Cerca Hotel al miglior prezzo

Castanea delle Furie (Sicilia): visita alla frazione di Messina sui Peloritani

Castanea delle Furie, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sembra quasi una dimensione a parte quella che definisce l’abitato assai particolare di Castanea delle Furie, singolare frazione di Messina che dalla città capoluogo dista 10 km andandosi ad appartare placidamente sui morbidi colli Sarrizzo dei Monti Peloritani, là dove regnano amenità e la tipica allegria dei borghi siciliani. La specificazione “delle furie” intende proprio indicare l’inusuale distanza dal proprio comune e i casali (detti appunto furie) fuor dei confini eppur sotto amministrazione messinese.

Origine del nome, storia e geografia

L’aria è salubre, la posizione ideale per godere di un bucolico senso di pace osservando da 400 metri di altitudine lo splendido panorama offerto dallo Stretto di Messina e dai dolci avvallamenti che degradano fino al mare.

L’utopico paesaggio sempre e solo immaginato cristallizza divenendo Castanea delle Furie, il cui nome significa “albero del castagno”, molto importante per il sostentamento in ambito rurale dei contadini che ancora lo utilizzano per mangiarne il frutto, conciar pelli, sintetizzare medicine naturali e ottenere legna da ardere e farina da impiegare nell’impasto del pane.

A dispetto della sua natura semplice, la frazione era ed è tuttora una località di villeggiatura consona alle esigenze di un turista interessato sì a beneficiare di tranquillità ma anche a conoscere la cultura urbanistica, artistica e architettonica di cui Castanea non è affatto priva, anzi.

Da qui transitarono in epoca medievale i Cavalieri di Malta e successivamente i Gerosolimitani che ne presero possesso per alcuni secoli proprio perché il borgo si presentava nettamente distinto da Messina, suscitando molto meno clamore e distogliendo attenzioni politiche, economiche e sociali ingombranti. Il terremoto del 1908 destabilizzò la frazione, che rimase orfana di parecchi monumenti subendo peraltro ingenti danni al suo corredo ecclesiastico.

Cosa vedere a Castanea delle Furie

Il sisma ha indotto la ricostruzione della Chiesa di San Giovanni Battista, parrocchiale cinquecentesca che ha conservato l’estetica romanica e intatta la parte absidale ove si raccolgono i principali capolavori, l’altare maggiore, le cappelle laterali e soprattutto la statua di San Giovanni Battista realizzata nel 1690 da Antonio Zizza.

La torre campanaria quadrangolare merlata corrisponde al suo specifico tratto distintivo, come pure d’altronde il campanile – molto più piccolo e con un concerto di quattro campane - che si erge al prospetto sinistro della Chiesa del Santissimo Rosario. Anch’essa fu ricostruita in tono minore rispetto alla struttura crollata, ma oggi può sfoggiare qualche elemento indubbiamente pregevole, come ad esempio il controsoffitto a cassettoni ove campeggiano stucchi e affreschi. Da vedere i paliotti in marmo, il fonte battesimale e la statua marmorea della Madonna della Portella.

Molto più composta e graziosa, la Chiesa della Madonna del Tonnaro sorge in posizione panoramica su un dosso roccioso ed è veramente l’incarnazione della semplicità poiché costituita da quattro mura coperti a volta, una porta e una finestra, nulla più. Per chi vive in campagna è una quasi quotidiana tappa obbligata. Vale la pena raggiungere infine la Chiesa di Santa Caterina e la Cappella di Santa Rosalia.

Essendo stata in passato una meta privilegiata di numerose famiglie aristocratiche, il tessuto urbano di Castanea conta molte residenze nobiliari abitate specialmente in estate, e fra queste menzioniamo Castel Vinci, Villa Agresta e Villa Allegra.

Eventi, sagre e manifestazioni

Fra le tradizioni folkloristico-religiose permane presso gli abitanti l’allestimento del grande Presepe Vivente, che all’interno di un’area parcale di ben 4.000 mq ricrea la Betlemme antica, teatro della nascita di Cristo.

Come arrivare a Castanea delle Furie

In auto si arriva dall’Autostrada A2 Salerno - Reggio Calabria, di cui va sfruttata l’uscita a Villa San Giovanni perché è da là che partono i traghetti diretti a Messina, città provvista di stazione ferroviaria; il modo migliore di raggiungere la località è indubbiamente in aereo, con voli per gli aeroporti di Catania, Palermo e Trapani; la frazione di Castanea è collegata al capoluogo grazie a linee autobus extraurbane.

  •