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Licata (Sicilia), vacanze sulle spiagge sabbiose del Golfo di Gela

Licata, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Chi torna da una vacanza a Licata conserva nel cuore un arlecchino di luci, colori e profumi: nella mente si fondono il turchese cristallino del Mediterraneo e l’oro prezioso del litorale, l’odore fresco della salsedine e l’aroma invitante dei dolcetti alle mandorle, il fruscio calmo delle onde e il chiasso argentino delle feste paesane. E’ questa l’atmosfera gioiosa che spira nel cielo di Licata, cittadina siciliana di quasi 40 mila abitanti in provincia di Agrigento, sulla costa meridionale della Sicilia.

Di origini antichissime, la località si estende per 24 km sul nastro lucente del litorale, occupando una fascia prevalentemente pianeggiante ma increspandosi, qua e là, in colli morbidi tappezzati di macchia mediterranea. Ad originare la piana è stato il fiume Salso, che oggi, con la sua foce a estuario, taglia la cittadina in due parti distinte prima di tuffarsi nell’azzurro infinito del mare. Situata sul lembo occidentale del Golfo di Gela, Licata sfiora l’acqua con una striscia costiera frastagliata e pittoresca, che nonostante l’edificazione smodata degli anni Settanta ha saputo preservare il suo fascino selvaggio, ed è rimasta una delle zone più belle della Sicilia meridionale. Qui gli arenili ampi e soffici si alternano alle calette segrete, scolpite nella roccia dura, e i fondali sono lisci o popolati dai colori magici della posidonia.

Le spiagge sabbiose si trovano soprattutto a est del nucleo abitato, mentre a ovest prevalgono le scogliere o le spiaggette di ciottoli, spezzate da piccoli promontori, baie e grottini naturali. Tra le spiagge più amate ci sono quelle di Poggio di Guardia, Marianello, Cavalluccio, Mollarella, Pisciotto, Torre di Gaffe e tante altre ancora, pronte a soddisfare ogni tipo di esigenza. A garantire relax, divertimento, comfort e panorami idillici contribuisce, oltre al paesaggio magnifico di Licata, il clima mediterraneo della zona. Caratterizzato da inverni dolci e estati soleggiate, calde ma sempre accarezzate da una brezza dolce, il clima locale è adatto alle vacanze balneari, alle escursioni primaverili e autunnali, o alle nostalgiche passeggiate d’inverno: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 9°C a una massima di 15°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 21°C ai 27°C. Le precipitazioni non osano guastare lo splendore della primavera e dell’estate, e soltanto tra ottobre e dicembre si ripropongono un poco più spesso, con una media di 54-56 mm di pioggia mensili.

Ma la vita da spiaggia non è tutto: il cuore di Licata ha in serbo per i visitatori un repertorio sorprendente di opere artistiche e architettoniche, di monumenti e testimonianze storiche preziose. Non solo i ritrovamenti archeologici, ma anche le strutture civili e religiose portano fino a noi i segni di un passato ricco, fatto di dominazioni diverse nel corso dei millenni. L’impianto arabo del quartiere della Marina, la struttura originale del quartiere Maltese di San Paolo e gli stilemi barocchi di alcune strade testimoniano la varietà di anime che pulsano in paese.

Tra i reperti più antichi, risalenti alla preistoria o al periodo di dominazione ellenistica, ci sono l’ipogeo Stagnone Pontillo, la necropoli monumentale a grotte di Monte Petrulla, la Grangela ovvero un’opera idraulica di fattura pre-ellenica, la fortezza greca di Falaride e i resti della città greca di Monte Sant’Angelo. Non tutti i ritrovamenti sono ancora visibili nei siti d’origine: molti pezzi importanti sono oggi conservati presso il Museo Archeologico cittadino, allestito dei locali del chiostro della Badia. Numerosi sono anche i monumenti più recenti: vale la pena di ammirare il faro di Licata, il 3° più alto d’Italia, o il forte di avvistamento di Castel Sant’Angelo, realizzato nel XVI secolo dagli spagnoli e tuttora affacciato a uno spettacolare panorama che accarezza gran parte della costa e della Piana di Licata. Passeggiando nel cuore del paese si scoprono il Palazzo di Città, splendido esempio del liberty siciliano, la Chiesa di Santa Maria Nuova con la sua Cappella del Cristo Nero, o la neoclassica Chiesa di Sant’Agostino, custode della celebre statua lignea dell’Addolorata Santa Maria La Vetere.

Le chiese degne di nota sono davvero innumerevoli: il complesso del Carmine risale al Duecento e comprende una chiesa e un convento, ristrutturati nel Settecento su progetto di Giovanni Biagio Amico, mentre la Chiesa di Sant’Angelo racchiude le reliquie del santo a cui è dedicata. Altri edifici di culto interessanti sono le chiese barocche di San Francesco, del Purgatorio e di San Domenico, mentre gli amanti della natura apprezzeranno l’osservatorio avifaunistico della Foce del Salso. Se i monumenti mostrano i segni lasciati da una storia ricca e complessa, le manifestazioni popolari riportano al presente le tradizioni di un tempo, facendo rivivere lo spirito originario della vecchia Licata. Tra le occasioni più pittoresche ci sono i festeggiamenti del Venerdì Santo, che comprendono diverse processioni, ma anche quelli in onore di Sant’Angelo, che si svolgono il 5 di maggio e continuano il giorno successivo con una coloratissima fiera.

Altre feste religiose sono quelle dell’Addolorata di Sant’Agostino, dell’Immacolata, di San Giuseppe e della Madonna del Quartiere, ma non mancano appuntamenti profani tutti dedicati al divertimento e ai peccati di gola. Ogni festa, a dire il vero, è abbinata alla sua deliziosa ricetta: per il Venerdì Santo e il Corpus Domini ci si cimenta nell’impasto di pani speciali chiamati “muffuletti”, profumati con cannella, semi di anice e altre spezie. A Pasqua si gustano i “panarini” a base di farina e uova sode, mentre il giorno di San Giuseppe è il turno della “tagliarina con il macco”, una pietanza di pasta fresca condita con purè di fave, servita secondo la tradizione sullo stesso pianale di legno utilizzato per l’impasto della farina. La squisitezza più irresistibile sono forse i dolci natalizi: il “mastazzoli” sono a base si mosto cotto, succo di carrube, scorza d’arancia, pepe, zucchero e cannella, mentre i “minnilati” vengono preparati con mandorle, zucchero e buccia di limone.

Chi ha l’acquolina in bocca e non resiste al richiamo di Licata potrà raggiungerla facilmente da ogni parte d’Italia. Per arrivare in Sicilia conviene atterrare all’aeroporto di Catania, a 154 km dalla meta, oppure approdare al Porto di Licata. In alternativa ci sono Porto Empedocle e il Porto di Catania, rispettivamente a 50 km e 148 km dalla meta. Una volta giunti in Sicilia si può arrivare a Licata in auto, percorrendo la SS115 Trapani-Siracusa e la SS123 Licata-Canicattì, oppure in treno, scendendo direttamente alla stazione ferroviaria della città.

Foto Wikipedia, cortesia: Ansatal,
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