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Naz-Sciaves (Natz-Schabs): vacanza in val Pusteria, tra mele e neve

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In primavera i frutteti si ricoprono di fiori bianchi e rosati, e in autunno sono carichi di mele succose, nutrite dal sole e dalla luce pura che solo le Dolomiti sanno regalare. È la nota romantica che le coltivazioni di mele conferiscono a Naz-Sciaves e dintorni, paese di circa 2500 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, in Trentino Alto Adige. Famosa per la produzione dei frutti croccanti, ma anche per le piste da sci e la natura incontaminata, il borgo fa parte della Comunità Comprensoriale Valle Isarco, e dà inizio alla Val Pusteria.

Proprio la sua posizione ne ha determinato, negli anni, la grande importanza strategica, sin dai tempi del fascismo, quando il duce pensò di costruire il Vallo Alpino in Alto Adige e in zona vennero realizzati circa 40 bunker, per bloccare l’accesso a Bressanone: sono le opere dello sbarramento Rienza - Rio Valles - Sciaves. Ma oggi il paese è famoso per ragioni ben diverse: a testimoniare il cambiamento e la crescita del villaggio di anno in anno ci sono alcune architetture interessanti, caratteristiche dell’ambiente montano, mentre gli impianti di risalita e le piste da sci sono moderne e attualissime. La coltura delle mele invece, molto incisiva sul paesaggio e la cucina locale, è stata inaugurata alla fine degli anni Cinquanta, con l’istituzione di un consorzio specifico e l’intensificarsi delle coltivazioni.

A comporre il comune ci sono diverse frazioni, ad esempio la località di Aica, piccolo centro abitato che si raccoglie nei pressi del forte di Fortezza. Qui sorge un ponte stradale molto importante, che consente il collegamento tra la Val Pusteria e la Val d’Isarco, ma non si tratta più della costruzione originaria, distrutta dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. Proprio sopra Aica si trova uno dei bunker facenti parte del Vallo Alpino, ovvero il Caposaldo Col dei Bovi.

La frazione di Fiumes, invece, si trova alla sommità di un bell’altopiano. Anche in questo caso si tratta di una piccola località di circa 800 abitanti, circondata dal fiume Rienza e divisa in due parti distinte, Oberdorf e Unterdorf.Il suo territorio è destinato soprattutto a zone boschive e coltivate, in particolare con le immancabili mele.

Proprio questo altopiano rappresenta il cuore verde della Valle Isarco, abbracciato da vette montane grandiose ed estremamente affascinanti. In mezzo a tanta bellezza Naz-Sciaves sembra una gemma delicata, protetta da una cornice fin troppo importante, e si rivela il punto di partenza ideale per avventurarsi alla scoperta dei sentieri montani e delle emozionanti discese sciistiche. Da qui si possono infatti raggiungere diverse stazioni, distribuite nell’arco di una trentina di chilometri: chi ama gli sport invernali può scegliere tra i comprensori di Plose - S.Andrea, Gitschberg - Maranza, Jochtal - Valles, Plan de Corones, Racines e Montecavallo. Ogni zona comprende piste facili e piste più complesse, parchi per i bambini, anelli per lo sci di fondo, zone per lo slittino e, dulcis in fundo, baite caratteristiche pronte ad offrire un rifugio caldo, un buon piatto tipico e una bevanda rigenerante.

L’inverno non è l’unica stagione che valorizza le meraviglie del posto: quando arrivano i primi caldi e il sole si fa più generoso lo scenario si illumina di verdi intensi, trasformandosi in un paradiso per gli escursionisti, gli appassionati di mountain bike e gli amanti delle passeggiate a cavallo. Da vedere nel corso di una gita il cosiddetto “Urlaubsstöckl”, una graziosa cappella incastonata lungo il pendio meridionale del Monte Spinga, raggiungibile tramite un sentiero dal panorama incredibile.
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Un’ultima parola va spesa per Rasa, terza frazione di Naz-Sciaves, notevole soprattutto per la sua capacità di far rivivere il passato e mantenere in vita le tradizioni di un tempo. Anche se ormai la vita contadina, rispetto a una volta, è stata rivoluzionata dalle moderne tecniche di lavoro, qui ogni primo settembre, in occasione della Festa di Sant’Egidio, si ripropone con dedizione l’antica usanza dell’offerta del pane. Per comprendere le origini del bel rituale bisogna tornare indietro di oltre un secolo, sino al 1850, quando la chiesa di Rasa fu vittima di un pericoloso incendio. Da quel momento gli abitanti promisero di donare ai poveri, ogni anno nel giorno di Sant’Egidio, un po’ del loro pane in cambio della grazia concessa alla loro chiesa. Quando, alcuni anni dopo, l’usanza venne trascurata, i contadini si accorsero che i raccolti peggioravano, e decisero di reintrodurre quella generosa abitudine, a costo di rinunciare alla propria razione di pane. Dal 1974 sono i vigili del fuoco a occuparsi di questa tradizione, che comprende anche una piccola donazione in forma di denaro.

Un altro appuntamento importante è il Festival della Fioritura, che si ripete ogni anno nel mese di maggio e culmina con la grande Festa delle Regine. L’ambientazione è delle migliori – l’assolato altopiano delle mele – e l’intrattenimento è vario e caratteristico: canti e balli folcloristici, la sfilata delle reginette, il corteo reale cui partecipano tanti figuranti in costume, bancarelle cariche di prodotti ortofrutticoli e enogastronomici attirano ogni anno un numero crescente di visitatori. Anche in ottobre le mele la fanno da padrone, in occasione della Settimana della Mela: questo è il periodo della raccolta, e non c’è festeggiamento migliore delle visite guidate tra i raccolti, gli spettacoli a tema e le serate culinarie.

E in inverno, insieme all’attivarsi delle piste e degli impianti di risalita, si accendono le luci irresistibili del Mercatino dell’Avvento: intorno a Naz-Sciaves, nei vari borghi dell’Alto Adige, ce ne sono di grandi e piccoli, romantici e divertenti.

Anche il clima locale contribuisce ad accrescere la magia dell’inverno, mentre in estate prepara le condizioni ideali per passeggiare e avventurarsi alla scoperta delle Dolomiti. Le temperature medie di gennaio, il mese più rigido, vanno da una minima di -5°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si va dai 15°C ai 29°C. Le precipitazioni aggiungono il valore massimo in primavera, e il mese di maggio, con una media di 10 giorni di maltempo, è il più piovoso di tutto l’anno.

Per arrivare a Naz-Sciaves ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A22 del Brennero e uscire a Bressanone Nord-Val Pusteria, continuare in direzione Val Pusteria e svoltare verso Naz-Sciaves dopo circa 1 km. Se si prende il treno si può scendere alla vicina stazione di Bressanone, per poi continuare con gli autobus di linea fino alla meta, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bolzano, Innsburck (Austria) e Verona-Villafranca, rispettivamente a 45, 85 e 200 km da Naz-Sciaves.
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