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Domodossola (Piemonte): la storia, il centro storico e la piazza del Mercato

Domodossola, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

D di Domodossola. Quante volte abbiamo fatto riferimento a questo metodo per indicare la quarta lettera dell’alfabeto per telefono o per radio, ben sapendo che Domodossola esiste, ignorando talvolta dove si trova.

Storia

Città di quasi 19.000 abitanti posta in Val d’Ossola presso la provincia del Verbano-Cusio-Ossola nel Piemonte orientale, era anticamente l’Oscella dei Leponzi, popolazione in auge in epoca pre-latina.

Civitas sotto l’Impero Romano d’Occidente, lo vide cadere nel 476 d.C. sotto le orde barbariche, successive alle quali si imposero i Franchi, e dopo ancora i Vescovi Conti di Novara. Seguirono nell’era delle signorie i Visconti e gli Sforza prima dei due secoli di dominio spagnolo precedenti le occupazioni austriaca e napoleonica. I Savoia furono gli ultimi padroni del territorio, difatti anche nel corso della Seconda Guerra Mondiale il comune di Domodossola rientrava in un’area ritenuta franca, libera dalla tirannica egida nazista.

Oggi possiamo visitare una città notevolmente espansa dal punto di vista sia urbano che industriale, fermo restando che ha saputo conservare un centro storico ancora ricco di elementi, impianti ed edifici medievali. La cerchia muraria pentagonale è fra le strutture che sono andate quasi completamente perse, eccezion fatta per pochissime tracce, tratti sporadici lungo via Facchinetti e i resti di una torre angolare.

Cosa vedere a Domodossola

È invece integro il Camposanto, cui si attribuisce una certa importanza per il suo essere a pianta circolare, cosa molto rara per le opere cimiteriali. Questo, basato su un progetto dell’architetto Luigi Boffi, sfoggia archi a ¾ di cerchio che arricchiscono le palazzine d’ingresso e quelle relative al colombario.

Rimanendo in materia religiosa, doveroso trattare quella che si ritiene essere un vero monumento nazionale e orgoglio massimo della città, la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, risultante dalla ricostruzione di fine ‘700 di un edificio ecclesiastico eretto per la prima volta nel XV secolo. Realizzata su disegno di Matteo Zucchi, gli è stato conferito il titolo di Duomo, attraverso il quale è stato inoltre estratta l’attuale denominazione del borgo: Domus Oxile mutò al tempo in Burgus Domi Ossule, italianizzato in Domiossola, divenuto in seguito Duomo d’Ossola e definitivamente Domodossola. Catalogata come “collegiata”, mostra una facciata assai eloquente a fasce bicrome orizzontali, con un classico rosone centrale e lesene che tripartiscono il prospetto frontale.

Tre sono le vetrate (rosone compreso) e tre risultano essere gli ingressi (il centrale si avvale di un bel portichetto barocco e di un portale romanico), vestiboli di altrettante navate lungo le quali si sussegue un totale di sei cappelle, e fra di esse quella di San Carlo Borromeo custodente la pala d’altare di Tanzio da Varallo ove viene raffigurato San Carlo che comunica con gli appestati. L’arte si manifesta egualmente eccellente nell’architrave su cui compaiono Carlo Magno che riceve l’orifiamma e una Scena della Battaglia di Roncisvalle, poi vanno sommati altri affreschi firmati da Lorenzo Peretti e un Crocifisso intagliato da Giorgio de Bernardis.

Di pregio gli affreschi che costellano l’ambiente interno del Santuario della Madonna della Neve, che si fregia del Matrimonio della Vergine attribuito a Luigi Reali e di un’ancona in legno dorato e dipinto ordita da Francesco de Tatti per contenere l’icona trecentesca della Madonna col Bambino. Il Collegio Mellerio-Rosmini che lo fiancheggia ospita il Museo di Scienze Naturali nonché una biblioteca assai fornita dati gli oltre 60.000 volumi.

Assai stupefacente specialmente di sera (quando si accendono su di esso tutti i riflettori a evidenziarne l’estetica dell’imponente facciata) il Palazzo di Città, opera tardo neoclassica di Giovanni Leoni concepita nel 1847. Fu sede nel 1944 della Giunta Provvisoria di Governo della Repubblica partigiana dell’Ossola. Nel periodo post resistenziale, ergo nel settembre 1945, si debba ricordare che la Val d’Ossola ottenne la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Dietro il Palazzo di Città ecco rivelarsi Palazzo San Francesco, sorto laddove stoica s’ergeva una vecchia chiesa trecentesca. All’interno vi è un Museo dedicato all’esposizione delle speciali collezioni della Fondazione Galletti. Accanto al Municipio c’è quello che fu il primo ginnasio ossolano, ovvero Palazzo Mellerio, la cui esistenza di deve alla volontà del conte Giacomo Mellerio.

Il centro e la Piazza del Mercato

La crema dell’architettura rinascimentale si raccoglie nello stupendo centro storico, un gioiello fatto di portici quattrocenteschi atti a sostenere magnifiche case padronali con tanto di balconate e piccole logge. Una serie d’archi romanici e gotici sembrano voler seguire le linee asimmetriche che definiscono una zona imperfetta quindi molto suggestiva e gradevole da vedere. La Piazza del Mercato corrisponde al maggior punto di ritrovo degli abitanti di Domodossola, un luogo che accomoda settimanalmente un mercato risalente addirittura al 917 d.C.

Ai lati di via Briona – in passato la via di transito dei mercanti - si pongono case con i caratteristici tetti in piode e i balconcini retti da cariatidi. Nel vecchio quartiere La Motta spicca Piazza Fontana, il cui centro viene condiviso da due valenti arredi urbani, la fontana ottagonale e l’obelisco. Sempre gravitando da queste parti s’incontra una costruzione gentilizia di stampo rinascimentale, Palazzo Silva, anch’esso monumento nazionale e sede del Museo che raggruppa tutte insieme delle testimonianze preziose, reperti etruschi e romani, stemmi marmorei, sculture lignee, dipinti e costumi d’epoca.

Piazza Chavez è intitolata a Geo Chavez, l’indimenticato aviatore peruviano che nel 1910 portò a compimento un’impresa sorvolando in aereo il passo del Sempione (vi è annesso il Museo sempioniano e la ricostruzione parziale del tunnel del traforo del Sempione) e venendo così ricordato come il primo trasvolatore delle Alpi, purtroppo perito durante l’atterraggio al culmine di quella straordinaria dimostrazione d’audacia pionieristica.

I dintorni di Domodossola

Domodossola è prossima a un attrezzato parco regionale protetto dal 1991, la Riserva naturale del Sacro Monte Calvario, nominato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il suo cospicuo bagaglio artistico e culturale, le sue 15 cappelle della Via Crucis, le sue querce e i favolosi castagni, il centro didattico e naturalistico. Sensibile la vicinanza ad altre vaste aree verdi rappresentate dal Parco naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero e dal Parco nazionale della Val Grande. Vicine le stazioni sciistiche di Domobianca e San Domenico di Varzo.

Eventi, sagre e manifestazioni

Domodossola è un crocevia anche per quanto concerne eventi e manifestazioni che si organizzano nella Val d’Ossola. Il Balafest, ovverosia la Festa ossolana della Birra, si svolge nell’ultima decade di settembre. Storici il Mercatino dell’Antiquariato e dell’Artigianato ogni sabato in Piazza Matteotti e i Mercatini di Natale nel mese di dicembre. In questo periodo da Domodossola si possono raggiungere altri mercatini natalizi con il treno panoramico della Ferrovia Vigezzina-Centovalli.

Come arrivare a Domodossola

L’Autostrada A26 Genova Voltri – Gravellona Toce diventa Superstrada E62, percorre tutta la Val d’Ossola raggiungendo Domodossola; i treni arrivano alla importante stazione internazionale di Domodossola, inaugurata nel 1906 dopo l’apertura del Traforo del Sempione. Ci sono collegamenti diretti anche con il Canton Ticino e la Svizzera con la ferrovia Vigezzina-Centovalli; l’aeroporto di Milano Malpensa dista ca. 90 km dalla località.

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