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Chalki (Halki), mare e spiagge dell'isola del Dodecanneso

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Il nome ha un sapore un po’ esotico, che sa di terre lontane e leggende misteriose: per alcuni deriva dalla parola greca che indica le miniere di rame, presenti sull’isola nell’antichità; secondo altri verrebbe dalla lingua bizantina e indicherebbe un tipo di conchiglia, molto diffuso nel Mediterraneo. Non vi sono certezze sul battesimo di questa terra incantevole, ai limiti del selvaggio e del primitivo: certo è che si tratta di un’isola affascinante, semplice e genuina, in cui regnano la calma e i ritmi rilassanti.

Chalki, detta anche Halki, è un’isola greca del Dodecanneso a breve distanza da Rodi, dalla forma stretta e allungata e l’aspetto suggestivo: una scultura di roccia con il cuore montuoso, incastonata tra i flutti turchesi dell’Egeo e popolata da poche centinaia di abitanti, distribuiti in soli 28 kmq di superficie. Tutta la popolazione si concentra ormai in un unico borgo abitato, mentre gli altri centri dell’isola sono piccoli musei all’aria aperta dove si possono ammirare alcune architetture in interessanti, e dove è possibile respirare le atmosfere marinare di un tempo.

La quiete e la semplicità del porticciolo contrastano con l’imponenza delle montagne, ponendo a stretto contatto le attività umane più genuine, legate alla natura e al paesaggio, con uno scenario grandioso dalla bellezza quasi sacra, che pretende rispetto. Chalki si rivela la meta ideale per chi vuole dimenticare momentaneamente la vita di ogni giorno, e compiere un appassionante viaggio nel passato: le casette graziose, che rubano i colori del mare spumeggiante, si raccolgono sulla roccia intorno ai cortili, alle piazzette e a un dedalo intricato di stradicciole, formando un presepe pacifico che fa innamorare.

Passeggiando sull’isola, percorrendo i tanti sentieri che la solcano in lungo e in largo, si possono scoprire scorci incantevoli, chiesette di campagna e reperti archeologici, e si possono visitare alcuni paesini arroccati. Nell’entroterra, in posizione sopraelevata, si erge l’antica capitale Chorio, oggi completamente disabitata ma ancora dotata di immenso fascino. Il sentiero che si arrampica sulla collina, raggiungendo il vecchio maniero, è una passerella splendida tra la vegetazione mediterranea, affacciata a un panorama meraviglioso, e le rovine viste da vicino suscitano un’emozione difficile da raccontare, che affonda le radici nei millenni passati. Ad edificare il castello furono i cavalieri dell’ordine di San Giovanni, ma accanto al castello si possono ammirare altre costruzioni risalenti al periodo ellenistico classico e bizantino.

Da non perdere la chiesa di Aghios Nicholas, realizzata nel 1861, affiancata da un’alta torre campanaria che poggia su un arco marmoreo, costruito con i materiali ricavati da un antico tempio dedicato ad Apollo, e da un interessante museo ecclesiastico. L’unico villaggio abitato di Chalki è Emborio (o Nimborio), un porticciolo pittoresco di origine veneziana, dominato da una bella torre bizantina di fronte al palazzo municipale, e impreziosito da uno sfondo magnifico, fatto di montagne imponenti di roccia rossastra, vegliate da tre antichi mulini a vento.

... Pagina 2/2 ...L’acqua che accarezza il molo del porto è limpida e cristallina, pronta a catturare le lame del sole e a proiettarle sul fondo in mille bagliori iridescenti, giocando con il guizzo dei pesci e le ombre azzurrate delle barche. Se alla bellezza del mare si vuole aggiungere un paesaggio incontaminato, lussureggiante e selvaggio, basta allontanarsi da Emborio per pochi minuti e raggiungere la spiaggia di Pondamos, con il suo arenile bianco e soffice. Da qui ci si può spingere verso calette ancor più nascoste, passeggiando lungo i sentieri o noleggiando una barca: tra le spiagge più belle, raggiungibili via mare, vale la pena di visitare quelle di Kania, Trachia e Areta.

Chi pensa che la bellezza di Chalki si limiti alla fascia costiera e a qualche architettura graziosa, dimentica che la cultura greca si fa assaporare soprattutto durante le manifestazioni, che vengono organizzate numerose nell’arco dell’anno, specialmente durante la stagione estiva. L’evento più atteso di Chalki è senza dubbio la celebrazione del 19 agosto, che si svolge presso il monastero di Aghios Giannis Alargas e richiama sull’isola tutti gli ex isolani che un tempo vivevano a Chalki e sono stati costretti in seguito ad emigrare. Da non perdere anche la celebrazione per l’Assunzione della Vergine, il 15 di agosto.

Chi ha deciso di visitare Chalki, alla scoperta delle sue atmosfere selvagge e senza tempo, non deve fare altro che pianificare il viaggio verso la piccola isola. La soluzione più comoda è raggiungere Rodi, collegata con molti aeroporti italiani ed europei, e proseguire fino a Chalki con gli aliscafi della compagnia Dodekanisos Seaways, che arrivano a destinazione in circa un’ora e mezza. In alternativa si può volare sulla terraferma greca atterrando ad Atene, e si può prendere un traghetto dal porto ateniese del Pireo, ma in questo caso la traversata in mare richiede un tempo molto più lungo. Giunti a destinazione potete dimenticare i comfort garantiti dai mezzi di trasporto tradizionali: qui soltanto i residenti possono guidare un’automobile, e l’unico modo per esplorare l’isola è affidarsi alle proprie gambe.

I periodi migliori per visitare Chalki sono la primavera e l’autunno, quando l’isola è un’esplosione di colori magnifici e le temperature sono miti, perfette per le passeggiate e la vita all’aria aperta. L’estate è una buona soluzione per chi ama la vita da spiaggia, e ha intenzione di sdraiarsi al sole in completo relax, grazie alle giornate luminose e alle temperature elevate, comunque addolcite da una brezza fresca che soffia dal mare. L’inverno invece non è consigliabile: le precipitazioni e i forti venti portano sull’isola condizioni spesso inospitali, e non è raro che i viaggio in traghetto vengano sospesi causa maltempo.

Il mese più freddo, con temperature medie comprese tra i 7°C e i 15°C, è gennaio, mentre luglio e agosto, con una minima di 22°C e una massima di 33°C, sono i mesi più caldi. Le precipitazioni si concentrano specialmente tra dicembre e gennaio, quando piove in media un giorno su due.
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