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Le foto di cosa vedere e visitare a Aliano

Aliano (Basilicata): il borgo dei calanchi e di Carlo Levi

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«[…]Ed ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare […] e da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria […] era un susseguirsi digradante di monticelli, di buche, di coni di erosione rigati dall’acqua, di grotte naturali, di piagge, fossi, collinette di argilla, come se la terra intera fosse morta[…]». Con queste parole Carlo Levi descrive Aliano, un piccolo comune lucano a quasi 100 km da Matera.

Aliano è un grazioso borgo rurale arroccato su di un colle della Val d’Agri. Con i suoi 555 m s.l.m. si affaccia malinconicamente sulla vallata sottostante e il torrente Sauro che l’attraversa. A caratterizzare il brullo paesaggio sono i suggestivi calanchi., bene rappresentati anche nelle scene del film Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo.

La storia e l'origine del nome di Aliano

Le sue origini sono antiche, fu infatti frequentato luogo di scambi fra le civiltà elleniche, etrusche ed enotrie. La necropoli rinvenuta nel territorio testimonia proprio questa contaminazione, grazie alle numerosissime tombe e agli importanti reperti conservati nel vicino Museo della Siritide di Policoro.
Il suo nome sembra derivare da Praedium Allianum, un gentilizio romano che al tempo di Pirro aveva qui i suoi possedimenti. È però il 1060 la data ufficiale con cui Aliano entra nella storia: in questo anno viene infatti nominata per la prima volta all’interno di un documento ufficiale.

Le misteriose grotte disseminate nel territorio ed abitate già in epoca preistorica diventano nel corso del VIII secolo la dimora di tantissimi monaci basiliani, che vi trovarono un rifugio sicuro dalle persecuzioni iconoclaste d’Oriente.
La storia non lascia, fortunatamente, tracce di sangue nel piccolo comune, che però, come tutti i borghi italiani, vide susseguirsi il dominio di diverse nobili famiglie. Fra le più importanti i Sanseverino, i Carafa e i Colonna.

Cosa vedere e i luoghi di Carlo Levi

Ciò che ha consacrato il nome di Aliano alla storia è il confino in Lucania a cui fu obbligato il celebre Carlo Levi nell’anno fra il 1935 e il 1936. Il fascino contadino del comune è tale che lo scrittore sceglie questa terra come sua ultima ed eterna dimora.
La tomba è oggi una delle mete più importanti per i turisti della regione, i quali si recano ad Aliano in ossequioso pellegrinaggio per celebrare la memoria dello scrittore antifascista.

All’interno del Museo storico Carlo Levi si trovano interessanti documenti legati all’artista che aiutano a ripercorrere i momenti salienti della sua vita nel territorio lucano. Fra le lettere e disegni del medico piemontese, in particolare è possibile ammirare le litografie originali della sua opera più importante “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Nel libro, divenuto ormai un classico della letteratura italiana, è descritta la cultura contadina del Mezzogiorno, ai tempi in cui è vissuto l’autore. La miseria, la povertà e il dolore di un popolo di cui il presente sembrava essersi dimenticato.

... Pagina 2/2 ... L’amore di Levi per questo mondo fragile è celebrato anche nel Museo della Civiltà Contadina, fondato nel 1987 per volere dell’allora parroco Don Pierino Dilenge. Oltre 300 pezzi provenienti dal territorio comunale raccontano al visitatore la storia di una civiltà sempre più vicina all’estinzione ma tanto importante e vitale per la cultura del nostro paese.
Gli spazi in cui è stato allestito il museo sono antiqui alla casa in cui Carlo Levi visse nell’anno di confino.

Le stanze in cui l’artista trascorse le sue giornate sono oggi visitabili e conservano intatta l’atmosfera di ottant’anni fa. Il vuoto degli ambienti è colmato dalle emozionanti proiezioni sul soffitto che permettono di immergersi totalmente in quella che fu la vita dello scrittore ad Aliano: fotografie, pitture, documenti ufficiali, lettere che ci raccontano silenziosamente qualcosa su un personaggio così importante del nostro paese.

Aliano è un paese dal fascino misterioso, come del resto è tutta la Lucania che da sempre è caratterizzata da paesaggi meravigliosi ma ai margini degli itinerari turistici più gettonati. Un mondo silenzioso, arido nel caldo estivo e gelido sotto le coltri invernali. Dappertutto la natura: impervia ma accogliente. Fra i boschi di querce e castagni spicca il grigio ondulato dei calanchi.

Levi descriveva il comune come «inaccessibile» e ad oggi l’impressione che se ne ha osservandolo dal basso della vallata è la stessa. Tutto è fermo, surreale. Il cuore del paese si raggiunge percorrendo stretti vicoli in pietra, sui quali si affacciano le vecchie case che conservano nella loro architettura tracce di antiche credenze popolari contro il malocchio. Le finestre sono piccole, le mura in pietra e ovunque si trovano eleganti ringhiere di ferro.

Oggi come un tempo sono gli immensi uliveti e profumati frutteti a colorare i confini di un magico paese che ha conosciuto una nuova vita nelle pagine di Carlo Levi e che merita di essere ammirato e visitato e che finalmente sta conoscendo in questi ultimi anni una lenta ma costante rinascita, attraverso i molteplici eventi culturali che ogni anno riempiono il centro dell’isolato e misterioso paese lucano.

Come arrivare ad Aliano

In automobile da Matera occorre percorrere la SS7, procedere sulla SS7RACC, girando poi a destra per la SS407/E847. Quindi, passando per Macchia, girare a sinistra per la SS176 e grazie alla SS598 giungere a destinazione.
Chi preferisse il treno dovrà fermarsi alla stazione ferroviaria di Ferrandina e da qui prendere uno degli autobus di linea che collegano i due comuni.


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