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Robilante, visita al borgo piemontese: da vedere e sapere

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Qualcuno sostiene che il nome del paese derivi da “rivo bullante”, cioè rio gorgogliante, con riferimento alle acque spumeggianti del torrente Cialancie, che attraversa l’abitato. Altri credono che derivi dal latino “robur”, che significa “quercia” ma anche “forza” e “solidità”. Che l’interpretazione sia corretta o meno, si può affermare con sicurezza che Robilante, borgo montano in provincia di Cuneo, di forza d’animo ne abbia sempre dimostrata, e continui a dimostrarla tuttora. Si tratta di un paese pittoresco nel cuore del Piemonte, nella Comunità Montana Valli Gesso e Vermenagna, incastonato a 670 m di quota e popolato da circa 2.400 abitanti.

Sino a poco tempo fa, Robilante era un villaggio semplice e piuttosto povero, i cui abitanti erano spesso costretti a migrare per procurarsi di che vivere, ma la capacità di non perdersi d’animo ha dato i suoi frutti e oggi il paese è una località incantevole, intrisa di leggende e storie misteriose, ricca di tradizioni e colorata da usi folcloristici pittoreschi. Dopo essere stato per un lungo periodo feudo dell’abate di San Dalmazzo, che l’aveva ricevuto dal marchese di Saluzzo, Robilante divenne parte del distretto di Cuneo e passò in mano ai Savoia nel 1364. Nei secoli seguenti i padroni che si avvicendarono in queste terre furono numerosi, ma a rendere celebre il nome del borgo furono i signori di Varallo, che nel 1619 lo ricevettero in feudo e assunsero il titolo di conti di Robilante.

Oggi il paese è un concentrato intenso di cultura, che si esprime attraverso le usanze ma specialmente attraverso le pietre antiche dei monumenti e dei palazzi. Tra le bellezze che più si fanno notare c’è la Parrocchiale di San Donato, fondata nel XVIII secolo, con la sua splendida facciata esterna e all’interno alcune opere d’arte pregevoli: in particolare, merita l’attenzione dei turisti il crocifisso ligneo del XIV secolo. A breve distanza dalla chiesa, in Via Eminia, c’è un piccolo affresco quattrocentesco che rappresenta una Madonna con Gesù Bambino, e poco oltre ci si imbatte nella ex Chiesa di Santa Croce, nata negli anni Sessanta e attualmente sede della Pro Loco di Robilante.

Lasciando per un momento il centro del paese, e spingendosi nella verdeggiante campagna della Valle Vermenagna, si scopre una costellazione di piccole cappelle campestri, perfette come mete di escursioni all’aria aperta. Dalla Cappella di Sant’Anna, ad esempio, si gode di uno spettacolare panorama sul centro abitato, mentre altri itinerari interessanti si arrampicano lungo il vallone di Cialancie e raggiungono le chiesette bianche che testimoniano la devozione popolare di un tempo, viva ancora oggi specialmente nelle persone più anziane. Se si passeggia sino alla conca di Malandrè si scoprono le vecchie baite coi tetti di paglia, mentre un po’ più in basso nella vallata c’è il pilone del Moro, che racconta delle mitiche incursioni saracene.

Ma la visita a Robilante sarebbe incompleta se si trascurasse la tradizione più preziosa e sentita del borgo, quella della fisarmonica. In paese c’è un vero e proprio museo, che comprende diverse sezioni, una delle quali dedicata a questo strumento da sempre prodotto e suonato dai robilantesi con grande maestria. Si può dire che ogni famiglia abbia un suo fisarmonicista, e che tutti gli anziani custodiscano gelosamente il segreto della fabbricazione artigianale della fisarmonica.
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L’esposizione comprende strumenti antichi e preziosi, che testimoniano un’evoluzione durata secoli. Un’altra parte della collezione è invece dedicata alle sculture di Jors D’Snive, un artista che visse a Snive, frazione sotto le Piagge di Robilante. L’ingresso alla mostra è totalmente gratuito, ma il museo viene aperto soltanto in particolari occasioni di festa oppure su appuntamento, contattando l’ufficio del Comune.

A proposito di manifestazioni, la più importante di Robilante è senza dubbio la festa della fisarmonica che si svolge nel mese di maggio, ma vale la pena anche di partecipare ai festeggiamenti in onore di Sant’Anna della prima domenica di agosto, con la processione notturna illuminata di mille luci suggestive. I più golosi apprezzeranno ancora di più la tradizionale festa della polenta, che ogni anno si ripete all’inizio di novembre per la durata di un fine settimana. Il programma prevede concerti e spettacoli, una bella mostra di sculture di cioccolata, serate danzanti, un mercatino e soprattutto una grande mangiata di deliziosa polenta.

Per raggiungere Robilante ci sono diverse possibilità. Chi sceglie l’automobile può raggiungere il borgo da Torino con la Strada Statale n° 20 del Colle di Tenda, mentre chi sceglie il treno dovrà affidarsi alla linea ferroviaria internazionale Torino-Cuneo-Nizza. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Torino, Nizza e Genova, rispettivamente a 111 km, 123 km e 155 km.

Una volta giunti a destinazione si viene accolti da un clima sorprendentemente mite, specialmente per un borgo incastonato tra le montagne. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno infatti da una minima di 2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto, i momenti più caldi dell’anno, si passa dai 17°C ai 27°C. Le precipitazioni raggiungono i valori massimi tra aprile e maggio, quando cadono in media 111-124 mm di pioggia al mese.
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