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Kinderdijk (Olanda), tour tra i suoi mulini a vento patrimonio UNESCO

Kinderdijk, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Non c’è scenario al mondo ricco di mulini come Kinderdijk, dove in un fazzoletto di campagna irrorato di canali svettano ben 19 mulini a vento; per questo, nel 1997, l’intera area è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei Siti Patrimonio dell’Umanità. La particolarità è la funzione con la quale vennero costruiti questi mulini, adibiti non a finalità agricole, ma bensì ingegneristiche, in quanto predisposti al controllo del livello dell’acqua nell’Alblasserwaard. Da secoli Kinderdijk è ritenuta uno degli esempi più lungimiranti nell’ambito della lotta contro l’acqua che da sempre si combatte nei Paesi Bassi.

L’area di Kinderdijk è abitata dal X secolo d.C. Da queste parti si estraeva la torba e si bonificava il terreno scavando fossati e corsi d’acqua che consentissero il naturale deflusso delle acque verso i grandi fiumi intorno ai polder Alblasserwaard e Vijfheerenlanden. Tuttavia, a causa dell’abbassamento del suolo e del conseguente innalzamento del livello dell’acqua, si dovette ricorrere all’utilizzo di dighe e chiuse per mantenere all’asciutto la regione. All’inizio del XIV secolo comparvero anche i primi mulini, ampiamente utilizzati soprattutto dopo la grave alluvione del 1726. Quelli che vedete a Kinderdijk sono del XVIII secolo e, nonostante gli anni, sono tutti mantenuti in ottime condizioni di efficienza.

Sono molte le storie che descrivono l’origine del nome Kinderdijk, letteralmente “diga dei bambini”. Tra le più accreditate c’è quella che afferma che il termine derivi dalla tremenda alluvione del giorno di santa Elisabetta del 1421, quando una violenta tempesta e la successiva inondazione portarono un bebè in una culla e un gatto fino alla diga. Che la storia sia vera o no poco importa. La diga c’è, eccome, ed è situata in una zona di rara bellezza, unica a livello europeo, con i tanti mulini a vento che svettano come guardiani al di sopra delle paludi bonificate e dei canali. In totale sono ben 19, suddivisi in 4 gruppi a seconda della collocazione. 8 mulini fanno parte di Nederwaard, altrettanti di Overwaard, 2 del polder Nieuw-Lekkerland ed uno del polder Blokweer.

La maggior parte di essi è a pianta ottagonale ed è stata costruita tra il 1738 e il 1740. La lunghezza totale delle pale rotanti è di poco superiore ai 28 metri, una dimensione ragguardevole difficile da credere osservandoli dal basso. L’albero superiore, di cui su può vedere soltanto l’estremità che funge da perno su cui si incrociano i bracci del mulino, si trova a 15 metri di altezza dal suolo. Tutti i mulini di Kinderdijk, ad eccezione di quello del polder Blokweer, costruito ispirandosi alla tipologia Koker, presentano calotta rotante, ruote a pale coperte e tetto in canne palustri. Gli edifici erano tutti abitati e il compito del custode era di mantenere l’acqua al giusto livello, prestando grande attenzione ai cambiamenti della direzione del vento e, se necessario, cambiando l’esposizione delle pale.
Per comprendere meglio cosa significasse vivere all’interno di un mulino a vento, non perdere occasione di visitare l’interno dell’unico edificio aperto al pubblico.

Tutti i mulini di Kinderdijk funzionavano scaricando l’acqua in eccedenza in un bacino “basso” comune, un grande canale che si incuneava nel territorio sotto il continuo controllo della soprintendenza delle acque. Questa sorta di arteria fluviale assolveva la funzione di far affluire l’acqua eccedente nel fiume Lek attraverso una chiusa di scarico, mentre il compito della soprintendenza delle acque era quello di accertarsi che i bacini bassi che si riempivano lentamente potessero scaricare l’acqua raccolta tramite le già menzionate chiuse. Un ulteriore problema era rappresentato dalle maree, che influenzavano sensibilmente il livello dell’acqua del fiume ed il suo smaltimento. Un lavoro complesso, e sono parecchi decenni che il drenaggio dell’acqua non è più eseguito dai mulini ma bensì da macchinari automatizzati.

Il modo migliore per visitare i mulini di Kinderdijk è in bicicletta, noleggiabile sul posto. D’estate non c’è niente di meglio che pedalare lungo i canali fiancheggiati da alti canneti e foglie di ninfee, dove il silenzio della campagna è rotto solo dal richiamo degli uccelli. Inoltre, spingendosi in bicicletta oltre i primi 3 o 4 mulini ci si lascia generalmente alle spalle la maggior parte dei visitatori a piedi. In alternativa, soprattutto in caso di maltempo, si può prenotare un giro in battello, da cui si potranno apprezzare i mulini da un punto di vista un po’ diverso dal solito. Per una visita più completa, l’ideale è prendere l’imbarcazione che conduce fino alla vera e propria diga di Kinderdijk, situata a 16 chilometri di distanza da Rotterdam e a 11 da Dordrecht. L’itinerario parte da entrambe le città, dura circa un’ora e costa 4 €.

Provincia Zuid-Holland: www.zuid-holland.com
Sito Ente turismo Olandese: www.holland.com
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