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Le foto di cosa vedere e visitare a Saluggia

Saluggia (Piemonte): la cittadina sulla Dora Baltea e le sue tradizioni

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Sulla riva sinistra della Dora Baltea, fra le colline del Monferrato e le colline del Canavese si trova Saluggia, un grazioso paese della provincia di Vercelli.
Su di un ripido argine del fiume, i primi abitanti del posto furono i membri della tribù ligure dei Salii, noti anche come Salluvi e da essi sembra derivi il nome del comune.
In seguito arrivarono i Romani e vi rimasero fino al 400 d.C., quando i Visigoti occuparono il territorio. Nonostante si sia piuttosto certi riguardo questo susseguirsi di popolazioni, informazioni sicure riguardo Saluggia si hanno dal 999 d.C., in un documento di Ottone II.

Un tempo cittadella fortificata, dell’antica fortificazione con sei torri rimane traccia nelle planimetrie conservate negli archivi. Distrutte alcune delle torri, al loro posto venne innalzata la dimora dei conti feudatari che da loro prese il nome, divenendo nota come Palazzo Mazzetti - Pasteris e oggi divenuta sede del Municipio. La famiglia Mazzetti rimase legata al comune per ben 4 secoli, dal 1440, anno in cui le venne affidato il feudo, al 1841 quando il casato si estinse. Alla fine del secolo scorso Saluggia era balzata agli onori delle cronache per un deposito di scorie nucleari, dismesso dopo l'incidente di Chernobyl.

Tornando al palazzo, la sua facciata è decorata con pannelli dipinti che riproducono scene del mondo venatorio e un ampio fossato protegge l’intero palazzo. Tutt’oggi per accedervi occorre attraversare un bel ponte in muratura dal quale si scorgono le cucine e il grande caminetto. Il consiglio comunale occupa invece la parte superiore dell’edificio, in cui i soffitti sono impreziositi dai cassettoni e dalle cornici delle volte affrescate. Quattordici scene della guerra di successione del Monferrato decorano le pareti della stanza.

L’antico comune vercellese è insolitamente diviso in quattro rioni, ognuno con un proprio edifico sacro di riferimento.

Probabilmente la chiesa più ricca è quella del Rione di San Giovanni, in quanto cappella dei Conti Mazzetti.
Durante gli anni di epidemie e carestie venne invece eretta la Chiesa di San Rocco e San Sebastiano, costruita proprio per essere utilizzata da tutti i malati della zona.

Nel rione di San Bonaventura, la chiesa omonima venne eretta come ex voto, quando il 14 luglio 1643 gli abitanti di Saluggia ebbero la meglio su un assalto spagnolo. Da allora, ogni 15 luglio, questo rione e tutto il paese festeggiano l’esito felice dell’attacco e la ricorrenza è divenuta con gli anni l’annuale fiera di paese.

Infine a Saluggia si trova la Parrocchia di San Grato edificata negli ultimi anni del XVI secolo ma mantenente del suo originario aspetto solo la navata centrale. Ristrutturata innumerevoli volte nel corso dei secoli è giunta a noi terribilmente danneggiata e privata della maggior parte delle sue opere artistiche. Ai saccheggi e ai disastrosi lavori di restauro è sopravvissuta la statua del Cristo Morto, proveniente dalla primissima parrocchia del comune distrutta durante un’inondazione della Dora Baltea.

Un modesto castello era presente nel comune ma con gli anni venne demolito e ciò che ne rimane sono solo due delle sue torri. Il corpo centrale e la parte restante sono stati trasformati e ristrutturati per essere occupati da abitazioni.

... Pagina 2/2 ... Nel cuore del borgo medievale si trova invece Palazzo Appiani, un tempo di proprietà della famiglia Mazzetti e in seguito ereditato dai conti Appiani. Nel 1874 venne donato alle suore di San Vincenzo che ne fecero la sede di un educandato femminile. Oggi il palazzo ospita dei piccoli appartamenti per anziani e altre attività volte alla cultura e al sociale.

All’interno del secolare parco di Saluggia si trova Villa Incisa, anch’essa in origine appartenente alla famiglia Mazzetti. La villa è bellissima nella sua semplicità, la quale rispetta lo stile dell’antico edificio medievale su cui è stata costruita.

Due sono le feste più importanti del comune: la festa di San Grato e la festa di Sant’Antonino, celebrate fra agosto e settembre con la distribuzione di bevande, canestrej e tortet.

Anche il Carnevale e il Natale sono due occorrenze particolarmente care ai saluggesi che le festeggiano ogni anno in piazza. Il Carnevale in particolare mette in scena la consegna delle chiavi da parte del sindaco al Re e alla Regina Fagiolo, i quali per tre giorni, governeranno il paese. Per le strade vengono distribuiti i prodotti tipici ma soprattutto i fagioli cucinati in piazza.

Il comune è piccolo ma nonostante questo anche Sant’Antonino, una minuscola frazione di Saluggia, festeggia un proprio Carnevale dalle origini antiche.

Questo borgo piemontese di appena una trentina di chilometri quadrati merita sicuramente di essere visitato se si decide di scoprire la zona del vercellese, è un comune fatto di piccoli paesi in cui il legame con le tradizioni è ancora forte, dove è possibile gustare gli ottimi piatti della tradizione in una delle tante osterie nelle quali provare assolutamente almeno uno dei piatti a base di fagioli saluggesi come la Panissa o i fagioldolce.

Come arrivare
Per arrivare a Saluggia da Torino bastano 40 minuti percorrendo l’autostrada A4, la stessa che occorre percorrere provenendo da Milano, da cui è consigliabile passare provenendo dalla maggior parte d’Italia. In entrambi i casi si esce a Rondissone e quindi si seguono le indicazioni fino a destinazione.
A Saluggia si torva la stazione ferroviaria, servita dalle linee di Trenitalia.
L’aeroporto più vicino è quello di Torino.

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