo medievale e difatti quell’atmosfera d’antico tempo ancora si respira fra le anguste ma piacevoli strade, le scalinate e le case in pietra lavorata che abbracciano epicentri di vita passata e si fanno a loro volta abbracciare dal respiro libero di slarghi tradotti in Piazza Roma e Piazza Lago, dove si trovano i resti del castello marchesale, proprio sopra un macigno che annovera una fedele riproduzione della Grotta di Lourdes e una stupenda fontana sottostante. Le prime testimonianze che si rilevano corrispondono a edifici simbolo del paese, come ad esempio il settecentesco Palazzo Santagata, che fino al 1997 era un convento gestito dai Padri Agostiniani.

Esiste ancora qualche traccia-rudere del vecchio castello, dato alle fiamme nel 1780 durante una rivolta contadina e purtroppo mai più recuperato. In Via Ripa, però, una fortificazione esiste ed è costituita dalla Torre medievale, a cui sono stati dedicati restauri conservativi grazie ai quali oggi si presenta più bella che mai e senza le scorie di una deleteria senilità.
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Cusano Mutri è soprattutto la località delle chiese, non va dimenticato. Ce ne accorgiamo subito notando la massiccia presenza di strutture sacre che hanno la tendenza a catalizzare l’attenzione di chi osserva il comune da lontano, magari sopra un’altura o un semplice terrapieno. La Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è la più vecchia, ricostruita in varie fasi e riconsacrata nel 1626: timida rivela un esasperato minimalismo, tant’è che la sua veste esteriore non ha pretese di alcun vanto (eccezion fatta per il campanile quadrangolare) mentre l’interno vi si trovano dodici nicchie ospitanti busti di santi, Pietro e Paolo in primis.

La Parrocchiale di San Nicola, anch’essa dotata di torre campanaria, si sforza d’essere un po’ meno sobria e all’interno a tre navate conserva un’acquasantiera in pietra del ‘600, una statua della Vergine del Rosario del medesimo periodo e, infine, una fontana esteticamente pregevole che rigoleggia in sagrestia. L’edificio di culto di maggior estensione è la Chiesa di San Giovanni Battista, il cui interno a cinque navate colpisce per il suo impianto basilicale date le imponenti colonne. Il vero tesoro della chiesa è rappresentato dal trecentesco reliquario d’argento, che contiene una spina della corona posta sul capo di Gesù poco prima della sua crocifissione.

Di minor entità risultano le chiese di San Rocco, Madonna delle Grazie, San Vito, San Giuseppe e Santa Maria della Pietà. La Chiesa di Santa Croce al Monte Calvario si lega alla processione del 3 agosto, giorno in cui i partecipanti scalzi portano la Spina Santa fin su, considerato che nel 1688 fu proprio grazie alla reliquia che il paese non subì gravi danni. L’antica Chiesa di Santa Maria del Castagneto, per concludere, reca in sé un alto valore simbolico poiché venne eretta pochi anni dopo la conversione al Cattolicesimo di Teodorata, moglie del duca longobardo Romualdo I di Benevento.

Gole di Caccaviola

Da segnalare anche le magnifiche Gole di Caccaviola (Cacciaviola), che rimangono ad appena 7 km dal centro. Il percorso di visita impegna i turisti (età minima 12 anni) per circa 6 ore, e permette di visitare la magnifica forra e le cascate, oltre che consentire l'utilizzo di imbragature e carrucole per il massimo divertimento adrenalinico.

Eventi, sagre e manifestazioni

Accadimenti regolari di matrice folcloristica coincidono con la Sagra dei Funghi (dedicata al fungo porcino), tripudio di stand gastronomici fra settembre e ottobre, l’Infiorata del Corpus Domini (si realizzano e dispongono per chiese e strade opere interamente realizzate con fiori e piante) in primavera e il Cusano Talk Festival, kermesse di spettacoli vari che si tiene ad agosto.

Come arrivare a Cusano Mutri

Cusano Mutri è attraversata dalla SP 76 e la si imbocca prendendo prima l’Autostrada A1 Napoli-Roma e uscendo a Caserta sud; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Benevento; l’aeroporto di riferimento è quello di Napoli.


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