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Le foto di cosa vedere e visitare a Crespi d’Adda

Crespi d'Adda, visita al villaggio industriale Patrimonio UNESCO

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Un villaggio operaio, creato per i lavoratori di un’industria tessile ormai chiusa, troppo giovane per avere tradizioni antiche, per affondare le radici in qualche leggenda, per vantare qualche monumento fondato in secoli lontani. Descritta così Crespi d’Adda, frazione di Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo, sembra non possedere alcuna attrattiva, e ci si chiede perché la si dovrebbe visitare. Invece, a ben guardare, si scopre l’eccezionalità di questo paese nato dal nulla, un po’ simile a un mondo dei balocchi, un po’ calato in una realtà surreale, dove ogni dettaglio è stato studiato con cura e dove è germogliato un microcosmo perfetto, che un secolo fa assomigliava a un vero e proprio regno.

Non a caso, nel 1995, il comune lombardo è entrato a pieno titolo nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, in quanto esemplare unico di villaggio operaio industriale, tra i meglio conservati del mondo. L’anno precedente, insieme a Crespi, i siti italiani candidati al titolo erano veri e propri gioielli d’arte e cultura, quali i centri storici di Siena, Napoli e Ferrara, a dimostrazione dell’alto valore storico e architettonico del borgo “artificiale”.

Fondato alla fine dell’Ottocento per volere della famiglia Crespi, nei pressi del fiume Adda, Crespi d’Adda doveva ospitare i lavoratori di una nuova tessitura, e la sua costruzione fu affidata all’architetto Ernesto Pirovano e all’ingegnere Pietro Brunati. Per immaginare il paese così come si presentava un secolo fa occorre fare uno sforzo di immaginazione: bisogna pensare a un piccolo universo ideale, dove il padrone controllava ogni cosa e si prendeva cura dei dipendenti in modo paterno e, allo stesso tempo, autorevole. Solo chi lavorava nell’opificio poteva abitare a Crespi, e i ritmi della quotidianità si adattavano a quelli della fabbrica.

Chi decide di visitare questo sito eccezionale, affascinante e suggestivo, non deve aspettarsi un ambiente inospitale: alle casette più umili, comunque ordinate e ben fatte, i Crespi chiesero di affiancare abitazioni lussuose, vere e proprie villette con giardini e orti, destinate ai lavoratori più meritevoli e ai dirigenti. Non mancavano, e si possono ammirare tuttora, la chiesa, la scuola, l’ospedale, il cimitero e tante altre strutture per il tempo libero. Proprio il cimitero di Crespi d’Adda, progettato dall’architetto Gaetano Moretti, è l’attrattiva più misteriosa, inquietante e allo stesso tempo affascinante del paese. Dominato dalla tomba della famiglia Crespi, a forma piramidale, è costellato di sepolcri ricchi e tombe più semplici, segnalate da croci in pietra. Il muro circolare che abbraccia il camposanto simboleggia l’abbraccio della famiglia dirigente a tutti gli operai del villaggio, anche se i più temerari giurano che, di notte, il cimitero sia tutt’altro che ospitale, e assuma un’aria spettrale che alimenta fantasie e storie di fantasmi.

L’immagine di Crespi che più colpisce i visitatori è quella dell’ingresso principale, con l’alta ciminiera, le palazzine dei lavoratori e il cancello d’accesso in ferro battuto, vero e proprio simbolo dell’architettura industriale italiana sviluppatasi tra Otto e Novecento. Anche i capannoni della fabbrica hanno una loro eleganza: il cotonificio si presenta a un unico piano, caratterizzato da raffinate decorazioni in mattoni e cotto, con una ripetizione di motivi che crea un effetto ottico suggestivo.
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Bellissima la villa padronale, una sorta di castello di ispirazione medievale, che testimoniava la potenza del padrone e allo stesso tempo ricordava la sua presenza ai lavoratori. Ma il vero gioiello di Crespi d’Adda è la chiesa, una perfetta copia, in scala ridotta, della bramantesca chiesa di Busto Arsizio, che i Crespi decisero di imitare in segno d’affetto nei confronti del paese d’origine. L’esterno è armonioso e elegante, come si addice a un vero edificio rinascimentale, e l’interno della cupola è un capolavoro pittorico eccezionale, con affreschi che raffigurano un cielo stellato e danno la sensazione, grazie a un abile gioco prospettico, di poter lanciare lo sguardo molto in alto nel firmamento.

Vale davvero la pena di ammirare questo mondo ridotto, surreale, tuttora abitato benché l’industria abbia cessato la sua attività qualche anno fa. Se non vi accontentate di passeggiare per le vie paesane, e preferite farvi accompagnare da un esperto, potrete richiedere una visita guidata, che vi racconterà curiosità e informazioni sulla storia del villaggio. Se poi volete assaporare al meglio la vitalità della Crespi attuale potete visitarla il 29 agosto, per assistere ai festeggiamenti della festa patronale dedicata al Santissimo Nome di Maria.

Raggiungere Crespi d’Adda in auto è semplice, basta percorrere l’autostrada Milano-Bergamo, uscire a Capriate e seguire le indicazioni per Crespi d’Adda, a soli 2.5 km dal casello autostradale. Ma attenzione: da aprile a settembre il villaggio è chiuso al traffico nei giorni festivi, dalle ore 13 alle ore 19, e non è consentito transitare nel centro né parcheggiare. I visitatori, in queste ore del fine settimana, dovranno quindi parcheggiare fuori da Crespi: potranno raggiungere il villaggio, che si trova a 800 metri, a piedi o in navetta, quest’ultima riservata ai portatori di handicap e agli accompagnatori. Se vi trovate a Milano e volete raggiungere Crespi con un mezzo originale, scegliete la bicicletta e percorrete la prima tratta della splendida pista ciclabile che conduce sino a Lecco. L’aeroporto di Bergamo Orio al Serio è ad appena 18.5 km, quello di Milano Linate è a 37 km e quello di Milano Malpensa è a 76 km circa.

Clima caratterizzato da inverni freddi, non rigidissimi ma spesso nebbiosi, e estati calde e soleggiate. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano principalmente in autunno: in ottobre e in novembre, infatti, cadono in media 100-110 mm di pioggia mensili.
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