Cerca Hotel al miglior prezzo

Cantarana (Piemonte): la visita al piccolo comune del Monferrato

Cantarana, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L'hinterland astigiano va certamente lodato per il suo notevole appeal turistico, infuso da un territorio - il Monferrato - molto armonioso in quanto dalla prevalente morfologia collinare invisa a ogni sorta di impedimento geologico. Una terra placida e incantevole come questa mette a frutto il vantaggio della propria sintonia naturale esprimendo l'innata bellezza attraverso poli cittadini semplicemente sublimi.

Tra questi, fatta eccezione per Asti (scontato glorificarla), spicca singolarmente il comune di Cantarana, 9.77 kmq di qualità calcati da appena 869 abitanti (dato rilevato nel 2005). Il nome di questa graziosa località trae origine da un antico toponimo celtico riferito alla presenza abbondante di corsi d'acqua, oggi concentrati soprattutto nel campo sorgentifero di Bonoma (foriero della miglior acqua secondo valutazione di Legambiente nel 2003), fonte di vari acquedotti.

Possedimento della famiglia Malabayla in epoca medievale, il paese acquisisce tessuto comunale soltanto nel 1500, ma è costretto a traslare provvisoriamente la popolazione nella vicina Torrazzo a causa di una microglaciazione con conseguente impaludamento in grado di compromettere l'abitabilità dell'intera vallata per ca. un secolo. Nel ‘600, svaniti gli effetti del fenomeno, Cantarana torna a svilupparsi, questa volta senza alcuna soluzione di continuità.

La testimonianza più eclatante del lignaggio storico locale si evince dalla presenza di quella che fu la residenza dei conti di Cantarana, ovvero il Palazzasso, che porta in eredità la cappella settecentesca di San Giuseppe, custode di un pregevole quadro del Santo ubicato in posizione dominante l'altare originale costruito in muratura. Le leggende aleggianti su questa importante struttura fioccano, ma una di queste si avvale di testimoni piuttosto attendibili, che avrebbero (si mantenga il tono ipotetico) scorto all'interno dello stabile una strana figura nell'atto di accoltellare una donna, e questo al culmine della cosiddetta "festa del tacchino" nell'ambito della celebrazione del Carnevale.

La peculiarità di Cantarana sta nel comporsi di minuscoli nuclei abitati, caseggiati, borghi e cascinali sparsi che sembrano "decorare" la vallata su cui sono deposti. Non è difficile notare da lontano la località, contraddistinta dall'alto campanile (ben 44,21 metri) in stile juvarriano adiacente la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, datata 1695 e ubicata nella piazza centrale. In questo scorcio urbano divampa la fecondità folcloristica, che si manifesta attraverso feste popolari divenute appuntamenti annuali di sicura suggestione, tante e delle più diverse tipologie aggregative.

Rispettando l'ordine cronologico, è doveroso cominciare illustrando il Carnevale Stravecchio, che arriva la seconda domenica di Quaresima presentando una sfilata in maschera, intervallata da intrattenimenti per bambini, giochi popolari e siparietti culinari che prevedono la degustazione di polenta e il buon, caro vin brulè. Il lunedì di Pasquetta è dedicato agli Itinerari Cantaranesi, includenti una liberatoria camminata lungo gli antichi percorsi selvatici intorno al borgo.

Il Luglio Cantaranese offre uno spazio apposito per l'espressione culturale, una dittico di serate permeate da teatro dialettale, musica e valori autoctoni. La Festa patronale giunge ad agosto ed è un autentico spettacolo attesissimo: si avvicendano la Sagra dell'agnolotto e della Tinca in carpione, serate all'insegna dell'eno-gastronomia e del ballo, gare di bocce con eventi collaterali di beneficienza e, in conclusione, una fitta serie di mostre ed esposizioni. Per gli intenditori di cucina e buon vino, il mese ideale è ottobre, che ospita un ciclo di degustazioni guidate, scandite da nettari d.o.c. come il Barbera, abbinato a tipicità del luogo pronte da assaporare. Lo stesso ottobre è inaugurato dall'interessante Rassegna Corale dal titolo "Voci in armonia", organizzata dal coro Eco delle Colline di Cantarana, costituito nel 1976.

Sotto il profilo economico, il paese si fonda principalmente sull'attività agricola, specializzata in particolar modo nella viticoltura, nel vivaismo viticolo e nella zootecnia. Molto sviluppati risultano essere anche il settore edile, quello metalmeccanico e quello inerente la carpenteria, con proiezioni nella lavorazione e commercio del legname. Dislocate nel territorio anche alcune imprese di autotrasporti, i cui servizi sembrano funzionare a meraviglia.

Raggiungere Cantarana non è difficile: preferendo il mezzo automobilistico, da Torino occorre prendere l'autostrada A21, uscire a Villanova, attraversare i comuni di Villanova e Villafranca d'Asti, proseguire in SS 10 e dirigersi a Cantarana. Da Asti, invece, arrivare in prossimità di Villafranca d'Asti, prendere la SP 10A fino a destinazione.
  •  

 Pubblicato da - 13 Dicembre 2015 - Riproduzione vietata

27 Novembre 2017 Valtellina: tour tra gastronomia, vino e ...

Si scrive Valtellina, si legge (anche) eccellenza a tavola. Sì, ...

NOVITA' close