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Le foto di cosa vedere e visitare a Corbara

Corbara (Corsica): viaggio nel borgo della Balagne tra spiagge e conventi

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La Corsica da scoprire e amare è quella che, curva dopo curva, ti porta a conoscere quei luoghi eremiti, lontani dal turismo più eccessivo, ma vicini, per bellezza, al paradiso.
Corbara, un piccolo paese lungo le Balagne, è l'esempio e l'emblema di una Corsica intera, immagine di quel connubio indissolubile tra la montagna ed il mare ed immagine di quella regione a cavallo tra due facce della stessa natura, lambita dalle acque smeraldo del Mediterraneo ma sovrastate da imponenti montagne.

Questo mix naturale crea scorci da cartolina ed un paesaggio meraviglioso che si avvicina alla perfezione, perché mitigato da quel binomio perfetto: e un po' come se quel senso di soffocamento e oppressione che questi alti monti donano al paese, si sciogliesse non appena ci si allontana verso sud, verso quelle acque limpide che il cielo fa risplendere del suo stesso colore.

Corbara, situata su una zona turistica affollatissima, tra l'allegra cittadina portuale di Calvi e le meravigliose rocce rosse che compongono l'Ile Rousse, è però sconosciuta ai più, che la enumerano come uno dei tanti paesi di cui la Corsica intera è puntellata su ogni lato.

Corbara rimane accovacciata su un promontorio roccioso colorato dalla macchia, con casette in pietra levigate dall'usura, ma tinte di colori pastello che assumono gradazioni diverse, in cui primeggiano l'ocra ed il rosa pallido, donandole quel tipico aspetto moresco.
Il paese si sviluppa su più livelli, in maniera disordinata, assecondando gli incerti passi del terreno che si fa via via sempre più in pendenza. La cittadina si snoda in un dedalo di strette vie in pietra, che si districano in un tutt'uno con la valle che si innalza sempre più verso l'alto, quasi a raggiungere le montagne ed il cielo, e che ha il suo cuore pulsante nella Chiesa dell'Annunciazione, che porta l'inconfondibile marchio barocco.

Corbara fu negli anni un centro culturale vivacemente attivo, pregno soprattutto di quella profonda cultura religiosa di cui l' isola intera, disseminata com'è di abbazie e conventi, ne è la più arguta testimone. Ad ornare i confini della cittadina la Chapelle di Notre Dame ed il cinquecentesco Convento di S. Domenico, distrutto durante le turbolenze della Rivoluzione Francese e poi ricostruito nel 1857, mantenendo però intatta l'atmosfera passata.

... Pagina 2/2 ... A pochi chilometri dal centro abitato si incontrano Plage de Bodre e Plage Ghjunchetu, due spiagge gemelle, unite da una bellezza che non ha eguali, cullate da uno stesso mare turchese e figlie di quella natura amica che le conferisce i colori più vivaci.

Risultano appartate, grazie ad arbusti variopinti e frasche verdeggianti, che impediscono l'arrivo delle macchine fino alla spiaggia e quindi limitano l'afflusso dei visitatori, spesso troppo pigri per percorrere il sentiero irto che conduce al mare. Sappiamo che le cose belle si fanno sempre attendere, senza concedersi troppo facilmente agli occhi indiscreti dei viaggiatori, ai loro schiamazzi eccessivi, alle loro maniere non sempre conformi alle regole imposte dalla natura. E' come se la Marina di Davia, Plage de Bodre e Plage Ghjunchetu volessero in qualche modo salvaguardarsi dall'eccessivo, nonché nocivo, abuso di un turismo incontrollabile, come se volessero preservare gelosamente il loro aspetto, inconfondibilmente legato all'anima selvaggia di questa terra incontaminata.

Il percorso che conduce alle spiagge pretende quindi che si scopra la loro bellezza piano piano, che la sorpresa speciale che si avrà davanti sia mostrata lentamente, affinché si possa godere di ogni istante di quell'arrivo: dapprima ci accoglie una verdeggiante e lussureggiante vegetazione che mantiene inalterati, anche durante i mesi invernali, il suo colore e la sua freschezza; a poco a poco lei scompare, lentamente, aprendo il sipario alla roccia, quella roccia dalle mille gradazioni di grigio che sposano i colori della sabbia e quelli del mare più limpido, e che fa infine da corollario all'apoteosi finale, col mare che, finalmente, si prostra ai nostri piedi, accogliendoci nel suo regno.

Ed ecco infine il paradiso: un eden idilliaco, in cui le acque splendono di un azzurro intenso, raccogliendo a sé tutta la lucentezza del sole nelle giornate più belle, ma assumendo tinte di colore ancora più energiche quando il cielo risuona di un aspetto ombroso durante i mesi più freddi.

Qui il maestrale ha deciso di non soffiare mai, lasciando le spiagge al riparo dalle sue carezze e dal suo, molto spesso, brutale incedere, preservando la loro bellezza e mantenendo inalterata la loro perfezione. Sono spiagge fortunate, dalle acque turchesi che non conoscono tempesta ed incorniciate da una sabbia fine e bianchissima.

Colori caldi e accesi, in perfetto stile mediterraneo, sapranno regalarvi uno spettacolo magico: vi stupirete ad osservare l'ombra delle montagne che in lontananza scrutano la valle sottostante, lì dove il mare infinito e limpido si gode il suo senso perenne di libertà.
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