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Premia (Piemonte): natura e benessere sulle Alpi Lepontine

Premia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Premia è un comune che nel Verbano Cusio Ossola in Piemonte conta 575 abitanti molto legati a un territorio definito dalla piacevolezza della Valle Antigorio. L’esiguo numero di residenti, tuttavia, non è diretta misura della sua estensione, anzi il borgo si rivela d’ampia superficie se si considera la presenza di ben 14 frazioni dislocate in zona.

Storia ed origine del nome

Il suo nome sembra derivi da Primitiae, contratto in Prèm, identificativo di lontane origini romane – come testimoniato da un’area tombale risalente all’età augustea e da un mulino addirittura antecedente - e un lento sviluppo antico sotto i De Rodis. Fatta eccezione per i fisiologici accadimenti intercorsi durante le due guerre mondiali, Premia può ritenersi fortunato a non aver troppo risentito di eccessivi scossoni storici sebbene un inesorabile calo demografico abbia notevolmente inciso nell’assetto economico complessivo soprattutto a partire dal 1921. È però da specificare che i processi di inglobamento di alcune realtà urbane sono risultati inizialmente problematici più che altro per una questione di assimilazione di culture e identità: eclatante il caso della lingua Walser, praticamente un patois oggi parlato da alcuni anziani a dagli abitanti dell’insediamento Walser ubicato nella località di Salecchio (dove s’erge anche la Chiesa di Maria Assunta, da vedere). Si tratta di un villaggio alpino fondato nel XIII secolo è organizzato attraverso un’architettura imperniata su costruzioni in legno e pietra accostate a strutture di uso comune quali i forni per cuocere il pane, botteghe e una scuola.

A “raccontare” il viatico passato di Premia pensano peculiari edifici che costituiscono delle esemplarità. Si prenda la Ghiacciaia affacciata sulla piazza del Municipio, di forma cilindrica e sfruttata al tempo per la conservazione delle derrate alimentari grazie al concentramento di neve necessaria a raffreddare l’interno, protetto da muri spessi fino a un metro. Nella valle, è una presenza davvero esclusiva. Molto meno speciale ma comunque interessante è la Torre Medievale a base quadrata, monumento in pietra che aveva funzione di punto di vedetta per prevenire le incursioni in loco dei nemici al tempo del Ducato di Milano, che ne commissionò l’erezione.

Cosa vedere a Premia

Tante sono le frazioni, ben di più appaiono i luoghi sacri che il comune ha il privilegio di mostrare ai turisti. Nel lungo elenco c’è posto per edifici dalle più diverse caratteristiche ma associate a un pregio unico, la valenza storica. Punta di diamante locale è ovviamente la Parrocchiale di San Michele, implemento seicentesco di una duecentesca cappella gentilizia: a tre navate, si trova in una posizione predominante e all’interno serba un bell’altare in legno scolpito e rifinito in oro, al quale si aggiungono affreschi presbiterali e una tela rinascimentale raffigurante Sant’Antonio Abate, San Sebastiano e San Rocco. L’altra Parrocchiale è intitolata a San Rocco e sorge nell’omonima frazione.

Gli oratori riempiono considerevolmente l’hinterland di Premia tratteggiando marcatamente frazione per frazione, sicché se ne contano davvero molti. Fra questi, la maggior parte è relativamente antica inglobando tra gli altri l’Oratorio dei Santi Antonio da Padova e San Francesco d’Assisi, l’Oratorio di Chioso con la pala d’altare ottocentesca ritraente San Carlo Borromeo, l’Oratorio di San Giulio a Passo e anch’esso custodente una pala d’altare raffigurante San Giulio che schiaccia i serpenti assistito dalla Madonna con il Bambino (un’opera di Lorenzo Peretti datata 1815), e ancora gli oratori di San Giuseppe (Altoggio), Santa Lucia (Uriezzo), Santa Maria (presso Cadarese, sfoggia una Madonna con Sant’Anna) e Santa Maria dell’Oro (eretto a S'l'ôôr dopo un miracolo che salvò la vita ad alcuni residenti rimasti illesi nonostante una violenta frana). Da visitare poi l’Oratorio della Madonna della Neve a Piedilago e l’Oratorio della Natività di Maria Vergine a Piazza.

A Rozzaro esiste invece la Chiesa di San Bernardo, la cui fama s’accompagna all’attigua presenza di un ex Ospizio atto nel ‘200 ad accogliere viandanti e pellegrini. La Chiesa di Santa Maria Immacolata a Crego si ricorda per molteplici motivi: intanto venne costruita da don Lorenzo Dresco, conosciuto come il “prete scalpellino”, autore di un eccezionale peristilio a 48 colonne quadrate; internamente ecco il secondo motivo d’interesse, l’inserimento dei tre altari dedicati rispettivamente alla Vergine Immacolata, alla Madonna dei Sette Dolori e alla Madonna del Carmine. Per chi ama l’architettura religiosa più minuta e composita dovrà recarsi ad ammirare la Cappella della Madonna della Neve a Balmalarice, la Cappella della Brenza a Case Benevoli e, infine, la Cappella della Motta nell’omonima frazione.

Orridi e marmitte dei giganti a Premia

Fuor dell’abitato, a far da padroni al territorio circostante sono gli orridi, elementi naturalistici spettacolari e suggestivi. Si segnalano ergo gli orridi di Balmasurda e Santa Lucia e Uriezzo, meraviglie che attraggono specialmente in estate frotte di avventori. A Maiesso le erosioni rocciose hanno creato un complesso noto con il nome di Marmitte dei Giganti, scavate direttamente dall’acqua in milioni di anni fino a formare delle cavità emisferiche e cilindriche molto belle. Tutte le grotte e, in generale, gli ecosistemi più profondi, hanno fornito ingenti risorse soprattutto dal punto di vista dei minerali, tant’è che un Museo Mineralogico inaugurato nel 2002 sorge proprio nel centro di Premia. A Cadarese hanno un mirato scopo didattico l’Ecomuseo e il Museo del Latte.

Terme

Ben altri obiettivi si propongono le rinomate Terme di Premia, corredate di diversi ambienti dove il ragionato sfruttamento idrico si rifà a sorgenti naturali di acqua ad alto effetto terapeutico. Cure per diverse patologie vengono effettuate qui nell’arco di tutto l’anno. Molti turisti frequentano il complesso per corroborarsi e rilassarsi con il percorso benessere. Altro modo di vivere il clima distensivo consiste nel percorrere plurimi itinerari: possono rivelarsi ottime escursioni quelle al Lago del Busin, al Grande Sentiero Walser e all’Alpe Tanzonia, oltre alla Via per il Gries. Certamente il tour degli Orridi rappresenta il viaggio più emozionante che si possa compiere nell’area.

Fra le manifestazioni più in voga e altamente aggregative vi sono la Festa della Candelora a Salecchio Inferiore nel mese di febbraio e la Festa patronale a Premia la seconda domenica di ottobre.

Come arrivare a Premia

Si arriva percorrendo in auto l’Autostrada A26 Genova Voltri – Gravellona Toce, che prolunga su SS 33, uscita Baceno/Formazza; la stazione più vicina è a Domodossola sugli assi ferroviari Novara – Domodossola e Milano – Domodossola; collegamenti tramite le autolinee Comazzi lungo la direzionale Domodossola – Cascate del Toce; l’aeroporto di Milano Malpensa dista ca. 105 km dalla località.

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