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Petralia Soprana (Sicilia): visita al borgo dei borghi sulle Madonie

Petralia Soprana, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Petralia Soprana è entro il comprensorio delle Madonie il comune più elevato (Pizzo Corvo raggiunge i 1.657 metri di altitudine) nonché fra i più titolati della provincia di Palermo in Sicilia. Nel suo personale palmares di riconoscimenti troviamo il premio di Borgo dei Borghi 2018 e l’iscrizione nel famoso ed elitario circuito de I Borghi più belli d’Italia.

Storia

Erede della Petra sicana, conobbe un doppio battesimo da parte degli Arabi, che la chiamarono Betraliah, e dei Normanni che la nominarono Petra Heliae. A queste due correnti conquistatrici si lega in buona parte la fisionomia di un paese definito “montagna d’autore” in forza dei suoi tre belvedere che svelano un panorama siciliano i cui massimi attori risultano essere l’Etna e il mare. Petralia Soprana è stata in qualche modo “scolpita” dalla mano di molteplici artisti, artigiani della pietra ma anche fabbri, falegnami e decoratori complici della voluttuosa bellezza che traspare dai portali, dai balconi e dai cancelli, dai portoni delle case e dalle facciate di palazzi e chiese.

Cosa vedere a Petralia Soprana

Parte di questi monumenti si affacciano sull’originale Piazza Loreto, da dove si fa ammirare la Chiesa di Santa Maria di Loreto la cui ricostruzione in stile tardo barocco contempla un prospetto simmetrico e guglie filiformi maiolicate. Lo spettacolo continua all’interno, ove presiede l’ancona marmorea che il suo autore, Giandomenico Gagini, ha inteso fregiare elegantemente di quattro episodi della parabola cristiana. Le fanno buona compagnia le statue lignee raffiguranti i santi Cosma e Damiano e un dittico di statue realizzate da Filippo Quattrocchi da Gangi.

Accedendo a Piazza San Michele, la prima meraviglia che salta all’occhio riguarda una fontana circolare ma si passa subito oltre per entrare in Piazza del Popolo su cui prospiciano il Municipio al tempo convento carmelitano, Palazzo Pottino e la Chiesa del Collegio, esponente curiosa di un pittoresco barocchetto monastico. Piazza Frate Umile si è voluta esplicitamente dedicare a Fra Umile Pintorno da Petralia, che si adoperò a lungo nell’arte scolpendo ben 33 crocifissi lignei sparsi sia nel sud Italia che all’estero. L’Oratorio delle Anime Purganti risiede nella minuta Piazza Ruggero VII, che vanta un accennato prospetto a campanile a vela. Quella che si configurava come l’unica fonte d’acqua presente nel borgo secoli fa, ovverosia la Fontana dei Quattro Cannoli, s’erge marmorea e barocca nella piazza omonima.

Piazza Duomo riserva la grande sorpresa, che ha i connotati sacri della Chiesa Madre intitolata agli Apostoli Pietro e Paolo, provvista di campanili ambo i lati, l’uno ascrivibile all’epoca normanna, l’altro risalente al Settecento e custode della Campana dell’Unione, pesante 18 quintali. Oltre l’ingresso composto da riquadri esponenti del gotico-catalano, le tre navate tracciano il proprio percorso sorrette da una dozzina di pilastri sui quali compaiono rappresentati gli Apostoli.

È qui che si possono osservare i dettagli del primo crocifisso intagliato da Frate Umile, un Cristo del 1623 a grandezza naturale dal realismo stupefacente: molti i particolari che lo caratterizzano, la bocca socchiusa dentro cui si intravedono lingua e denti, le viscere che si vedono guardando la ferita sul costato e un sopracciglio trafitto da una delle spine della corona, insomma tutti dettagli fondamentali per descrivere la sofferenza del Redentore sulla Croce. Qualora siate interessati a carpire qualche aneddoto biografico sull’artista, potete in tal caso far visita al Convento dei Frati Minori Riformati, laddove Frate Umile condusse la prima fase del suo percorso di Noviziato. A poca distanza suscita desiderio Villa Sgadari, fra le più esaltanti residenze barocche delle Madonie.

La Chiesa del Salvatore è un esemplare unico nel comprensorio delle Madonie, ciò si deve alla sua pianta ellittica, eredità forse di una vecchia moschea trasformata dai Normanni in tempio cristiano. Dei sei ingressi del borgo, solo la Porta Seriv è sopravvissuta e in prossimità di essa s’eleva la Chiesa di San Teodoro, che ha sfruttato una delle antiche torrette della cinta muraria per farne il proprio campanile. Da vedere infine la Chiesa della Trinità per il fonte battesimale settecentesco.

Il Parco delle Madonie

Petralia Soprana è una pietra preziosa incastonata nello stupendo Parco delle Madonie, luogo all’aperto assai idoneo per le escursioni, come nel caso della Cascata Scopalacqua, e sede del Parco Avventura Madonie in virtù di uno spazio verde di 40.000 ettari attraversato dall’itinerario gaginiano costellato delle opere degli scultori palermitani Gagini che prolunga percorrendo anche gli abitati di Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Petralia Sottana.

Il centro storico di Petralia ha incontrato gli apprezzamenti dell’attore Antonio Albanese, tanto che l’attore e regista vi ha girato nel 1999 alcune scene del suo film “La fame e la sete”.

La Miniera di Sale

Una esplorazione è d’obbligo al Museo Civico della Memoria e del Presente e alla Miniera di Salgemma in cui sono esposte sculture di sale presso località Raffo, che ospita anche la biennale Sagra del Sale.

Eventi, sagre e manifestazioni

Lunga la lista di eventi, che in terra siciliana non latitano mai, figurarsi in un ridente paese delle Madonie: si va dalla Carnilivarata alle due processioni del Gesù Risorto e della Madonna Addolorata durante U’ncuontru nella domenica di Pasqua; in estate trionfa la Sagra del Grano, a Ferragosto è di scena il Matrimonio Baronale tradotto in una suggestiva rievocazione storica in abiti settecenteschi. Lo stesso mese di agosto vede realizzarsi il coinvolgente Ballo della Cordella e l’organizzazione della Sagra delle Lenticchie.

Come arrivare a Petralia Soprana

Da Palermo imboccare l’Autostrada A19, poi allo Svincolo Irosa incanalarsi sulla SS 290 o allo Svincolo Tremonzelli prendere la SS 120; le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Cefalù e Termini Imerese, entrambe ben collegate da autobus extraurbani; gli aeroporti di riferimento sono il Catania Fontanarossa e il “Falcone e Borsellino” di Palermo.

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