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Stio (Campania): visita al piccolo comune del Cilento

Stio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Stio è un paese della provincia di Salerno che aggiunge alla propria compostezza un fascino senza tempo congiunto alla discrezione silenziosa degli abitanti, non più di un migliaio. Lo sfondo è una tela pittorica di animata leggiadria, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che pare appunto un paesaggio dipinto di affermata classificazione e trascendente la semplice estetica dello spazio aperto.

Storia

La perla dell’entroterra cilentano venne fondata verso l’anno Mille e vide da vicino la creazione dello Stato di Magliano in era normanna, tant’è che il nome del borgo, Stio, ha una derivazione latina riferibile al termine ostium, cioè "ingresso" appunto dello Stato poc’anzi nominato. Allora era un modesto casale, ma non tardò a emanciparsi fino al suo assurgere a "Università" autonoma, sulla quale nel 1806 decadde la costrizione feudale permettendo dunque l’elevazione definitiva a Comune, staccato dopo l’Unità d’Italia dal Mandamento di Gioi.

Cosa vedere a Stio

Il centro storico si presentava al tempo dei Normanni fortificato, e molte di quelle murature medievali sono sopravvissute sostenendo parte della struttura dell’ex Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, adottante il culto di San Pasquale dal 1726.

Il Santo è ora il protettore di Stio e nel 1730 lo scultore napoletano Domenico Di Venuta ne realizzò la statua lignea che, però, venne scartata a quanto pare dopo un sogno nel quale San Pasquale lasciò indicazioni affinché le venisse preferita una seconda scultura presente nel laboratorio dell’artista. Essa affrontò un viaggio per mare da Napoli ad Agropoli, e da qui al borgo ove giunse l’ultima domenica di agosto, portata in spalla da un gruppo di trenta baldi giovani.

Il simulacro si trova dal 1870 nella Chiesa Madre e viene portata in processione sia il 17 maggio che l’ultimo fine settimana di agosto in occasione della Festa Patronale di San Pasquale Baylon.

Eventi, sagre e manifestazioni

La Fiera della Croce è un appuntamento che si ripete tutti gli anni nei primi giorni di settembre e possiede una peculiarità: si tratta della fiera più antica del territorio cilentano in quanto risale al XV secolo e all’usanza monacale basiliana di esporre la reliquia della Croce ai pellegrini in visita alla Chiesa di Santa Maria della Croce. Ha assunto nei secoli un carattere commerciale complementare al suo valore religioso. Il 15 giugno ricorre la Festa di San Vito, istituita nel 1887.

La Festa del Corpus Domini consta della lunga processione del Santissimo Sacramento che, lungo le vie del paese, tocca suggestivi angoli ove attendono appositi altarini dovutamente agghindati con fiori di ginestra, frasche e felci.

La Festa della Castagna si svolge a novembre per celebrare i sapori dell’autunno, poi ad agosto è tripudio di gusto con la Sagra dei piatti poveri del Cilento, durante la quale vengono proposti all’assaggio pietanze correlate al culto della terra e del lavoro nei campi, le foglie e patane cu’ lu vicci – fatte con foglie di barbabietola, patate lessate, aglio, olio e peperoncino – e i Ciccimmaretati, piatto a base di ceci, lenticchie, fagioli (in particolare i fagioli Regina di Gorga), grano, granturco, olio, sale e peperoncino. È a questa specialità che si deve la più moderna denominazione della manifestazione, Sagra dei Ciccimmaretati.

La Valle dei Mulini

Il comparto agricolo qui a Stio ha una sua precisa archeologia che si carpisce allontanandosi di appena 2 km dal centro del borgo: attraversando boschi e folte praterie si arriva alla cosiddetta Valle de Mulini, laddove lungo il corso fluviale giacciono dal '300 ruderi di cinque mulini ad acqua. Nel bel mezzo di questo emozionante scenario si inanellano delle conche che vanno a formare delle piscine naturali. Esemplare fra di esse il Puzzo re Rafaili, intorno alla quale molte zone sono state rese accessibili, attrezzate con scale in legno e sedute in pietra.

Come arrivare a Stio

Giunti ad Agropoli, imboccare in auto la SP 430, uscire in direzione SP 56, immettersi sulla SP 57 e prendere infine l’ex SS 488; dalla stazione ferroviaria di Agropoli proseguire in autobus fino a Stio; l’aeroporto Napoli Capodichino risulta quello di riferimento.

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