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Aci Trezza (Sicilia): i faraglioni e le spiagge della cittadina dei Malavoglia

Aci Trezza, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Acitrezza è ben più di una semplice frazione (del comune di Aci Castello, famosa località balneare della provincia di Catania), è una realtà blasonata del mare della Sicilia che si lega a stretto filo alla storia ma altresì alla leggenda e alla letteratura. Bastano i caratteristici faraglioni che fieri affiorano dal mare a narrare un passato toccato dal mito, una favola, un’epica digressione nella fantastica inventio umana.

La Riviera dei Ciclopi

È affascinante pensare e immaginare gli incantevoli otto scogli in pietra basaltica lanciati dal ciclope Polifemo all’indirizzo dell’astuto Ulisse durante la fuga di quest’ultimo in seguito all’accecamento della gigantesca creatura con un occhio solo. L’episodio sarebbe avvenuto – ma sempre secondo la leggenda frutto della sconfinata fantasia di Omero (o di qualche d’un altro, perché l’Odissea potrebbe essere stata scritta da un autore ignoto) – nell’isola Lachea (l’isola della Capre), distante dalla Riviera dei Ciclopi appena 400 metri.

Cosa vedere ad Aci Trezza, il borgo dei Malavoglia

Numerosi richiami letterari ci pervengono dal capolavoro di Giovanni Verga "I Malavoglia" (talmente osannato da queste parti da giustificare una regata velica annuale, Le Vele dei Malavoglia), masterpiece che lo scrittore (al quale è dedicata la piazza principale della frazione) ambienta proprio ad Aci Trezza, location del film "La terra trema" girato da Luchino Visconti quale fedele adattamento cinematografico del sommo romanzo (alcune fasi della lavorazione della pellicola e molti suoi aneddoti sono illustrati nella Casa del Nespolo, museo che indaga anche l’attività peschereccia del luogo). Le succitate bellezze naturalistiche sono state accorpate nella Riserva Naturale Integrale dell’isola Lachea e dei Faraglioni dei Ciclopi, area marina protetta inscritta in un magnifico territorio ove compaiono peraltro una stazione di ricerca biologica e molteplici altri luoghi visitabili non lontani, la Riserva naturale dell’Etna, Taormina e zone archeologiche di vasto interesse.

Tutto questo e molto di più è Aci Trezza, in origine porticciolo di pescatori, oggi località di villeggiatura di quasi 5.000 abitanti ma mai dimentica di una tradizione che ne identifica e ne culla il bacino culturale fin dalla nascita al concludersi del ‘600 in qualità di approdo marittimo feudale affacciato sullo Ionio, voluto dai principi Riggio che, attraverso le generazioni, ne amministrarono società, politica ed economia fino alla caduta del regime feudale nel 1812.

La devozione del popolo di Aci Trezza s’impernia sulla presenza in pieno centro storico della Chiesa di San Giovanni Battista, anch’essa immortalata dalla cinepresa del regista Visconti, evidentemente un intenditore di architetture permeate dal barocco fuso al classicismo elegante dei primordi costruttivi. In facciata si può subito notare il campanile a vela centrale, che però non riesce a rubare la scena al campanile turrito posto lateralmente al prospetto. Internamente dominano due navate, l’abside semicircolare e quattro cappelle laterali. Tra i tanti pregevoli stucchi ce n’è uno che non si può proprio fare a meno di ammirare, il Battesimo di Gesù opera di Giacinto Platania. Il crocifisso s’erge fra le statue di Maria Addolorata e San Giovanni Evangelista.

Altri monumenti sacri hanno forma e anima dell’Edicola della Madonna della Provvidenza, la più antica fra le cappelle che costellano il territorio (è datata XVIII secolo), e dell’Edicola della Madonna della Buona Nuova, custode ottocentesca dell’affresco che ritrae la Madonna con il Bambin Gesù. La vita contadina viene ancora testimoniata dalla vecchia Fattoria del Feudo, un’enorme casa padronale ubicata nel centro storico: una visita include l’accesso al frantoio, alla stalla, al pollaio e alla limonaia, ambienti caratteristici dell’etnografia locale. Casa Merra si trova a ridosso del porto ed era un tempo una locanda molto frequentata. Per l’intera vita feudale, Aci Trezza contemplò un sistema di avvistamento e difesa in grado di contrastare le incursioni piratesche dal mare. Tutto questo viene ora raccontato dalla superstite Torre dei Faraglioni.

Eventi, sagre e i ritoranti dove mangiare

In paese è grande giubilo in occasione della Festa di San Giovanni Battista, celebrata attraverso processioni, messe solenni ed esposizione del simulacro del Santo sull’altare maggiore per un’intera giornata. La folcloristica pantomima U pisci a mari consta di una sorta di recita atta a ricreare la tradizionale pesca del pesce spada, tesoro ittico che dirige un’orchestra culinaria fatta di altri succulenti suonatori, le sapide acciughe, il buonissimo tonno rosso e le sarde al beccafico, tutte prelibatezze del mare smerciate nelle pescherie e ancor prima nel peculiare Mercato Ittico frequentato anche dai turisti incuriositi dalle dinamiche di vendita. I migliori ristoranti specializzati in menù di pesce s’agglomerano a Capomulini, piccolo borgo marinaro distante una manciata di chilometri da Aci Trezza. È pur vero che tanti locali non mancano in frazione, il Mythos ad esempio, collocato proprio sul lungomare, La luna rossa mirato agli aperitivi, il Sicilia’s Café de Mar. Il primo fine settimana di settembre si dà ulteriore nerbo al culto celebrando la Madonna della Buona Nuova. Molto suggestivo nel mese di maggio il pellegrinaggio corale al Santuario mariano di Valverde. A giugno e a luglio spazio alla Sagra del Pesce Spada.

Si dice che qui ad Acitrezza il cuoco Francesco Procopio dei Coltelli abbia inventato nientemeno che il gelato e le granite tanto care ai siciliani. Che sia vero o no, sia l’uno che le altre si possono tranquillamente assaporare senza porsi troppe domande, passeggiando per il lungomare al chiaro di luna, magari prima di scatenarsi in discoteca o nei vari club in cui è possibile ballare diversi generi musicali.

Mare e spiagge

Il solleone della Sicilia estiva si vive invece sulle spiagge, ma va detto che sul litorale di Aci Trezza non esistono arenili sabbiosi, se si esclude quella di Capo Mulini, mista sabbia e ghiaia, ma soprattuto scogli, per questo il turismo, per quanto massivo, non va a intaccare la straordinaria bellezza del paesaggio preferendo sovente fruire dei bei panorami. Le strutture balneari sono di fatto poche, c’è il Ghenea Beach Club oppure il lido Grand Hotel Faraglioni di proprietà dell’omonimo edificio a funzione alberghiera.

Escursioni e dintorni

Altra forma di divertimento è costituita dalle escursioni che si possono compiere sulla Barca Ulisse: con appena 10 € sono opzionabili uno dei due itinerari programmati: il primo include tappe al Castello Normanno di Aci Castello, Casa del Principe, le Grotte di Ulisse, l’isola Lachea, i Faraglioni e il Porticciolo di Ognina; il secondo conta la Baia di Capomulini, il Faro Sant’Anna, la Riserva Naturale Orientale La Timpa, i Basalti colonnari, il Mulino di Santa Maria La Scala e Santa Tecla. Per 5 € all’ora si può organizzare una bella gita in singolo noleggiando una canoa.

Come arrivare ad Aci Trezza

L’aeroporto più vicino si trova a Catania, da qui s’imbocca in auto la SS 114 in direzione di Aci Castello; ad Acireale è ubicata la stazione ferroviaria di riferimento.

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