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Le foto di cosa vedere e visitare a Gangi

Gangi (Sicilia): cosa vedere e visitare nel borgo siciliano sulle Madonie

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Il piccolo borgo si accascia aggraziato sull’erboso monte Marone, cingendo i fianchi della collina in un abbraccio carico di bellezza, in cui Gangi appare stupenda nella sua forma sinuosa, e perfetta nelle sue dimensioni. In questa immagine, forse una delle più note del borgo, è racchiusa la forza di quel binomio autentico e prezioso che fa di Gangi un tutt’uno con la natura che la circonda, da cui trae la sua bellezza dolce e tenera, ma anche la sua forza ed il suo orgoglio.

Ciò che più impressiona è scoprire che dietro quella morbida forma che avvolgeva la montagna, si nasconde una piccola cittadina dall’aria vivace e giocosa, racchiusa in un dedalo di strade, in un’altalena di viuzze acciottolate che si incontrano quasi a formare una scacchiera di pietra, dove i colori risplendono alla luce del sole. In mezzo a quel presepe prende vita una Gangi magica, ancora ancorata a quel fiorente passato che l’ha vista prima fra tante, che l’ha incoronata bella tra le bellezze di questa isola di mare: sicuramente uno dei borghi più belli d'Italia.

La leggenda racconta che Gangi fu fondata intorno al 1200 A.C. dai Cretesi venuti in Sicilia a seguito di Minosse alla ricerca di Dedalo; dal nome della fonte che scorreva nel territorio le diedero il nome di Engyon. Dopo la distruzione della cittadina qualche secolo dopo, ne fu edificata un’altra, che prese prima il nome di Engio ed in seguito quello attuale di Gangi.

Persi in questa terra magica, tra storia cucina e tradizioni, ammirerete la bellezza autentica del borgo, che si perde in salita, verso la rocca che converge nella sua anima storica, verso il Castello, risalente al XIV secolo, attorniato da antiche strade strette acciottolate, botteghe e mura. Il Castello appartenne alla famiglia Ventimiglia sino al 1625, anno in cui passò in possesso alla famiglia Graffeo e qualche anno dopo alla famiglia Valguarnera. Per la sua funzione principale, quella difensiva, il castello fu eretto sullo strapiombo settentrionale del monte Marone, ed oggi, dalle sue finestre, regala ancora un’incantevole visione verso una terra, quella del parco delle Madonie, capace di ammaliare anche il visitatore più scettico.

Ciò che più stupisce di Gangi non è solamente la bellezza perfetta racchiusa in una miniatura di strade e palazzi, ma è scoprire come all’interno di quelle piccole case si nasconda un universo prezioso ed unico, fatto di tesori storici, artistici e religiosi. Mai, vedendo quei piccoli e graziosi palazzi affacciati sulla montagna a catturare la luce del sole ed il fruscio del vento, addormentati su quelle vie di pietra, immaginereste di deliziare il vostro sguardo con cotanta bellezza. L’impressione è che Gangi abbia voluto mantenere il suo aspetto da piccolo borgo romantico e solo una volta che il cuore del turista è pronto, stupirlo con la ricchezza dei suoi interni.

Una Gangi tenera e sontuosa insieme quindi, che ha nel palazzo Bongiorno, risalente alla metà XVIII Sec, una delle sue perle più preziose. L’edificio, costruito dalla famiglia Buongiorno intorno al 1754-55, presenta le stanze dell'ultimo piano, la segreteria e la libreria, la cappella, la sala ricevimenti, le camere da letto e i bagni, magistralmente affrescate dalla mano del pittore romano Gaspare Fumagalli e dal suocero di questi, il palermitano Pietro Martorana.

Il Palazzo Sgadari risalente al XIX secolo è oggi la sede della Pinacoteca Giambecchina, del Museo Civico, del Museo delle armi i e di quello etnoantropologico; un museo speciale, perfetto per chi vuole immergersi profondamente nella cultura madonita.

A pochi passi da Palazzo Buongiorno si incontra la piccola Piazza del Popolo, arricchita da un’elegante scultura, in cui una candida pietra incontra l’acqua: è la “Fontana del Leone”, donata ai cittadini di Gangi nel 1931 dall’allora podestà Cav. Gioacchino Mocciaro, la più alta carica civile nel governo della città. La fontana ha un grande valore storico e simboli: il leone rappresenta la lotta alla mafia rurale, di cui Gangi fu una delle più impavide paladine.

Gangi, nella sua maestosità e nella sua bellezza prorompente è anche un luogo di grande riflessione e spiritualità: La Chiesa dello spirito santo è un santuario suggestivo ed emozionante, custode di una leggenda antica dai tratti magici: si dice che prima del santuario esistesse un’edicola votiva dedicata allo Spirito Santo, con all’interno un masso, che all’interno custodiva l’immagine dipinta del Padre eterno con una colomba sul petto. Durante la lotta iconoclastica dell’VIII secolo, per sfuggire alle persecuzioni, il dipinto venne sotterrato e dimenticato da tutti. Un giorno, un contadino sordomuto scavò un pozzo e trovò il masso e una straordinaria sorpresa: dal sopracciglio del Padre Eterno dipinto gocciolava sangue. Fu proprio in questo luogo di mistero che venne eretto il santuario, oggi un luogo di preghiera emozionante.

Ma Gangi sa essere anche un luogo spettrale, un luogo dove magia e suggestione si incontrano: nelle viscere della Chiesa Madre, costruita nel XIV secolo, si trova una cripta, chiamata “a fossa di parrini”. Nel cuore della sepoltura riposano le salme di tanti preti ed arcipreti che hanno svolto le loro funzioni religiose a Gangi tra il 1728 e il 1872 e che vennero imbalsamati secondo la pratica dell’essiccazione al sole. Alcune nicchie custodiscono all’interno mummie ritte in piedi, vestite di abiti sacerdotali. Un tuffo in un borgo unico, che sa regalare emozioni sempre nuove.

Salutare Gangi non sarà facile: questo borgo dai tratti cangianti, questa terra di sapori a contatto con la natura selvaggia, questo piccolo gioiello di storia perso tra miti e leggende, lascia sempre qualcosa di speciale ad ogni buon viaggiatore che si avventura tra le sue aggraziate viuzze.

L’ultimo saluto per onorare le Madonie, questa terra sul cui grembo ha preso forma Gangi, dovrà essere dato dal Belvedere, un luogo di passaggio tra la città e la natura, che si apre verso un panorama che guarda lontano. Accanto a voi, a guidarvi in questo spettacolo quasi surreale, la torre dei Ventimiglia, che si erge fiera e solitaria su quella valle incantata.

Dal belvedere lo sguardo si perde sulla distesa di tetti, dove in uno strapiombo di luci e colore le casette da vecchio borgo di Gangi si impongono l'una sull'altra in modo frastagliato e deciso. Sullo sfondo tutta la bellezza delle Madonie, con la figura maestosa e possente del Monte Alburghia che vi scruta da lontano.

... Pagina 2/2 ... Tra gli eventi della città, vi segnaliamo le manifestazioni del periodo natalizio, in particolare i tradizionali mercatini di Natale di Gangi.

Informazioni utili
Ufficio Turistico:
Orari - aperto tutti i giorni escluso il lunedì
mattina: 09,00 - 13,00
pomeriggio: 15,30 -19,30

Museo Palazzo Sgadari:
Orari-aperto tutti i giorni escluso il lunedì:
mattina: 09,00 - 13,00
pomeriggio: 15,30 -19,30

Palazzo Bongiorno
Orari-aperto tutti i giorni escluso il lunedì:
mattina: 09,00 -13,00
pomeriggio: 15,30 - 19,30
Telefono: 0921/644076-1-232

Chiesa Madre:
Orari: aperta solo il sabato e la domenica
mattina:10,00 -13,00
pomeriggio: 16,00 -18,30
Per visite infrasettimanali, prenotarsi ai numeri:0921/501471 - 0921/689907

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