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Curon Venosta (Alto Adige): visita al paese sommerso dal Lago Resia

Curon Venosta, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’elemento di maggior richiamo della splendida località di Curon Venosta si evince chiaramente dall’immagine dello stemma comunale, raffigurante quello ch’è in verità il simbolo dell’intera Val Venosta in quel della provincia di Bolzano in Trentino Alto Adige: il campanile sommerso. È in sostanza quanto resta dell’antico abitato, paese completamente immerso dal 1950 nelle acque del lago di Resia (unificazione dei primigeni laghi di Curon e San Valentino alla Muta), creato artificialmente come bacino imbrifero finalizzato alla produzione di energia idroelettrica.

Cosa fare in Val Venosta

L’attrazione principale del paese – che si trova ubicato a 1.500 metri s.l.m. - è inclusa in un’area di forti suggestioni naturalistiche, tanto che ogni stagione rimarca precise sfaccettature di scorci incantevoli, specialmente in inverno quando il lago ghiaccia in superficie, una visione d’atmosfera tipicamente natalizia che aggiunge la materiale possibilità di praticare snow kiting, surf su ghiaccio e giri in slitta trainata da cavalli, oltre al tour sulla barca "MS Hubertus Interregio".

Per i patiti di sport invernali sono a disposizione i comprensori sciistici di Belpiano e Malga San Valentino, raggiungibili con la telecabinovia (in parallelo a impianti di risalita e skilift). Va precisato che la stazione meteorologica di San Valentino alla Muta è riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

In estate, invece, sono numerosi gli escursionisti che calcano le terre e i 200 km di sentieri a piedi o in bicicletta, così da godere di una bellezza profonda e totalitaria per la quale la Val Venosta è proverbialmente conosciuta, cosiccome il fronte Val di Roia e la Vallelunga rispettivamente ai confini con la Svizzera e l’Austria.

Storia ed origine del nome

Di fondazione presumibilmente celtica, Curon divenne possedimento romano nel 15 a.C. e acquisì il nome latino Curun apud lacum quando trovò primigenia menzione nel 1147. Il più importante lascito romano corrisponde alla Via Claudia Augusta, uno dei percorsi ciclistici più ammirati del Vecchio Continente.

Scampato due volte al rischio di scomparire (nel 1499 causa saccheggio e incendio da parte degli Engadini e nel 1771 per lo straripamento del Rio Carlino), il borgo s’afferma come comune dopo l’Unità d’Italia e poi nel 1950 avvenne la traslazione più a monte con succitato allagamento lacustre che interessò l’intero nucleo vecchio.

Il campanile sul lago Resia

Sopravvive subacquea la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria con l’unica parte scoperta, l’ormai celebre torre campanaria romanica risalente al XIV secolo, posta da anni sotto tutela storico artistica. Una leggenda sostiene che in determinati periodi le campane si possono sentir suonare dal fondo del lago. Peccato solo che siano state rimosse il 18 luglio 1950.

Le possibilità di soggiorno negli onirici contesti paesaggistici di Curon sono pressoché illimitate, notevolmente agevolate dall’incredibile versatilità di un luogo posto come crocevia di tre diverse culture, quella italiana, quella svizzera e quella austriaca, quasi si prestasse ad abbracciarle tutte dichiarandosi meta universale. In effetti esse si riflettono negli affabili modi di fare degli abitanti, negli usi e costumi raccolti nei rifugi alpini, nella cucina montana e nel complessivo unicum di una valle che si è guadagnata innumerevoli riconoscimenti in ambito turistico e ricettivo.

Come arrivare Curon Venosta

Comunemente si percorre in automobile l’Autostrada del Brennero A22 e si esce a Bolzano sud per imboccare la SS Val Venosta; in treno si può raggiungere Bolzano e da qui salire su uno degli autobus extraurbani diretti in valle, oppure avvicinarsi preferendo una delle stazioni appartenenti alle varie località, ad esempio Malles, che dispone peraltro di un noleggio bici; l’aeroporto di riferimento è quello di Bolzano.

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