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Venosa (Basilicata), la cittą di Orazio. Visita al borgo

Venosa, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Le alture dell’Appennino Lucano sono un piedistallo imponente e magnifico, degno di sorreggere l’incantevole cittadina di Venosa, inclusa tra i 196 comuni classificati come Borghi più belli d’Italia, incastonata nel lembo nord-orientale della Basilicata, incorniciata da paesaggi splendidi e popolata da 12.200 abitanti circa, la località in provincia di Potenza, nell’area del Vulture, è un piccolo gioiello di relax e divertimento, natura e cultura, costellata di tante meraviglie in attesa di essere scoperte.

Meraviglie che Venosa possiede da tempi lunghi, anzi, lunghissimi: tra le zone più affascinanti c’è il parco archeologico, con le antiche terme romane, i resti di ville private e le vestigia dell’anfiteatro. Una campagna di scavi particolarmente fortunata ha portato alla luce una domus patrizia del I sec. d.C. ribattezzata casa di Orazio, oltre alle catacombe di origine ebraica e numerose tombe a ipogeo. Si può addirittura scorgere un insediamento paleolitico, fondato in un’epoca che potrebbe essere compresa tra i 600 mila e i 300 mila anni fa.

Non mancano ovviamente testimonianze storico-artistiche più recenti, ma comunque intrise di una magia senza tempo: è il caso del castello longobardo, di cui tuttavia rimane una piccola parte, e del massiccio Castello aragonese eretto da Pirro Del Balzo intorno al 1470. Lo stemma della casata, un grande sole con i raggi, è tuttora visibile affisso alla torre occidentale, ma dopo un primo momento in cui i Del Balzo utilizzarono la struttura, con le sue quattro torri cilindriche, per scopi militari, presto venne convertita a signorile dimora dei Gesualdo. Qui Carlo Gesualdo, che Tasso definì “il prencipe de’ musicii”, verso la fine dei suoi giorni accolse la famosa Accademia dei Rinascenti.

Ma il simbolo indiscutibile di Venosa è la Chiesa Incompiuta della Trinità, una vera e propria opera d’arte in pietra, capolavoro architettonico benedettino ormai, malauguratamente, in rovina. In realtà il suo stato di abbandono e decadimento, in qualche modo, non fa altro che accrescerne il fascino misterioso e romantico. La chiesa fa parte di un complesso più ampio, composto da architetture diverse che rappresentano diverse epoche e diversi stili. Fondato nel V secolo con la Chiesa Vecchia, eretta su un preesistente tempio romano, il complesso fu arricchito nel 942 con il primo monastero benedettino di paternità longobarda, in seguito ulteriormente ampliato ad opera dei normanni.

Ma il repertorio dei luoghi di culto che costellano la cittadina è molto più ampio di così, e comprende la cinquecentesca Cattedrale di Sant’Andrea, con le sue tre navate sormontate dagli archi a sesto acuto, la seicentesca chiesa di San Filippo Neri e quella di San Rocco, intitolata al santo che all’inizio del 1500 divenne famoso per aver liberato la città dalla peste.

Anche l’architettura civile vanta degli esemplari degni di nota: nel centro sono numerose le fontane artistiche, come l’angioina del 1228, quella di Messer Oto realizzata nel 1313 e la fontana di San Marco del quattrocento, mentre tra gli edifici nobiliari spiccano il Palazzo Calvino del XVIII secolo, il Palazzo del Balì cominciato nel Trecento e utilizzato come sede dai Cavalieri di Malta, il Palazzo Dardes e il Palazzo Lauridia del XVIII secolo e, per finire in bellezza, il maestoso Palazzo Rapolla del Seicento.

Dopo aver scoperto le meraviglie artistiche e storiche di Venosa arriva il momento di scoprire le delizie gastronomiche: la cittadina vanta una ricca tradizione culinaria, con ricette appetitose come quella degli strascinati, una pasta fatta a mano e condita con cacio ricotta gratuggiato, e delle lagane e ceci, ovvero tagliatelle cotte coi ceci nella tipica pignata. Il tutto viene generalmente accompagnato con vini pregiati: l’Aglianico del Vulture, caratteristico della zona, è il rosso amato da Orazio e apprezzato ancora oggi, dal profumo delicato di viola e un intenso colore rosso, che col passare del tempo assume calde sfumature aranciate.

A tal proposito, all’inizio di settembre, si svolge nella cittadina l’attesissimo Aglianica Wine Fest, un grande evento dedicato a questo vino odoroso e raffinato, con l’apertura delle migliori cantine, la possibilità di degustare e assaporare, l’accompagnamento piacevole delle pietanze tradizionali e della buona musica dal vivo.

Il tutto incorniciato dal clima dolce di Venosa e della Basilicata in genere, con temperature miti in ogni stagione e tante giornate di sole. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 5°C a un massimo di 9°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 19°C ai 24°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano principalmente tra dicembre e gennaio, con una media di 8 giorni piovosi al mese.

Per raggiungere Venosa si può scegliere tra varie alternative. Chi viaggia in auto deve prendere l’autostrada A14 e uscire a Cerignola Est o, in alternativa, a Cerignola Ovest, per poi seguire le indicazioni; oppure si può percorrere la A16 con uscita Candela. Chi viaggia in treno trova la stazione locale sulla linea Gioia del Colle-Venosa-Rocchetta Sant’Antonio-Foggia, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Salerno e Napoli, rispettivamente a 147 km e 174 km circa.
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