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Grottole (Basilicata): la Chiesa Diruta e la visita all'antica cittadina

Grottole, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piccola realtà che fa da trait d’union fra i fiumi Basento e Bradano, il borgo di Grottole s’immerge nel rinfrescante contesto naturalistico della Riserva Regionale San Giuliano imperlando la splendida distesa boschiva nota come Le Coste, nella parte più radiosa e mediterranea della Basilicata.

La selva si gode appieno percorrendo a piedi o in mountain bike il Sentiero ad anello del Bosco Le Coste, 5 km che si evolvono nel cuore di un’area proficuamente attrezzata e dotata di capanni nonché sufficiente illuminazione. Il nome dell’abitato – che deriva dal toponimo latino criptula – indica origini antiche e una peculiarità, ovvero una prematura formazione del centro in una zona di cavità e grotte in epoca preistorica. Gli autoctoni hanno fatto tesoro di questa suggestiva conformazione e alcuni di loro hanno pensato di adattare tali antri e asservirli a fucine di produzione artigianale, laboratori all’interno dei quali dedicarsi alla creazione e lavorazione di vasi di argilla.

Cosa vedere a Grottole

L’affermazione di Grottole spicca il volo nel corso della dominazione normanna, espandendosi poco alla volta dapprima all’ombra della Contea di Tricarico, successivamente sotto l’egida di famiglie feudatarie, nella fattispecie i Caracciolo, gli Spinelli e i Sanseverino con cui il feudalesimo trovò il proprio tramonto nel 1874, molto tardi dunque rispetto alla maggior parte degli altri possedimenti. Un prodotto della storia locale è rappresentato dal Castello di Grottole, che domina il panorama dalla cima della Collinetta della Motta dall’851 d.C., anno che lo vide sorgere per volontà del principe longobardo Sichinolfo di Salerno. Il corpo di fabbrica vanta ancora la presenza della centrale torre quadrata e ambienti di indubbia eleganza, conferita da curiosi elementi come il grande camino suggellato da pregevoli stucchi.

Chiesa Diruta ed altri luoghi di culto

Tra i tanti luoghi di culto si esaltano con facilità la Chiesa dei Santi Luca e Giuliano (rimasta incompiuta e perciò chiamata “Chiesa Diruta”) e la Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore annessa all’ex Convento dei Frati Domenicani.
La prima è un affascinante complesso architettonico posto nel cuore del centro storico. Si tratta delle rovine della chiesa parrocchiale che venne costruita nei primi anni del 16° secolo. La struttura eretta progressivamente fin verso la metò del '700 è rimasta poi abbandonata ed incompiuta a causa dei sismi che hanno afflitto l'aerea ed oggi rappresenta un interessante luogo, dal fascino quasi primitivo.

La perla ecclesiale della Chiesa Madre vanta un ricco corredo di altari lignei, una cantoria e il coro risalenti al Settecento, infine una Madonna con Bambino ch’è fra le più belle manifestazioni scultoree di scuola lucana che si possano rilevare sul territorio. La Chiesa del Purgatorio, affiancata da un bel campanile in pietra, custodisce pezzi artistici di rilievo assoluto, per esempio la statua di San Pietro Apostolo, il mosaico che ritrae una Madonna con Bambino, il dipinto di Nicola Malinconico raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Giovanni Evangelista e Lucia e altri dipinti di raffinata esecuzione.

La Chiesa di San Rocco, che si fregia di un prezioso polittico seicentesco realizzato da Pietro Antonio Ferro (vi sono raffigurate le sette opere di misericordia corporale), è il punto di partenza della processione che da qui arriva al castello passando dalle vie del borgo nell’allegro ma altresì sacro contesto della Festa di San Rocco, evento risonante che si celebra tutti gli anni nel giorno successivo a Ferragosto.

Altri eventi, sagre e manifestazioni

In tema di manifestazioni bisogna citare anche la Festa di Sant’Antonio Abate che ricorre il 17 gennaio, la Festa del Crocifisso che imperversa la prima domenica di maggio e la Fiera di San Luca il 13 e 14 ottobre. Occorre allontanarsi un po’ dal centro storico per poter visitare la Chiesa dei Frati Cappuccini, il Santuario di Sant’Antonio Abate (posto a ca. 12 km di distanza) e i resti della Torre di Altoianni, ultimo residuato di una città viva nel Medioevo ma scomparsa al culmine del XV secolo.

I prodotti tipici di Grottole

Grottole non è solo architettura e nemmeno soltanto bei paesaggi, è anche un tempio della cucina povera intessuta da genuinità e semplicità di cui ha sempre trasudato la campagna. Il culto culinario è trasmesso di generazione in generazione, sicché se ne evince un paniere ricolmo di prelibatezze, dalla pasta fatta in casa (rcchitédd, cavatiédd e sagntédd) al vasto caleidoscopio di formaggi come la ricotta, burrata, mozzarella e scamorza, passando per succulente carni di agnello, capretto, maiale e pecora le cui interiora avvolgono bocconcini saporitissimi, i gmmriedd, magari accompagnati dai lampascioni, i cipollotti selvatici con i quali si fanno i lampasciun crsciut, frittelle eccezionali.

Come arrivare a Grottole

Dalla SS 407 Basentana uscire a Grottole/Salandra e seguire per il borgo; la stazione ferroviaria è la Salandra-Grottole; l’aeroporto di Bari risulta quello di riferimento.

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