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Marsala, visitare la cittą del vino

Marsala, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Là dove il sole va a tramontare, la Sicilia sembra dissolversi nel mare offrendo il meglio di sé, in un crescendo di magie naturali e artistiche che si fondono in uno spettacolo caleidoscopico a dir poco mozzafiato. Tra tutte le realtà meritevoli, Marsala non solo è la città conosciuta per via dello sbarco che fece Garibaldi, non solo per il suo famoso vino e liquore, non solo per il suo mercato del pesce e la vicinanza con Mozia, ma anche perché con tutto questo mix di contrasti si presenta estremamente viva e palpitante.

Fondata dai fenici con il nome di "Lilibeo" - colui che guarda la Libia - nel IV secolo a.C. dopo la distruzione di Mozia a opera dei siracusani, la città assunse il suo nome attuale ossia "Porto di Allah" o "Porto di Alì", con la dominazione araba del IX secolo d.C. Rappresentò a lungo la città baluardo punica e fu assediata da Pirro e quindi dai romani. Questi ultimi riuscirono a vincere la resistenza dopo la vittoria della flotta presso Levanzo (Egadi).

Sotto la dominazione romana, Lilibeo divenne il punto commerciale propulsore per gli scambi con l'Africa. Nel XVI secolo fu anche importante centro di mercanti durante la dominazione araba. L'Imperatore Carlo V fece poi "chiudere" il porto, innalzando barriere contro i ripetuti attacchi pirateschi. Per la città questo segnò l'inizio della decadenza e ci volle molto tempo prima che riuscì a riconquistare la sua forza.

Nella storia risorgimentale italiana, Marsala ha un ruolo importante per essere stata il luogo di sbarco delle truppe garibaldine che si apprestavano a compiere l'impresa, detta poi "dei Mille", che avrebbe portato alla liberazione della Sicilia dal dominio dei Borboni. Attualmente Marsala è una città popolatissima, commercialmente forte e ben attrezzata, con molti punti di interesse ma soprattutto con numerosi siti significativi.

I resti del suo passato sono visibili nell'area archeologica accanto al promontorio roccioso di Capo Boeo, il punto più occidentale di Sicilia, appena fuori dal centro storico. Sempre su Capo Boeo, imperdibile una visita al Museo Archeologico del Baglio Anselmi che custodisce ciò che resta dell'unica nave fenicia giunta fino a noi. Qui si trova anche il Museo di Capo Lilibeo: presenta i resti e una ricostruzione di una nave punica. L'imbarcazione è l'unica di questa tipologia pervenutaci quasi intera dall'antichità; accanto si trovano oggetti vari in essa rinvenuti.

Da vedere, nel centro storico, Piazza della Repubblica abbellita dai settecenteschi edifici del Palazzo Comunale (o Loggia) e della Chiesa Madre (o Duomo). Qui nel cuore di Marsala, occasionalmente vengono esposti 8 magnifici arazzi fiamminghi del '500 (donati da Filippo II di Spagna), su cartoni di P.De Campana, con storie della guerra di Tito contro i giudei, donati da Filippo II di Spagna, per i quali è stata sistemata a museo una sala sul retro della Chiesa Madre. Notevoli anche le opere in scultura di scuola dei Gagini.

Caratteristica via 11 Maggio: la domina la bella torre a logge e cuspide maiolicata del convento di S.Pietro, la cui chiesa ha una rosa sulla fronte e un fastoso interno. Sulla strada si trova la Pinacoteca Civica, che ospita circa 500 opere di artisti dal '900 a oggi, e il Museo Garibaldino. La via termina alla settecentesca Porta Nuova, fuori dalla quale si estende la Villa Cavallotti. A sinistra del viale si erge poi la Chiesa di S.Giovanni, il cui interno è particolarissimo per via di una grotta che conduce alla caverna della Sibilla Lilibetana, con un mosaico romano e un pozzo la cui acqua si credeva che desse facoltà divinatorie.

Assolutamente da non perdere un'escursione all'Insula Romana. È stata rimessa in luce da scavi praticati nell'area di un quartiere della città romana. Risale al III secolo d.C. e consta di più ambienti, tra i quali un piccolo edificio termale. Questo, completamente ornato di mosaici pavimentali policromi a motivi decorativi o a figure, ne vede uno protagonista su tutti, detto "mosaico delle belve" raffigurante per l'appunto delle belve che assalgono un cervo.

Una curiosità poi assolutamente caratteristica è rappresentata dal mercato del pesce. Situato all'interno delle mura, in via Garibaldi, è stato recentemente ristrutturato ed è uno dei punti più vivaci della città. Qui i pesci sono muti ma i pescatori no e si sgolano ad abbanniarlu in questa piccola realtà fatta di pesce azzurro e cicireddu (cicerello, qualità di pesce molto apprezzata a Marsala).

Scendendo verso sud lungo il mare e oltrepassando il porticciolo turistico si possono intraprendere le famose e frequentatissime visite enologiche. In questa zona oltre al classico Marsala la cui produzione si aggira oggi intorno ai 2 milioni di ettolitri annui, si producono altri tipi di vini pregiati. È possibile visitare i maggiori stabilimenti vinicoli detti "bagli" sparsi nella località circostante e lungo il mare. I "bagli" sono insolite costruzioni, peculiari di quest'area della Sicilia. Testimonianza della civiltà rurale, questi caratterizzano l'intero paesaggio collinare che da Marsala procede verso Trapani, Salemi e Mazara del Vallo.

I bagli nascono verso la metà del '500, con un'architettura del tutto nuova e originale, che coniugava esigenze produttive ed esigenze difensive. In seguito alla caduta di Costantinopoli gli attacchi da parte dei pirati furono frequentissimi. Per contrastare queste rappresaglie da parte dei saraceni, i nobili e i proprietari dei feudi fecero fortificare le loro masserie che, una volta fortificate, presero il nome di Bagli. Nell'attualità molti di questi sono stati trasformati in agriturismo o ristorante dal fascino speciale, poiché offrono prodotti tipici e specialità gastronomiche indimenticabili.

Tra gli stabilimenti il più famoso comunque è il complesso delle Cantine Florio. Fu fondato nel 1832 da Vincenzo Florio per produrvi il Marsala, "inventato" sulla base del vino locale Perpetuum, dall'inglese John Woodhouse (mercante di Liverpool) in viaggio nel 1773 nella città siciliana. Tutt'oggi qui non sono rari dei veri e propri pullman di turisti che fanno una tappa, poiché è considerato un elemento di identità fortissimo a Marsala

Marsala è universalmente nota per il suo vino e per lo sbarco dell'11 maggio 1860 di Garibaldi e dei Mille, il suo entroterra disseminato di vigneti pieno di bagli la rende unica e un centro storico focus di numerose culture, dove manifestazioni culturali di livello e specialità gastronomiche si alternano in Festival, la rendono un fulcro che emerge in tutto il suo splendore.
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 Pubblicato da - 30 Aprile 2015 - © Riproduzione vietata

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