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Conques (Francia): la cittą, l'abbazia di Sainte-Foy e il ponte dei pellegrini

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A nord dell’Aveyron, le scarpate dell'alta valle del Lot nascondono un villaggio che fu un importante luogo della cristianità: si tratta di Conques, accoccolata in un paesaggio na t u rale dalla vegetazione lussureggiante. Questo villaggio è stato, fin dal XII secolo , una tappa
fondamentale sui cammini di Santiago. La sua importanza nel pellegrinaggio a Compostela ha conferito a Conques l'iscrizione nel patrimonio mondiale dell’Unesco per due monumenti: l’abbazia di Sainte-Foy, e il ponte dei pellegrini che attraversa il fiume del Dourdou.

Per Conques tutto ebbe inizio nel XI secolo. In quel periodo dei monaci edificarono una grande abbazia sulle basi di un antico eremo. Quest'ultimo divenne depositario delle reliquie di Sante-Foy, una giovane martire cristiana. A partire da quel momento vi fu una serie di miracoli che attirarono folle di pellegrini. La fama di Conques raggiunse il suo apogeo nei secoli XI e XII. La sua ricchezza seguì la stessa curva ascendente , materializzatasi nel Tesoro di Sainte-Foy: un tesoro di oreficeria unico in Europa, da vedere nel centro dell'abbazia.

La chiesa abbaziale di Sainte-Foy a Conques era una tappa importante per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. La sua costruzione fu iniziata sulle fondamenta di una precedente basilica minore, diretta dall'abate Odolric (1031-1065) e completata intorno all'anno 1120. Fu eretta in stile romanico, con una locale pietra calcarea dalle tinte calde, tamponate con delle rocce pià scure di origine metamorfica. La cupola, in origine era audacemente grande, ma poi crollò e fu sostituita nel 15° secolo con una cupola esagonale più modesta.

L'attrazione principale per i pellegrini medievali che arrivavano a Conques erano i resti di Sainte Foy dì'Agen, una giovane donna martire del IV secolo, ma Il suo nome venne assimilato nella concezione generale di "Fede Santa". In realtà i resti erano stati portati qui alla fine del secolo nono, da un monaco di Conques che presumibilmente aveva trafugato queste reliquie da un vicino monastero, al fine di attirare i viaggiatori, e le conseguenti ricchezzhe a Conques. La chiesa che fu costruita aveva quindi un duplice scopo: sia accogliere il gregge di pellegrini che, al tempo stesso quello di consentire alla comunità di monaci di raccogliere per l'ufficio divino sette volte al giorno. Per questo motivo Sainte-Foy è stata progettata sia come un santuario di pellegrinaggio, ma anche come chiesa abbaziale. Per servire gli abitanti della città, una chiesa parrocchiale fu invece eretta a parte, e fu dedicata a San Tommaso di Canterbury, ma questa piccola chiesa ora non esiste più.

La chiesa abbaziale di Sainte-Foy è stato aggiunta al patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1998, specificatamente come parte di siti del patrimonio mondiale degli Itinerari di Santiago de Compostela, in Francia. La sua architettura romanica, anche se un po rimaneggiata in alcuni punti, viene ammirata dai visitatori che miniti di audio guide possono scoprire i segreti di questo edificio, in particolare il livello superiore. Si tengono anche percorsi notturni con musica dal vivo ed una illuminazione opportunamente studiata per valorizzare i vari punti della chiesa. Un aspetto particolarmente interessante della chiesa è l'insieme di incisioni nominate "Curieux" (i curiosi) che fanno capolino sui bordi del timpano dell'arco del portale d'ingresso sul lato ovest della chiesa. Da non perdere nella sacrestia dei notevoli affreschi del 15° secolo, ed anche un alto rilievo che raffigura una Annunciazione Sul lato sud del complesso si trovano i resti del chiostro all'interno del quale si possono ammirare dei resti delle colonne con notevoli capitelli figurati.

Tra gli altri edifici che meritano una vista a Conques segnaliamo lo Château d'Humières: si tratta di un edificio del XVI secolo con mensole scolpite, e una alta torre. Potrete anche notare una curiosa finestra a bifora. Dall'Abbazia conviene poi seguire la Rue Charlemagne fino alla porte du Barry che conduce fino al fiume. Qui noterete le Vieux Pont. il ponte vecchio, conosciuto anche con il nome di "romano", che attraversa il fiume Dourdou, ai piedi del borgo. Si trova sul percorso dl cammino di San Giacomo, ed è anche conosciuto come il "ponte dei pellegrini", ma in realtà i romani non c'entrano, dato che il ponte fu costruito nel 1410.

... Pagina 2/2 ...Non lontano da Conques, sulle sponde del Dourdou, un mulino del XVIII secolo è stato trasformato in hotel di charme da Dominique e Hervé Busset. Chef stellato dal Michelin, Hervé Busset ha sviluppato un saper fare particolarmente apprezzato in Giappone, dove viene spesso invitato. Eleganza, gastronomia e semplicità è il motto della sua casa nell'Aveyron, il Moulin de Cambelong. In un ambiente in cui dominano le tonalità calde e naturali, il legno e la pietra, l'hotel propone 10 camere tutte diverse, alcune delle quali con vista sul fiume. Aperta sui giardini, la piscina è apprezzata nelle ore calde dell'estate o dopo un'escursione sul cammino di Santiago. A tavola si assapora l'ispirazione dello chef che parte al mattino, con il paniere in mano, alla ricerca dei fiori e delle piante che rendono così originali le sue creazioni: per esempio la trota Fario d'Estaing al fiore di sambuco, o il gelato fatto in casa al gusto di edera.

Conques è un luogo perfetto di villeggiatura per andare alla scoperta dei vigneti meno noti e tuttavia assai promettenti del nord dell'Aveyron. Ad una trentina di chilometri ad est di Conques si estende il territorio dei vini di Entraygues-Le-Fel (VDQS) e dei vini di Estaing (AO-VDQS). Appesi ai pendii delle valli del Lot e della Truyère, questi piccoli vigneti danno vini profumati,
rossi, bianchi e rosé. I vitigni sono Chenin e Mauzac per i vini bianchi, secchi e nervosi. I vitigni che compongono i rossi e i rosé sono il Gamay, il Fer Servadou, i Cabernets Franc e Sauvignon.

A sud-est di Conques, a meno di 20 km, la dolcezza della valle di Marcillac ha permesso nel passato ai monaci di introdurvi la vigna. Questa si radica negli altipiani dai terreni rossi, argillosi-calcarei, chiamati "rougiers". È qui che viene prodotto il Marcillac, rosso e rosé, a partire dal vitigno Servadou, chiamato Mansois. Grazie ad una lunga vinificazione, i vini di Marcillac sono forti, ben strutturati, e dal bel colore rosso. Sviluppano aromi di lampone o ribes nero e un leggero sapore tannico che ricorda la terra rossa della loro nascita. Dal lato Entraygues o dal lato Marcillac, varie tenute accolgono volentieri il pubblico, come la Tenuta de la Carolie, la Tenuta de la Frayssinette, la Tenuta du Cros, la Tenuta de Mejanesserre o ancora la Cantina Cooperativa dei Viticoltori del Vallon. In programma: visita alle cantine, presentazione degli antichi vitigni, degustazioni, piccole passeggiate guidate nelle vigne a terrazze, ecc.

Una specialità da scoprire a Marcillac, a 18 km da Conques: il sole di Marcillac. Si tratta di un dolce a pasta secca che imita la forma del sole e dà luogo ad interpretazioni molto personali da parte dei pasticceri-fornai. Lo si trova accanto alla schiacciata (variante locale della brioche) e dell'insolita "pompe à huile", un rettangolo schiacciato di pasta da pane spennellata di olio e uovo zuccherato.

Il metodo più rapido per arrivare a Conques è prendere un aereo per Tolosa. Da qui noleggiando una automobile ci si dirige verso Albi con l'autostrada A68, poi si prosegue sulla National 88 per Rodez. Da qui seguite direzione nord-ovest sulla D 840 e la D901 che vi conducono in 35 km circa a Conques. Una alternativa possibile è quella di trovare un volo su Clermont-Ferrand e poi scendere attraverso il Massiccio Centrale verso Aurillac e da qui arrivare a Conques utilizzando la D920 e la D 601. La stagione migliore per una vacanza da queste parti è l'estate, con temperature calde ma sopportabili grazie alle colline, e relativa scarsità di piogge, che invece si concentrano sopratutto in autunno e tra la fine dell'inverno e inizio della primavera.

Fonte: GIE Atout France
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