Cerca Hotel al miglior prezzo

Bagheria (Sicilia): cosa fare e vedere nella cittą delle ville

Bagheria, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Bagheria, soprannominata Città delle Ville, detiene il primato di comune più popolato (55.376 abitanti) entro i confini della città metropolitana di Palermo, capoluogo dal quale dista appena 8 km. La sua posizione strategica sulla costa tirrenica – fra gli incantevoli golfi di Palermo e Termini Imerese - spiega le origini etimologiche del nome, evinto dal toponimo antico d’ispirazione punica bayharia, che tradotto significa “zona che discende verso il mare”.

Già apparsa in diverse menzioni documentaristiche a partire dal 1134 (anno che la vede ancora primigenio insediamento), Bagheria ha conosciuto una progressiva affermazione interregionale grazie al costante interesse della Settima Arte, che vi ha ambientato molteplici pellicole di evidente suggestione: due su tutte, il capolavoro Nuovo Cinema Paradiso e il poetico Baarìa (contrazione dialettica appunto di Bagheria), entrambe di Giuseppe Tornatore, hanno saputo più delle altre delineare un contesto molto particolare in cui il folclore e la successione delle varie epoche sono stati espressi nel tessuto urbano del comune siciliano, nato dall’edificazione del Palazzo Butera tanto agognato dal principe Giuseppe Branciforti.

E’ l’inizio di uno sviluppo volto a incrementare nel tempo il numero di abitazioni funzionali pervadenti le diverse arterie di scorrimento, tra cui oggi si riconoscono distintamente Via Ciro Scianna (ex Corsa Vecchia), Corso Butera (chiamato Stratuni) e Corso Umberto I (lo Stratunieddu), lungo il quale s’erge il vecchio Palazzo del Duca di Milazzo, che si fregia di aver ospitato la regina austriaca Maria Carolina.

La ricchezza della cittadina è racchiusa soprattutto nel suo enorme bagaglio culturale dove imperano architetture religiose e civili di assoluto prestigio e incomparabile bellezza, un aspetto che i turisti si trovano inevitabilmente a considerare nell’atto di decidere gli itinerari da seguire in terra sicula. Capofila degli edifici sacri è indubbiamente la Chiesa Madrice intitolata alla Natività di Maria e fatta costruire tra il 1769 e il 1771. In controtendenza rispetto alle altre chiese, la Madrice sfoggia un orologio che campeggia in facciata, installato nel 1872 per volere di Domenico Mangione.

Cronologicamente la precede la Chiesa del Sepolcro, risalente in prima costruzione al 1734, completata internamente solo 16 anni dopo e adattata alla modernità con forme neogotiche rimodellate secondo progetto del 1914 realizzato da Ernesto Armò. La Chiesa delle Anime è invece del 1722 e in successione vennero erette la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa della Beata Vergine e la Chiesa di San Pietro Apostolo, l’ultima nata nel 1881.

La Città delle Ville non a caso porta questo nome piuttosto impegnativo: sul territorio fioccano fior fior di residenze barocche di encomiabile eleganza ma purtroppo non tutte visitabili perché lasciate in stato di abbandono e decadenza strutturale. La più antica di queste aristocratiche tenute è Villa Butera, datata 1658 e chiamata consuetamente dagli autoctoni U Palazzu. Sontuoso edificio in stile rigorosamente neoclassico, splende regale con il suo portico colonnato e una porta principale sopra la quale si fa notare un’epigrafe marmorea che cita un passo della Galatea, opera del grande scrittore Miguel De Cervantes. Fino alla metà del XX secolo le celle interne ospitavano statue a grandezza naturale in paglia e stoppa con volto in cera raffiguranti celeberrimi personaggi storici in abiti monacali: si ricordano curiosamente l’ammiraglio Orazio Nelson, Maria Carolina d’Asburgo, il re Ferdinando I di Borbone e il principe Francesco d’Aquino.

Altra famosa residenza è Villa Valguarnera, stimata per il giardino contenente due coffee houses decorate con plurimi affreschi. Universalmente conosciuta rimane Villa Patagonia, emancipatasi come Villa dei Mostri per le numerose sculture che ritraggono figure animalesche piuttosto spaventose poiché deformi, probabilmente seguenti una matrice alchemica volta alla ricerca dell’armonia. Per il suo alone di gotico mistero, la villa fu visitata nel 1787 dal celebre scrittore Wolfgang von Goethe, che ne ammirò in particolar modo i due archi in calcarenite, ovvero l’Arco del Padreterno e l’Arco dei Tre Portoni, un tempo disposti lungo il viale d’ingresso. Opere architettoniche rilevanti seppur minori sono Palazzo Cutò, Villa Cattolica, Villa Villarossa e Villa Trabia.

Risalendo ulteriormente la storia, si può ammirare l’articolato sistema di torri vigente a Bagheria e composto tra le altre da Torre Amalfitano, Torre Bellacera e Torre Cordova, tre di otto torri magnifiche per definizione e posizione.

La storia della cittadina viene per tradizione tramandata oralmente dai cantori di Bagheria, che cantano e suonano canzoni dai testi e temi ampiamente evocativi quanto romantici. Tanta suggestione è infusa piacevolmente dal calore propagato dai festeggiamenti in onore di San Giuseppe il 19 marzo e la prima domenica d’agosto; molto partecipate risultano la Fiera di Natale e la Sagra dello Sfincione bagherese, piatto natalizio locale molto simile a una pizza dall’impasto alto ma soffice, condito con acciughe, cipolle bianche, tuma e pangrattato tostato, il tutto cotto in forno a legna.

Come arrivare
Raggiungere Bagheria implica la percorrenza dell’autostrada Messina-Palermo (A20) con uscita a 15 km da Palermo; valide alternative sono la A18, la via Messina Marine e Viale Regione Siciliana. La tratta Bagheria-Palermo è inscritta nella rete ferroviaria.

  •  

News più lette

18 Dicembre 2017 Cosa fare a Guadalupa: una settimana nei ...

Paradiso caraibico e parte di quelle Antille che punteggiano l’oceano ...

NOVITA' close