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Burgio (Agrigento), visita al borgo e alle sue botteghe artigiane

Burgio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Si chiama Burgio, ma i suoi 2.885 abitanti la chiamano Burgiu. In ogni caso il nome deriva dall’arabo, significa “casa di pietra” o “torre”, e indica un incantevole paese siciliano in provincia di Agrigento, a 95 km da Palermo. Chi si domanda il perché del suo nome, scioglie ogni dubbio arrivando nel cuore di Burgio: qui si possono ammirare più di cento portali in pietra, ciascuno diverso dall’altro, incastonati in altrettante abitazioni pittoresche, realizzate con le pietre locali. I colori sono quelli della natura, dal grigio al sabbia, talvolta ravvivati dai toni pastello, e le forme sono degne di una scultura: un dedalo di stradicciole sassose, che si intrecciano in salita e in discesa tra le casette del borgo.

Colpiscono subito le botteghe artigiane, dove si lavora ancora come un tempo, e per le vie di Burgio si colgono i gioielli dell’arte locale: campane in bronzo, vetrate variopinte e intarsiate, ferro battuto e maioliche di fattura antichissima sono i piccoli dettagli preziosi che si svelano a poco a poco, passeggiando nel centro con calma e attenzione. Passeggiando non è difficile incontrare un sorriso, una bancarella imbandita di specialità gastronomiche locali, un angolo affacciato sul panorama sereno della campagna siciliana: l’ospitalità e il calore sono le parole d’ordine a Burgio, ed è la meta perfetta per chi vuole dimenticare, per un momento, la frenesia quotidiana, e immergersi in un mondo antico e sereno, intriso di tradizioni senza tempo. Nell’aria friniscono le cicale e il tepore del sole ristora la pelle, mentre si scoprono le bellezze del centro.

A dominare l’abitato, dalla cima di un’altura che sovrasta il paese, c’è il castello di Burgio: eretto sulla roccia, il maniero è affiancato dai torrenti Garella e Tina, che in passato fungevano da fossato naturale contro eventuali attacchi nemici. Conquistare l’ingresso non è semplice: raggiungibile solo mediante una scala rimovibile, richiede una lunga e faticosa salita, ma ci si accorge immediatamente che ne vale la pena. Davanti al castello c’è la spianata panoramica dove si svolgono le funzioni religiose del Venerdì Santo, e subito dopo ci si immette nel cortile e nei vani interni della fortezza. Tutt’intorno, invece, si sviluppa la parte più antica di Burgio, di impronta araba, con le sue stradine strette e tortuose, contorte tra le abitazioni, in un gomitolo incantevole traforato di archetti e finestre.

Come ogni antico borgo che si rispetti, Burgio vanta alcune belle chiese che vale la pena di visitare. Tra queste spicca la Chiesa Madre dedicata a Sant’Antonio Abate, fondata nel XII secolo ma ristrutturata in chiave rinascimentale, ricca di opere d’arte di grande valore: l Madonna delle Grazie del Gagini del 1566, la Madonna dell’Itria di Antonio Ferraro del 1596 e il Crocifisso di Rifesi, una scultura lignea veneratissima, sono solo alcune delle bellezze custodite all’interno.

Da vedere anche la chiesa di San Vito, il convento dei Frati Minori che attualmente ospita il Municipio, e la chiesa di San Giuseppe, che dietro l'altare mostra tre statue lignee della Sacra Famiglia. Gli amanti della natura, completato il percorso nel centro storico, possono uscire un poco da Burgio e esplorare il Bosco dei Sicani. Si tratta di una riserva naturale molto vasta, che include tutta la provincia di Agrigento e, in parte, quella palermitana. Qui, tra torrenti generosi e valli lussureggianti, si insediarono appunto i Sicani, tra i primi ad aver popolato la Sicilia. Ricca di fossili antichi, risalenti a più di 200 milioni di anni fa, la riserva ha lo scopo di preservare i reperti geologici e paleontologici più interessanti, ma anche la fauna e la flora spettacolare della regione.

Se le case e i palazzi del centro parlano di una storia lontana, e l’ambiente circostante profuma di Mediterraneo e vacanza, a parlare delle tradizioni locali ci pensano le feste paesane. Molte sono le occasioni di festa a Burgio, tra cui spiccano le celebrazioni della Settimana Santa, con riti antichi e originali che culminano con le cerimonie in onore di San Vito Martire e San Luca Evangelista. Tali cerimonie si chiamano “Rigattiate”: consistono in una gara tra le due confraternite “santavitara” e “santalucara”, che si sfidano in una corsa danzante lungo le vie tortuose cittadine, con le immagini dei santi in spalla. A coronare la vittoria si sfoggiano meravigliosi fuochi d’artificio, che illuminano a festa il cielo di Burgio.

Anche quando non c’è niente da festeggiare continua l’atmosfera familiare paesana: nelle botteghe del centro si trovano le delizie tipiche, dal formaggio primosale al canestrato, dai dolci prelibati ai vini odorosi. Le ricette più gustose sono a base di pasta, rigorosamente fatta in casa, condita con verdure e carni di maiale, mentre i più golosi ameranno i dolciumi di mandorla e ricotta.

La cornice di tanta ospitalità è un clima dominato dal sole, che non conosce giornate rigide o periodi grigi. Anche nel mese più freddo, gennaio, le temperature si mantengono miti, comprese tra una minima di 8°C e una massima di 15°C. Il mese più caldo è invece luglio, con valori medi tra i 20°C e i 30°C. Le precipitazioni non osano spezzare l’idillio estivo e nei mesi più caldi se ne stanno in disparte, per raggiungere un picco massimo tra ottobre e dicembre, con una media mensile di 61-65 mm di pioggia.

Per raggiungere Burgio e immergersi senza pensieri nel calore della Sicilia, ci sono diverse possibilità. Giunti all’aeroporto di Palermo, a 103 km circa dalla meta, in auto si prende la strada a scorrimento veloce verso Agrigento e si imbocca lo svincolo per Bolognetta, si continua verso Marineo e si superano Corleone, Campofiorito, Chiusa Sclafani e San Carlo, fino a Burgio.
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 Pubblicato da - 03 Novembre 2009 - © Riproduzione vietata

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