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Soriso (Piemonte): visita al piccolo comune del lago d'Orta

Soriso, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In provincia di Novara e a pochi chilometri dallo scenario incantato del lago d’Orta incontriamo Soriso, comune piemontese la cui visione induce immediatamente al sorriso nonostante il suo nome sia sprovvisto di una erre ma capace di preludere a una bellezza da bocca aperta.

Storia

Il paese, 730 abitanti mal contati e tanta vocazione naturalistica, ha una storia che rimanda all’insediamento nell’area degli Usii in epoca antica, e difatti il nome del paesello fonde i termini Or (collina) e Usium (degli Usii), così da derivare da Collina degli Usii, come veniva un tempo chiamato.

La formazione di un vero e proprio corpus abitativo risale al periodo post romano, nel corso dell’epopea carolingia che vide il capitano Gerardo Ferardo primo proprietario di Soriso, località che si divise poi in Soriso Superiore (la governarono i Vescovi di Novara) e Soriso Inferiore (soggetta alla Repubblica di Novara).

La ricongiunzione in un solo nucleo urbano venne caldeggiata sotto il dominio degli Sforza (testimonianza architettonica quattrocentesca è ben rappresentata da Palazzo Ravizza) e ciò permise al borgo di emanciparsi nei secoli a venire dal regime feudale acquisendo un’autonomia interrotta temporaneamente dalla dominazione francese e dall’egida sabauda, quest’ultima terminata con l’Unità d’Italia e l’affermazione dei Comuni singoli. Prima delle due guerre mondiali venne costruita in loco Villa Emilia, oggi residenza privata e dunque non visitabile internamente.

Cosa vedere a Soriso

La pochezza di edifici civili è sopperita dall’abbondanza di luoghi sacri dal carattere spiccatamente monumentale, vedesi gli oratori di San Rocco, Santa Eurosia e Madonna delle Grazie (conosciuto anche come Oratorio della Madonna della Neve), del tutto simili per l’impianto strutturale che contempla in entrambi i casi la presenza di un porticato a tre arcate e quattro colonne.

È invece molto diverso l’Oratorio di Santa Maria della Gelata, costruzione cinquecentesca appartata fra i boschi di Soriso, posta su un’altura molto fredda in inverno, tale da influire significativamente sul nome attribuito alla chiesa. Lo sfondo ha del fiabesco grazie a una fonte d’acqua limpidissima che offre un elemento di degna bellezza a uno scorcio in cui è l’atmosfera a fungere da protagonista.

L’oratorio reca un’immagine assai venerata della Vergine in trono col Bambino (opera del XV secolo firmata da Tommaso Cagnolis), al cospetto della quale anticamente le madri portavano i propri bambini ormai defunti nella speranza di una risurrezione miracolosa: a volte questo effettivamente avveniva nello spazio di un respiro, quanto bastava alle genitrici per battezzare i figli garantendo loro l’accesso all’eternità celeste.

L’Oratorio di Santa Marta, di più modeste linee decorative, è considerata dai più la prima chiesa eretta nel centro di Soriso (risalirebbe al XIII secolo) e reca al suo interno il quadro di Stefano Delambri raffigurante la Madonna del Rosario, icona sovrastante l’altare.

Troneggia a Soriso la bella Parrocchiale di San Giacomo (il Santo viene onorato ogni 25 luglio con la Festa Patronale), ex oratorio medievale sorto sui resti del vecchio castello arroccato sulla cima del colle. Il magnifico porticato circonda tutto l’edificio grazie ad archi uniti da una lunga fila di 36 colonne di granito.

Il maestoso coro si fregia di numerosi affreschi con soggetti diverse figure bibliche, San Pietro e San Paolo, San Giacomo Maggiore, l’Addolorata, il Mosè con le Tavole della Legge e la Madonna del Carmine. Altre opere sono disseminate in tutto l’ambiente, sopra la porta d’ingresso, nella Cappella di Sant’Urbano Martire e in quella di Santa Colomba. Le ossa del Santo Martire si trovano nell’urna, venerata a partire dal 1873, data della prima esposizione pubblica. Infine da segnalare due luoghi del cuore FAI, Casa Buzzi, un ex convento medievale e Palazzo Ravizza, una elegante costruzione del 16° secolo, visitabile solo dall'esterno.

Soriso cura tra i tanti aspetti anche quello legato alla ricettività e si coccola gli avventori proponendo le due chicche del territorio, il Ristorante Il laghetto della Gelata e l’Hotel Ristorante Il sorriso, dove si servono i migliori piatti della tradizione culinaria nostrana.

Come arrivare a Soriso

Si arriva tramite l’Autostrada A26 Genova Voltri/Gravellona Toce e uscendo ad Arona (km 9) oppure a Borgomanero (km 14) per proseguire sulla SP 44 diretta a Soriso; la stazione ferroviaria più vicina è a Gozzano; gli autobus extraurbani Comazzi compiono la tratta Borgomanero – Gargallo; l’aeroporto di Milano Malpensa dista 45 km dalla località.

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 Pubblicato da - 28 Settembre 2017 - © Riproduzione vietata

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