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Terrasini, nel mare di Sicilia, tra le spiagge della Ciucca e di San Cataldo

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L’ipotesi più accreditata è che il nome del paese derivi da “terra sinus”, cioè terra del golfo, oppure da “terra sinorum”, ovvero terra delle insenature. In effetti il paesaggio che accoglie il borgo di Terrasini, popolato da circa 11 mila abitanti e situato in provincia di Palermo, è un’opera d’arte frastagliata, che alterna curve sinuose a spaccature irregolari, grotte naturali, calette segrete e approdi nascosti. Nell’arco magnifico del Golfo di Castellamare, uno dei più belli della Sicilia, il paese è occupa una piana verdeggiante incastonata tra colline e montagne, lambita su un lato da un mare limpido e cristallino.

Il territorio comunale comincia con il lido della Ciucca, un approdo roccioso che ha per sottofondo il canto dei gabbiani, e termina con l’arenile sabbioso della spiaggia San Cataldo: non stupisce che qui, accanto alle onde carezzevoli di un Mediterraneo mozzafiato, le attività più diffuse siano la pesca e il turismo. La presenza dei turisti, come è facile immaginare, viene attirata specialmente dalla proposta balneare, che vanta spiagge incontaminate ma confortevoli e un’acqua trasparente quasi surreale; ma limitarsi alla vita da bagnanti sarebbe un peccato, perché Terrasini offre in realtà una ricca collezione di monumenti interessanti e pregevoli.

Il cuore del villaggio è uno spazio ampio rettangolare, detto Buddha Provenzi, dominato dalla sagoma maestosa del Duomo cittadino, dedicato alla patrona locale Maria Santissima delle Grazie. Accanto alla cattedrale si apre un piccolo polmone verde, adiacente alla Villa Sa Giuseppe, che accoglie il mercato periodico dell’artigianato terrasinese. Tra i palazzi più importanti ci sono il Palazzo Cataldi, che ospita la Biblioteca Comunale “Claudio Catalfio”, e il castello dei principi La Grua Talamanca, edificato nel settecento e oggi sede del Municipio. Al centro della stessa piazza, di fronte al maniero, si erge il solenne Monumento ai Caduti, donato dai terrasini residenti a Detroit e recante i nomi dei cittadini caduti durante le due guerre mondiali. Il monumento culmina con una Nike alata, dea della vittoria, che impugna fiera una corona d’alloro.

Imboccando il viale delle Rimembranze si raggiunge il Lungomare Peppino Impastato, dove si fa immediatamente notare il Palazzo d’Aumale, sede del Museo Regionale di Storia Naturale e della mostra permanente dedicata al carretto siciliano, due esposizioni diverse ma ugualmente preziose per scoprire le tradizioni locali e conoscere l’ambiente naturale circostante. Spingendosi un poco al di fuori del centro, nella periferia verdeggiante di Terrasini, si possono ammirare altri edifici eleganti immersi tra la macchia mediterranea e gli ulivi, i limoneti e i profumatissimi aranceti. Basti pensare alla Villa Fassini, una splendida dimora in stile liberty attribuita all’architetto Ernesto Basile, appartenuta a lungo alla famiglia Florio e utilizzata, negli anni Settanta, da una nutrita comunità hippy come punto di ritrovo.

Da vedere anche il seicentesco castello di Gazzara, un tempo proprietà della baronia locale, e la tipica senia di contrada Bagliuso, lo strumento utilizzato sin dall’antichità per l’irrigazione agricola. Ma l’abitante più anziana di Terrasini, testimone ineguagliabile di secoli di storia, è la massiccia Torre Capo Rama, che con la sua mole domina l’omonimo promontorio e dà il nome alla Riserva Naturale orientata Capo Rama. Eretta nel corso del XV secolo, la fortificazione aveva il compito di avvistare le navi corsare e segnalarne l’arrivo sulla terraferma, formando un vero e proprio sistema difensivo con altre torri costiere disseminate lungo gli orli della Sicilia. Oltre a questa torre, anche Torre Alba, Torre Toleda e Torre di contrada San Cataldo servivano ad allarmare per tempo le genti dei villaggi, permettendo la fuga in caso di attacchi pirateschi.

... Pagina 2/2 ...Ad abbracciare questa collana di costruzioni c’è la Riserva Naturale Capo Rama, istituita dalla Regione Sicilia nel giugno del 2000 e gestita dal WWF, riconosciuta a livello internazionale per il grande valore geologico e naturalistico. L’area si trova lungo le rotte migratorie di molte specie volatili, e pertanto accoglie indisturbate tante varietà di uccelli affascinanti, tipici delle coste rocciose: in primavera e in autunno si possono osservare i gabbiani reali, i rondoni maggiori, le cappellacce e i gheppi. Le grotte che frastagliano il litorale, invece, ospitano i pipistrelli, le volpi e i conigli selvatici. Anche la flora è colorata e affascinante, con gli arbusti profumati caratteristici della macchia e le graziose palme nane, tipiche dell’ambiente siciliano.

Un’altra caratteristica accattivante di Terrasini, e a dire il vero della Sicilia intera, sono le sue tradizioni, all’insegna dell’ospitalità, del divertimento e della buona cucina. Innumerevoli sono gli eventi estivi, che catturano i turisti con concerti, spettacoli e mercatini all’aperto, ma la manifestazione più suggestiva è senza dubbio la Festa de li Schietti, che si svolge nel periodo pasquale ed è una delle feste folcloristiche più importanti della Sicilia. Questo rituale, nato intorno al 1850, coinvolge tutta la popolazione locale ma ha come protagonista assoluto un albero: è compito dei celibi del paese sfidarsi in una gara originale, che impone loro di sollevare con un solo braccio un albero di melangolo di circa 50 km. Prima della competizione si procede alla scelta dell’albero e alla sua decorazione con nastri e campanellini, poi si celebra la santa Messa e si benedice la pianta prescelta. Il tutto è reso ancora più pittoresco dagli indumenti indossati dai partecipanti, che sono i costumi tipici siciliani di una volta.

Un’altra manifestazione divertente si svolge all’inizio di ottobre: è il Festival del Pescatore, che prevede vari punti di intrattenimento, spettacoli, tornei di carte, convegni sulla pesca e degustazioni, ma specialmente la finale Sagra del Pesce, con un lauto banchetto e con i racconti fantasiosi dei “cunta storie”.

Con un’energia vitale così contagiosa, il clima di Terrasini non poteva essere che il tipico mediterraneo, caratterizzato da estati calde e soleggiate ma accarezzate da una brezza leggera, e inverni miti e piacevoli. Basti pensare che le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 10°C a una massima di 15°C, mentre in luglio si passa dai 24°C ai 29°C. Le precipitazioni non osano guastare la stagione estiva, e si concedono più spesso soltanto tra ottobre e novembre, quando cadono in media 94-98 mm di pioggia mensili.

Chi ha deciso di visitare il bel Golfo di Castellamare e scoprire le bellezze di Terrasini, può pianificare il suo viaggio valutando diverse opzioni. Per raggiungere la Sicilia si può arrivare a Palermo in aereo o in nave, per poi noleggiare un’auto e prendere l’autostrada A29 per Mazara del Vallo, uscendo al casello di Terrasini. Chi parte da Trapani deve invece prendere la A29 in direzione Palermo e uscire a Terrasini dopo circa 70 km. Terrasini è collegata da un servizio autobus efficiente ai centri di Palermo, Alcamo e Trapani, nonché all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi.
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