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Eboli (Campania), cosa vedere e cosa sapere

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Molti ne conoscono il nome per il romanzo autobiografico di Carlo Levi, che scrivendo “Cristo si è fermato a Eboli” voleva descrivere una zona d’Italia dimenticata da tutti, anche da Dio: a Eboli, secondo l’autore, finiva ogni traccia di civiltà, e si trattava dell’ultimo avamposto di vita dignitosa prima della selvaggia Basilicata, dato che qui si fermavano sia la ferrovia che le strade principali. Di quell’opera rimangono, in città, un liceo artistico e una piazzetta dedicate all’autore.

Ma Eboli, per chi la conosce davvero, è in realtà molto più che uno spartiacque tra la civiltà e una terra desolata. Tutt’altro: città campana di circa 38 mila abitanti, in provincia di Salerno, Eboli è una delle località più importanti della Piana del Sele, circondata da paesaggi affascinanti e costellata di monumenti interessanti, ma soprattutto intrisa delle atmosfere solari e ospitali tipiche del Sud d’Italia.

Abbarbicata parzialmente alle pendici del Montedoro, che fa parte del gruppo montuoso Monte Raione-Monte Ripalta, ha un territorio in prevalenza pianeggiante, costituito dalla piana alluvionale del Sele, il cui corso disegna i limiti territoriali del paese. La zona collinare del centro, invece, fa parte del Parco Regionale dei Monti Picentini, abbracciando l’area dei Monti di Eboli, che include anche altri comuni limitrofi come Olevano e Battipaglia.

Chi visita Eboli vi riconosce innumerevoli testimonianze di un passato lontano e ricchissimo, fatto di scorribande avventurose, popoli diversi venuti da tutto il Mediterraneo, tradizioni antiche e leggende che si confondono con le verità della storia. Tra le tracce più affascinanti dell’età antica c’è un sito archeologico di epoca ellenistica e romana, un complesso di fornaci situate su un pendio poco fuori dalla città, che corrisponde probabilmente al vecchio abitato di Eburum. Riportato alla luce a metà degli anni ’70 nella campagna di scavi guidata dall’archeologo Jan Maurin, il complesso è formato da un quartiere artigianale per la realizzazione di terrecotte, e si riconoscono i resti di un’officina adibita alla fusione e lavorazione dei metalli.

Più recente, ma altrettanto interessante, è la chiesa collegiata di Santa Maria della Pietà, del XII secolo, riconosciuta parrocchia alla fine dell’Ottocento. Del X secolo, invece, è la chiesa di San Nicola de Schola Graeca, che nel 1095 venne donata da parte del conte Ruggiero, signore di Eboli, all’abate Gregorio di San Pietro Apostolo.

... Pagina 2/2 ... Altri monumenti che vale la pena di visitare ad Eboli sono il castello dei Colonna, eretto nel Quattrocento ma modificato nel corso del Settecento da Leonardo Vanvitelli; la Basilica di San Pietro alli Marmi, con il campanile e due absidi in stile normanno, e la chiesa di San Francesco del XIII secolo, con l’esterno di impronta gotica e l’interno dallo stile variegato, una fusione tra gotico e linee settecentesche.

Ma non si può esplorare Eboli senza guardarsi intorno, e ammirare la cornice che racchiude questa località: tutt’intorno c’è un paesaggio aspro, assolato per gran parte dell’anno, gremito di cicale cantanti e illuminato da pennellate di luce. Tra le zone naturalistiche più belle c’è, a pochi chilometri dal centro, l’area protetta Dunale Silaris, nata recentemente con lo scopo di preservare questo particolare ambiente costiero. Sono le piante tipiche della zona, come fiordaliso, carote di mare, finocchiella e papavero cornuto, a trattenere la sabbia e a dar vita alle suggestive dune.

Infine a Eboli si respira un’ospitalità piacevole e genuina, fatta di tradizioni senza tempo, ricette squisite dal sapore mediterraneo e feste popolari che animano le piazze. Tra gli eventi più sentiti in città c’è la festa di San Vito, che si tiene il 15 giugno in onore del santo patrono locale. Per l’occasione si celebrano le funzioni religiose, che culminano con la processione della statua del santo lungo le vie cittadine, ma ci si dedica anche agli intrattenimenti divertenti e culinari, accompagnati da spettacoli e concerti.

A rendere il tutto ancor più festoso c’è il clima mediterraneo di Eboli, caratterizzato da estati calde e inverni miti, con tanto sole quasi in ogni periodo dell’anno. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 6°C a una massima di 13°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 19°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse dalla primavera all’autunno, si concentrano tra novembre e dicembre, quando cadono mediamente 152-155 mm di pioggia.

Per raggiungere Eboli si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto dovrà percorrere l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e uscire al casello di Eboli, e chi preferisce il treno può scendere direttamente alla stazione ferroviaria della cittadina. L’aeroporto più vicino è invece quello di Napoli Capodichino, a 95 km circa.
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