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Le foto di cosa vedere e visitare a Geraci Siculo

Geraci Siculo, cosa vedere nel borgo siciliano, Perla delle Madonie

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Il cuore delle Madonie racchiude un piccolo e prezioso gioiello medievale: Geraci Siculo, in provincia di Palermo. Questo borgo, annoverato non a caso tra i Borghi più belli d'Italia, sorge sulla cresta di un rilievo, abbarbicato tra rocce e vegetazione, come un borgo fuori dal tempo. Tutto a Geraci Siculo riporta alle sue origini medievali, a partire dalle stradine strette e tortuose che si inerpicano verso la sommità o che raggiungono, non senza fatica, le rovine del Castello dei Ventimiglia, edificio a uso militare, con arredi un tempo spartani, che si affaccia su un paesaggio di notevole impatto. Dall'alto, infatti, si può ammirare la sottostante vallata, mentre si respira l'atmosfera del passato glorioso di quella che a oggi è conosciuta anche come Perla delle Madonie.

In questa stupenda località della Sicilia centro-settentrionale, si possono trascorrere delle vacanze rilassanti, alla scoperta di un passato ricco di eventi e testimonianze ma anche della natura rigogliosa e ben protetta del Parco delle Madonie. Un punto strategico da cui muoversi per visitare la costa, ma anche l'interno, in tutta comodità, Ma soprattutto Geraci Siculo offre un ambiente tranquillo ideale per le famiglie e per chi vuole una vacanza rigenerante lontano dalle luci e dai fragori delle grandi città, ma senza dimenticare la possibilità di divertirsi nelle località vacanziere di mare o a Palermo, o se si preferisce, nella più vicina Cefalù.

Il toponimo rivela un'origine greca, stando alle tesi più accreditate, e starebbe a indicare, da Jerax, un luogo popolato da avvoltoi. Non è dato avere conferma inconfutabile su questo, ma quello che invece si sa è che i Greci passarono da queste parti. Infatti, sebbene il territorio appaia abitato dall'eneolitico, come dimostrano oggetti rinvenuti sul territorio e conservati all'interno del museo Minà Palumbo di Castelbuono e nel Museo Archeologico di Palermo, la storia nota del paese ha inizio attorno al VI secolo quando i Greci iniziano a colonizzare il territorio delle Madonie. Già nel 241 a. C. il borgo viene descritto come fiorente dallo storiografo Cantu. Un evento particolarmente rilevante dal punto di vista storico è senza dubbio la conquista saracena per opera dell'emiro Ibna Timna. A Geraci si trova già un castello che però l'emiro amplia e fortifica. Questo passaggio è documentato da una finestra di fattezze moresche che si può ancora oggi vedere nella facciata che si espone a sud. Tutta la Sicilia comunque conosce un periodo di splendore sotto il dominio islamico. A questo si sussegue quello normanno nel XI secolo. Da qui in poi le vicende storiche si fanno turbolente. Con l'insediamento della casa dei Ventimiglia la Sicilia tutta entra in prima linea tra i maggiori eventi politici del Paese. Geraci diventa il centro della Contea grazie alla potenza dei Ventimiglia. Da Contea Geraci diventa Marchesato e il Marchese diventa, nel 1606, Vicerè.

Questo piccolo borgo in realtà offre tantissimo da vedere e da fare. Si può partire per un'escursione nel meraviglioso Parco delle Madonie, il Parco naturale della regione all'interno del quale si trova il massiccio delle Madonie. Tante specie vegetali, numerosi animali e peculiarità anche geologiche, rendono questo polmone verde un'affascinante viaggio nella natura per tutta la famiglia. Diverse aree attrezzate consentono di trascorrere piacevolmente la giornata, ma ci sono anche diverse attrazioni tra cui percorsi guidati, ippovie, aree per il divertimento e diverse strutture sportive per chi, anche in vacanza, non rinuncia alla forma fisica.

Non meno interessante il centro del borgo. Ci si può lasciare guidare dal caso, esplorando il crocicchio di viuzze e lasciandosi stupire dai caratteristici edifici medievali ancora ben visibili. Sicuramente tra tutti i monumenti del borgo, quello che non si deve assolutamente perdere è il castello, o meglio, i ruderi del castello dei Ventimiglia. Arroccato su uno sperone di roccia basaltica offre una vista panoramica di rara bellezza e che un tempo veniva apprezzata più per la possibilità di avvistare eventuali attacchi nemici. Inattaccabile come fortezza, aveva un aspetto piuttosto austero e priva di ogni lusso. L'edificio, a pianta irregolare si adattava perfettamente alle asperità della roccia su cui era stato edificato. Tra le curiosità su questo castello, il nome di uno dei suoi ingressi: Porta Baciamano, così chiamata per il fatto che li si inginocchiavano i geracesi per giurare fedeltà e sottomissione al re mentre gli baciavano la mano. Oggi della struttura restano solo dei ruderi sui quali si erge la chiesetta di S. Anna.

Un altro celebre monumento del borgo è il Bevaio della SS Trinità, edificio fatto realizzare per volere del Marchese Simone Ventimiglia. Il bevaio ha una base rettangolare di circa 2 metri di lunghezza sui lati del quale si trovano due fontane in pietra con eleganti coppe di arenario che raccolgono le acque e le riversano nella vasca. Particolare la cornice merlata che sovrasta il timpano.
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Tra gli edifici religiosi che meritano una visita, sicuramente la chiesetta di Sant'Anna che sorge proprio accanto ai ruderi del castello. Secondo fonti accreditate la chiesetta doveva essere la Cappella Palatina dei Ventimiglia. Costruita dal Conte di Geraci Francesco I nel 1311, come si può leggere su una lapide di marmo scritta in latino, non lascia però che venga stabilito l'anno in cui veramente la chiesetta fu edificata. Sulla data di costruzione, infatti, ci sono ancora diverse diatribe in corso. La chiesa è stata rimaneggiata nel tempo, ma della costruzione originale restano le basi da cui si originano i costoloni a crociera. Le basi, costituite da colonne con capitelli che posano su elementi decorati e che oggi sono stati riportati alla luce dopo aver rimosso calce e gesso di vecchie opere di rifacimento. Sembra che la chiesa custodisse la reliquia del teschio di Sant'Anna, traslata a Castelbuono nel 1454. Sempre tra gli edifici sacri si può visitare anche la graziosa chiesa di San Biagio e la Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Di recente costruzione è invece il Monumento alla Pace Universale, un'opera dello scultore Tommaso Geraci e che raffigura o padri della pace universale: Gandhi, Salvo d'Acquisto, Massimiliano Kolbe tra gli altri.

Diverse le manifestazioni e gli eventi che caratterizzano il calendario di Geraci. Il 3 maggio si celebra la Festa del Santissimo Crocefisso con una processione solenne; il 21 maggio è la volta della Festa della Transumanza dei pastori che celebra appunto il rito di transumanza dei pastori che dalla Marina si spostano verso la montagna. Per chi visita Geraci in luglio non sono da perdere la Carvaccata di vistiamara, festa a carattere pastorale che si celebra ogni 7 anni. Molto interessante è la giostra medievale che si svolge ad agosto e che vede una rappresentazione e giochi cavallereschi con sfilate in costume d'epoca medievale.

Come arrivare
Se si preferisce, si può raggiungere Geraci dalla strada panoramica che attraversa Cefalù e anche Castelbuono. Panorami indimenticabili garantiti, SS/286 e 113. Mentre se si preferisce una tragitto più rapido si può percorrere la Palermo-Catania da cui poi si imbocca la SS/120 che porta a Geraci Siculo.
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