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Bielorussia (Belarus), viaggio nella Repubblica Bianca

Bielorussia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Bielorussia è uno stato di poco meno di 10.000.000 di abitanti dell’Europa orientale, confinante con la Polonia e la Lituania ad ovest, con l’Ucraina a sud, con la Russia ad est e con la Lettonia a nord. L’accogliente Bielorussia è un paese che ha poche attrattive tradizionali da offrire ai turisti. Il modo migliore per apprezzarla consiste nel passare pochi giorni nelle città, ed il resto della vacanza in giro per le campagne o nei piccoli villaggi cercando il contatto diretto con la gente del posto. Alcune regioni celano una bellezza magica, magnetica, soprattutto dove le distese di betulle sono interrotte da modesti paesini di case in legno che sembrano usciti da un film ottocentesco. Detto questo, l’eccezione che conferma la regola è Minsk, la capitale, una città che offre gli svaghi tipici di una città moderna senza però l’eccesso consumistico dell’Europa occidentale.

Le prime tracce di presenza umana in Bielorussia risalgono all’inizio dell’Età della Pietra, quando vi giunsero gli slavi orientali delle tribù dei krivichi, dei dregovichi e dei radimichi. Nel XIII secolo, quando la Rus di Kiev venne sbaragliata dai tatari di stirpe mongolica, molte città della Bielorussia caddero sotto il controllo feudale degli invasori venuti dall’Asia. Appena un secolo dopo, la regione entrò a far parte del granducato di Lituania, al quale seguì un lungo periodo di dominazione polacca, che si esaurì solamente alle soglie dell’Ottocento quando la Bielorussia entrò a far parte della Russia. Sotto il governo di Mosca venne perseguita una politica di “russificazione” del paese, con l’abolizione della Chiesa uniate ed il ritorno della maggior parte degli abitanti alla fede ortodossa. Superate non senza atroci sofferenze le due guerre mondiali e i duri anni di dominazione comunista, tra il 1990 ed il 1991 la Bielorussia riuscì finalmente a ratificare la propria indipendenza.

La capitale è Minsk, una città che sarà in grado di offrire un’esperienza entusiasmante. A prima vista è una capitale europea, ma di fatto la città è ancora proiettata in epoca sovietica, con il palazzo del KGB che si erge maestoso e la gente che parla di spie, intercettazioni telefoniche ed informatori infiltrati. Retaggi di comunismo, un comunismo chic, molto lontano dalla dottrina originaria, che non mancherà comunque di colpire la vostra attenzione. Passeggiando per le strade del centro si percepirà un’aria di fiero orgoglio, quell’orgoglio alla base della rinascita di una città falcidiata per secoli da enormi difficoltà sociali e politiche. Le attrazioni non sono moltissime, ma ognuna racchiude in sé elementi significativi. Tanto per cominciare ci si potrà immettere a piedi lungo praspekt Francyska Skaryny, fermandosi magari a visitare il Museo della Grande Guerra Patriottica. In seguito si potranno passare in rassegna diverse belle gallerie d’arte e ci si potrà rilassare in uno dei molti parchi cittadini, attraversati da graziosi viali alberati come ad esempio Traetskae Prodmestse. Con il calare della sera si avrà solo l’imbarazzo della scelta tra i moltissimi locali dove bere qualcosa o ballare fino al mattino.

Una quarantina di chilometri a sud di Minsk si trova il polveroso villaggio di Dudutki, presso il quale visitare un bel museo all’aperto che illustra con grande efficacia la vita rurale nella Bielorussia del XIX secolo. A nord della capitale è situato invece Khatyn, un luogo dedicato alla memoria delle stragi della Seconda Guerra Mondiale, il cui fulcro è la statua dell’unico sopravvissuto al bombardamento che distrusse completamente l’abitato nel 1943.

Se Minsk è una destinazione abbastanza lontana dai percorsi turistici più battuti, le altre località della Bielorussia sono praticamente sconosciute agli stranieri. Visitandole si percepisce in maniera straordinariamente forte la sensazione di essere tornati ai tempi dell’Unione Sovietica, senza però quel senso di oppressione che si respira nella capitale a causa del KGB e della polizia ad ogni angolo di strada. Il paesaggio rurale è tranquillo e agreste, con tortuose stradine che si snodano in un territorio dolcemente collinare solcato da fiumi e punteggiato da laghi e macchie boschive. Un’eccezione alla regola è Brest, città di circa 300.000 abitanti situata vicino al confine con la Polonia dove si respira un’atmosfera occidentale. Il centro presenta numerose attrattive di carattere storico e culturale, con la meravigliosa Fortezza di Brest che non potrà non catturare la vostra attenzione. Delle stesse dimensioni, ma per molti punti di vista diametralmente opposta a Brest, Hrodna è una grande città bielorussa che pare non essere neanche stata sfiorata dal capitalismo europeo. La sua attrattiva principale è senza dubbio la Cattedrale cattolica di Farny, una delle chiese più belle del paese. Da non sottovalutare anche gli insediamenti di Polatsk (85.000), Vitsebsk (350.000) e Turau, appena duemila abitanti, ma ideale punto di partenza per la visita ad una delle regioni scenograficamente più belle della Bielorussia.

Priva di sbocchi sul mare e di veri e propri rilievi, la cima più alta misura appena 345 metri, la Bielorussia potrebbe apparire abbastanza monotona dal punto di vista paesaggistico. In realtà vanta numerose regioni caratterizzate da un’innata bellezza agreste, attraversate da fiumi e punteggiate di laghi. In Bielorussia si trova inoltre la più estesa zona paludosa d’Europa, che rappresenta un terreno di riproduzione ideale per molte specie animali. L’oasi contraddistinta dalla maggior ricchezza faunistica del paese è quella immersa nelle fitte foreste del Parco Nazionale di Belavezhskaja Pushcha, una folta distesa di betulle argentate e conifere. Molto bello è anche il Parco Nazionale di Pripyatsky, nel sud del paese, mentre le paludi di Pripet sono il luogo ideale per conoscere le numerose specie di uccelli acquatici che vivono nelle fredde lande bielorusse. Nei villaggi della Bielorussia meridionale si possono invece vedere cicogne bianche, gufi, falchi, galli di montagna, beccacce, cuculi e pernici.

Il clima è continentale, progressivamente più rigido mano a mano che ci si sposta da sud-ovest a nord-est, contraddistinto da una stagione fredda molto lunga e da estati brevi ma gradevoli. Il mese più freddo è gennaio, durante il quale le temperature oscillano tra -4 e -8 gradi, mentre in luglio i valori massimi superano abbondantemente i 20 gradi. I mesi più piovosi sono giugno e agosto, che tuttavia rappresentano i due periodi migliori per visitare il paese.

I voli internazionali atterrano e decollano dall’aeroporto Minsk-2, situato all’incirca 40 chilometri ad est della capitale. Alcuni voli nazionali, così come quelli per Kiev, Kaliningrad e Mosca, partono dal più piccolo aeroporto Minsk-1, molto più vicino al centro. Spostarsi all’interno della Bielorussia, anche se non è sempre facile, non ha limitazioni di sorta. Il paese è dotato di una buona rete ferroviaria e di autobus, mentre in città sono ormai diffusi filobus, tram ed autobus, che a Minsk sono affiancata da una moderna ed efficiente metropolitana.
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