Cerca Hotel al miglior prezzo

Satriano di Lucania: la guida al borgo della Basilicata

Satriano di Lucania, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In Italia risultano 190 i borghi che possono definirsi autentici per caratteristiche, morfologia e retaggio: ebbene, nella prestigiosa lista compare anche il comune di Satriano di Lucania, chiamato intorno all’anno 1000 Pietrafixa e poi Pietrafesa, con definitiva declinazione in Satriano nel 1887.

Sito in un territorio di collegamento fra la costa ionica e quella tirrenica in provincia di Potenza, l’antica Satrianum è stata per secoli terra di passaggio di popoli e culla di numerose culture transitanti, che ancora oggi in Basilicata si percepiscono grazie a svariate tracce soggette a continui studi archeologici. L’area, contraddistinta da alture notevoli che compongono un panorama d’effetto, reca testimonianza di usi e costumi pregressi attraverso il rinvenimento di resti da attribuire a luoghi di sepoltura e necropoli, nonché a un vecchio santuario e un’ancor più vetusta cattedrale.

Queste realtà storiche fanno emergere un quadro che vedono l’incipit di Satriano addotto a un primigenio insediamento, divenuto poi abitato e cittadina che, a causa della distruzione del suo centro matrice nel 1420 a opera della regina Giovanna II a scopo di vendetta/ritorsione, ha dovuto traslare in un loco vicino, ovvero la Pietrafesa dapprima citata. Una nebulosa avvolge origine e interpretazione dei documenti a riguardo, tanto da richiedere l’imbastire di ulteriori ricerche atte a rendere la spiegazione quanto più esaustiva possibile.

La Satriano di ieri è dunque severamente custodita dalla Satriano di oggi, eletta inoltre nel 1983 Capitale dei Murales, opere di una miscellanea di artisti che arricchiscono armoniosamente le facciate degli edifici del centro storico ritraendo scene includenti antichi mestieri, rituali magici e fasi biografiche concernenti il celeberrimo pittore seicentesco De Gregorio, nato proprio qui a Satriano e soprannominato "Il Pietrafesa".

La bellezza del borgo si riflette peraltro nei bellissimi e caratteristici edifici religiosi che trovano il principale capogruppo nella splendida Chiesa Madre intitolata a San Pietro Apostolo: ammodernata nel tempo, si fregia di pareti in pietra lavorata e, internamente, di opere lignee quali un mezzo busto raffigurante San Rocco, alcune pale ritraenti l’Addolorata e San Giovanni nonché una croce realizzata dallo scultore Vincenzo Musner di Ortisei.

Adiacente alla chiesa s’erge, forte dei suoi 37 metri d’altezza, un campanile a pianta quadrata di ben cinque piani e dodici finestre costruito con blocchi di pietra calcarea locale. L’attribuzione al suo autore è ancora oggetto di serrata discussione: il realizzatore potrebbe essere uno fra un discepolo del Vanvitelli e l’architetto Juan Caramuel, cosicché si può risalire a una data che rimane in bilico fra VII e VIII secolo.

La struttura sacra più antica del paese, contrariamente a quanto si possa pensare, non è la Chiesa Madre bensì la Chiesa Vecchia, altresì detta di Santa Maria Assunta o di Costantinopoli: risalente al XII o XIII secolo, annovera una torre medievale a pianta quadrata e per molto tempo ha assunto le funzioni di luogo di sepoltura e sede della Confraternita dei Morti. Al suo interno giace un sarcofago con le spoglie di uno dei principi locali che governarono Satriano.

Più marginale rispetto alle altre è la Chiesa della Madonna della Rocca, posta su uno spuntone roccioso in prossimità del torrente Melandro: è custode di un altare in marmo che ospita una statua della Madonna, sopravvissuta miracolosamente al crollo del 1814. In cima alla roccia si trova una campana suonata in passato – secondo alcune credenze autoctone - per scongiurare l’avvento dei temporali.

Si passi ora dal religioso al civile, citando Palazzo Loreti, patrimonio di una ricca famiglia settecentesca ora utilizzato dall’Amministrazione comunale come Municipio e ospitante in altre ali il Museo Archeologico e il Museo della Civiltà Contadina. Delegati ad accogliere manifestazioni e spettacoli culturali sono l’anfiteatro Porticelle – magnifico anfratto suggestivo costruito nel 2006 nei pressi del Castello – e il Teatro Comunale Anzani, sorto dalle ceneri di una vecchia discarica e ora fucina di rassegne, convegni ed eventi d’impegno intellettuale.

Satriano si mostra località molto ben disposta nei confronti dei turisti e a questo proposito non mancano appuntamenti di richiamo, a cominciare dall’internazionale Lucania folk festival, una manifestazione che, immersa nel paesaggio del Bosco Ralle, valorizza la musica folk tramite la fusione meditata di canti tradizionali, balli e suoni derivanti da strumenti come l’organetto. Passando dalla musica all’arte, ecco Per le antiche vie del Pietrafesa, un percorso a piedi che si svolge ad agosto e coinvolge le strade del centro storico: due serate di cammino alla scoperta di opere, mostre pittoriche e murales, con degustazione dei sapori locali.

E’ allora impossibile non parlare dei piatti tipici della gastronomia locale, menzionando fra questi in particolar modo primi molto nutrienti capaci di rendere satolli davvero tutti: minestra selvatica, cavatelli e patate, tagliatelle con peperone tritato e spaghetti con le alici fanno parte di una selezione di prelibatezze ben più ampia della trattazione finora condotta. Il folclore di Satriano, infine, è incarnato dal peculiare Carnevale, che ha per protagonista la maschera del Rumita, un uomo totalmente vestito da tralci di edera che lo rendono un vero e proprio albero vivente, presente ogni edizione in 131 esemplari raggruppati in un’unica orda formante la Foresta che cammina. Si tratta di uno spettacolo improntato sui valori autentici della natura, estremamente ecologico (i carri allegorici non sono motorizzati) e per questo significativo in ogni suo aspetto.
  •  
11 Dicembre 2017 I mercatini di Natale a Toro

Anche Toro, in Molise, ha i suoi mercatini di Natale: giunti ormai alla ...

NOVITA' close