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Gibilterra, la colonna d'Ercole, territorio d'oltremare del Regno Unito

Gibilterra, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La colonia britannica di Gibilterra, che si protende lungo l’estremità della costa meridionale della Spagna, è un’affascinante anomalia storica e culturale, ma anche sociale, vista l’atmosfera anni ’60 che vi si respira ancor’oggi. Questo minuscolo lembo di terra, lungo soltanto 5 chilometri e largo non più di 1,6, è un crogiuolo di culture profondamente differenti tra loro, con britannici, ebrei, genovesi, nordafricani, portoghesi, spagnoli, indiani e maltesi che negli ultimi tre secoli hanno reso Gibilterra un luogo unico al mondo. La sua posizione strategica ha poi fatto si che la minuscola cittadina abbia da sempre rappresentato un obiettivo per ogni condottiero, da Giulio Cesare a Francisco Franco, e per lo stesso motivo continua ad essere materia del contendere tra i governi spagnolo e inglese. Tuttavia, da qualche decennio a questa parte, è subentrata su entrambi i lati del confine una certa distensione, culminata con le celebrazioni dell’agosto 2004 in occasione dei 300 anni di occupazione britannica.

Abitata già dai primi uomini di Neanderthal, e segnata profondamente dal passaggio dei fenici e degli antichi greci, Gibilterra entrò stabilmente nei libri di storia a partire dal 711 d.C., anno in cui Tariq ibn Ziyad, governatore musulmano di Tangeri, ne fece la prima testa di ponte per l’invasione araba della Penisola Iberica, sbarcandovi con un esercito di circa 10.000 soldati. Nel 1159 la dinastia musulmana degli almohadi vi fondò una città che rimase sotto il controllo arabo fino al 1462, quando fu conquistata dai castigliani. Nel 1704 una flotta anglo-olandese si impossessò di Gibilterra nel corso della guerra di successione spagnola, così che il governo di Madrid dovette cedere la Rocca alla Gran Bretagna, in virtù anche del Trattato di Utrecht del 1713, tentando comunque per almeno una settantina d’anni di riprenderne il controllo con le armi.

Per raggiungere Gibilterra via terra si dovrà attraversare la frontiera spagnola nella cittadina di La Linea de la Concepcion. Immediatamente a sud del confine, la strada attraversa la pista dell’aeroporto di Gibilterra, che si estende da est ad ovest in corrispondenza della strozzatura della penisola. La città ed il porto di Gibilterra si trovano lungo il lato occidentale della Rocca, ai piedi del versante meno scosceso, di fronte alla bella Bahia de Algeciras.

Il principale motivo di interesse turistico di Gibilterra è ovviamente la Rocca, un enorme promontorio di pietra calcarea che si staglia fino a 426 metri di altezza e che presenta versanti piuttosto scoscesi. Quasi tutta la parte superiore dell’altura, partendo da poco sopra la città, è una riserva naturale che offre splendide vedute. Accedendo all’Upper Rock Nature Reserve si avrà la possibilità di visitare la St Michael’s Cave, l’Apes’ Den, i Great Siege Tunnels, il Military Heritage Center, la Tower of Homage e la mostra “Gibraltar: A City Under Siege”. Gli abitanti più famosi della Rocca sono le scimmie di Barberia, gli unici primati che vivono allo stato brado in tutta Europa. La leggenda dice che quando le scimmie spariranno da Gibilterra, lo stesso accadrà per gli inglesi che infatti, in seguito alla drastica riduzione degli esemplari nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ne fecero arrivare altri dall’Africa. La maggior parte della colonia di primati vive presso la zona dell’Apes’ Den, raggiungibile con la funicolare, che offre panorami mozzafiato. Un’altra attrattiva situata nei pressi della stazione superiore della funivia lungo St Michael’s Rd è l’O’Hara’s Battery, la postazione di grandi cannoni in cima alla Rocca. Se siete in cerca di un po’ di riposo, non resta che prendere l’autobus 4 da Line Wall Rd fino a Catalan Bay, un minuscolo villaggio di pescatori situato sul lato orientale della Rocca.

Spostandosi dalla Rocca verso la città si comincerà subito a respirare l’atmosfera elettrizzante che permea l’abitato, una sorta di incrocio tra elementi tipicamente mediterranei ed altri dal sapore prettamente britannico. La larga diffusione della lingua spagnola e la presenza piuttosto frequente di marocchini con indosso abiti tradizionali ricordano che questo piccolo fazzoletto di terra inglese è ancora Europa mediterranea e che Gibilterra è stata una roccaforte musulmana per oltre 700 anni ed un avamposto spagnolo per altri 240. Per familiarizzare con le molte culture che convivono in città conviene recarsi al Gibraltar Museum, al cui interno è conservata una ricca esposizione dedicata alla storia, all’architettura ed alla vita militare di Gibilterra. Una visita in grado di commuovere è quella al Trafalgar Cemetery, situato poche centinaia di metri a sud di Southport Gate, dove si trovano le tombe dei marinai inglesi morti durante la celebre battaglia di Trafalgar. Poco più a sud si trova il Parson’s Lodge, una postazione di cannoni situata in cima ad una scogliera alta una quarantina di metri. Oltre alle destinazioni storiche, tra le mete più significative della città annoveriamo anche gli Alameda Botanical Gardens, dei magnifici giardini citati da James Joyce in alcuni passi dell’Ulisse.

Infine, non resta che passare in rassegna la parte meridionale di Gibilterra, conosciuta come Europa Point. In questa zona si trova il santuario cristiano di Shrine of Our Lady of Europe, la cui statua della Vergine col Bambino, risalente al XV secolo, rimase miracolosamente incolume nel corso del terribile assedio portato dai pirati agli ordini del Barbarossa. A breve distanza, a testimonianza dell’eterogeneità razziale di Gibilterra, si erge la Moschea Ibrahim-Al-Ibrahim, inaugurata nel 1997.

Come immaginabile, Gibilterra gode di condizioni climatiche prettamente mediterranee, con estati molto calde, talvolta torride, ed inverni generalmente miti. La piovosità è piuttosto scarsa sia in estate, quando veder piovere è molto raro, che in inverno, durante il quale fanno occasionalmente capolino le per perturbazioni provenienti da nord-ovest. L’unico neo è rappresentato dai venti, che spirano praticamente per tutto l’anno ruotando da ponente a levante, e viceversa.

Il confine è aperto tutti i giorni 24 ore su 24, così che non è particolarmente difficile entrare ed uscire a/da Gibilterra. Gli autobus provenienti dalla Spagna non varcano il confine, ma lasciano i passeggeri all’autostazione di La Linea de la Concepcion, da dove camminare per qualche centinaio di metri fino all’inizio del territorio inglese, da dove partono altri autobus per il centro-città. Le strade interne sono spesso congestionate di veicoli perciò il consiglio è quello di muoversi in auto il meno possibile.
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 Pubblicato da - 11 Ottobre 2009 - Riproduzione vietata

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