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Pollutri (Abruzzo): visita all piccolo borgo in provincia di Chieti

Pollutri, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il paese di Pollutri fortifica ogni giorno il legame con l’Abruzzo e, in particolare, con la vasta area che circonda Chieti, il suo capoluogo di provincia.

Storia

Il borgo, così come lo si conosce oggi, ha mantenuto svariate analogie con il suo alter ego antico, di formazione longobarda e dunque di nascita ascrivibile suppergiù al 500 d.C. Il piccolo feudo porta un nome che riconduce a ragione al mito di Polluce e al tempio che gli fu dedicato.

Pollutri fu poi condizionato da tipiche “storie medievali” che raccontano di passaggi di proprietà da una famiglia all’altra (Caldora, Di Capua e D’Avalos per citare le casate più importanti dell’epoca), di influenze regie e assorbimenti politici: noto è quello al Regno di Napoli, sotto il quale la minuscola realtà abruzzese poté crescere fino alla sua costituzione in Comune autonomo.

Cosa vedere a Pollutri

Siffatto, Pollutri palesa una zona vecchia che sorge nella parte alta dell’abitato ed è il borgo di San Salvatore, caratteristico poiché all’interno delle strutture fortificate si divincolano passaggi, scalinate e vicoletti sormontati da portici cui si accostano case rinnovate nell’800 ma anche edifici di vetusta fattura, ergo composti da classico amalgama di ciottoli e arenaria. Nel dolce aggrovigliarsi dell’abitato fa spazio la piazza centrale sulla quale s’affaccia come a voler mettere ordine la Chiesa del Santissimo Salvatore, ultracentenaria dato che ha avuto origine prima del Trecento. Si presenta bene, con una facciata neoromanica e un campanile cuspidato che ne enfatizza non poco l’aura scenografica. L’interno a tre navate ospita in prevalenza opere che esaltano la figura del Santo Patrono di Pollutri, cioè San Nicola di Bari: a lui è dedicata una bella cappella custode di una sua fedele effige lignea a sovrastare l’altare.

Forse più vecchio poiché dell’XI secolo pareva essere il Monastero di San Barbato, sacrificato sull’altare dell’espansione urbana insieme alla Chiesa di Santa Lucia, di cui sopravvivono solo alcuni resti. La popolazione, comunque, rinvigorisce la tradizione al culto cristiano esprimendo appieno la devozione per San Nicola.

Eventi, sagre e manifestazioni

Lo fa in massima parte attraverso la Festa Patronale del 6 dicembre, che include la sera della vigilia la conviviale cottura delle fave, un bel momento per tutti gli avventori e una limpida occasione di ritrovo cittadino.

Da non dimenticare la prima domenica di maggio la celebrazione di una festa anch’essa organizzata per celebrare il Santo, contraddistinta dalla sfilata in processione del simulacro del Titolare e dal tipico Lancio dei Taralli che la precede di due giorni. L’estate è allegra con un agosto che accoglie la Sagra dell’Uva e del Vino insieme alla festa ambientata nel Bosco di Don Venanzio, una riserva naturale meravigliosa istituita nel 1999 e il cui centro visite è ubicato all’interno di un’elegante dimora di campagna.

Se si parla di eventi, entra in gioco di rimando la cucina imperante a Pollutri: ricca di prodotti gastronomici fra cui spaziare, tiene in considerazione prelibatezze di largo uso specialmente durante le grandi reunion popolari, ad esempio gli ‘ndroccioloni (pasta fatta in casa), la Ventricina (salume a base di carne di suino) e gli immancabili arrosticini. Tarallucci e bocconotti incontrano vini corposi quali il Montepulciano d’Abruzzo e il Pecorino IGT Don Venanzio di Pollutri.

Come arrivare a Pollutri

Innanzitutto bisogna percorrere l’Autostrada A14, uscire a Casalbordino/Vasto Nord e svoltare sulla SP 154 in direzione del borgo; la stazione ferroviaria di Casalbordino-Pollutri dista ca. 6 km dal centro urbano; sono previsti collegamenti autobus delle autolinee Arpa, Sangritana, Di Fonzo, La Panoramica e Di Febo-Capuani; l’aeroporto di Pescara dista 61 km dalla località.

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