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Le foto di cosa vedere e visitare a Germigny-des-Pres

Germigny-des-Prés (Francia), pellegrinaggio all'oratorio carolingio

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La campagna che avvolge Germigny-des-Prés, nel dipartimento francese del Loiret, è dolce e pennellata di verdi teneri, freschi, che fanno venire voglia di passeggiare e assaporare il paesaggio. La tranquillità e la bellezza dell’ambiente basterebbero a giustificare una gita in questi luoghi, ma questa cittadina di neppure 600 abitanti della regione del Centro, nel cuore della Francia, ha tanto di più da raccontare attraverso il suo patrimonio culturale e architettonico.

Un patrimonio non particolarmente ricco in termini di quantità, ma decisamente accattivante per interesse storico e pregio artistico. A Germigny-des-Pres sorge infatti un edificio carolingio ormai famoso, visitato ogni anno da numerosissimi pellegrini, fedeli o semplici turisti, capace di incantare tutti per l’imponenza e l’austera purezza delle sue forme. Oggi si tratta di una chiesa parrocchiale di paese, ma il celebre Oratorio cittadino ha alle spalle una lunga storia che affonda le radici nel lontano 806: in quell’anno il Vescovo Theodulf, uno dei consiglieri più vicini a Carlo Magno, volle realizzare qui la sua cappella privata. L’imperatore, infatti, l’aveva scelto come Vescovo di Orleans e abate dell’Abbazia di Fleury (a breve distanza da Germigny, in località Saint-Benoit-sur-Loire), ed egli aveva subito fatto costruire una residenza di campagna nella zona, nel sito di una preesistente villa romana.

La costruzione della cappella cominciò poco dopo il soggiorno di Theodulf a Roma, in occasione dell’incoronazione di Carlo Magno, avvenuta nella notte di Natale dell’800, e 5 anni dopo venne inaugurata e dedicata a Dio, Creatore e Salvatore del mondo. Il Vescovo continuò a svolgere i suoi numerosi compiti entro la cornice quieta e idilliaca di Germigny-des-Prés dall’806 all’816, ad esempio organizzando programmi di educazione, curando ed ampliando la biblioteca di Fleury, formando il clero e amministrando la giustizia. Dopo la morte dell’imperatore, sopraggiunta nell’814, il nuovo re accettò il vescovo solo momentaneamente, ma presto lo accusò di tradimento e lo imprigionò nel monastero di Angers finché non morì nell’821.

La cappella sopravvisse al IX secolo pressoché intatta, nonostante due invasioni normanne e qualche incendio. In seguito danneggiata e più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, la chiesa conserva tuttora degli elementi originali notevoli, che ne fanno uno degli edifici di culto più antichi e spettacolari della Francia. L’elevazione a chiesa parrocchiale avvenne nel 1065, data in cui le pareti occidentali e l’abside furono sostituite da una tradizionale navata latina, in seguito rimpiazzata dall’attuale navata del XV e XVI secolo.

Fu classificata Monumento Storico nel 1839, ma questo non la preservò da un consistente rinnovamento operato da Juste Lisch tra il 1867 e il ’76, giudicato da alcuni addetti grossolano e poco adeguato. Una soluzione creativa ma troppo aggressiva, che ha comportato la cancellazione di alcune strutture originarie, come certi elementi carolingi in muratura, due absidi laterali, alcune decorazioni a stucco e una torre che fu abbassata notevolmente.
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Ma oggi l’Oratorio di Germigny-des-Prés è un’opera affascinante non solo per le testimonianze carolingie conservate: è proprio la commistione di generi e influenze e farne un edificio particolare e unico, oltre al fatto che sin dall’inizio si ispirò non tanto alle antiche costruzioni romane, ma piuttosto all’architettura contemporanea dei visigoti, dei mori, dei bizantini e degli armeni. La forma a ferro di cavallo degli archi rivela un tocco orientale.

All’esterno la costruzione appare grandiosa: una visuale particolarmente felice è offerta dal piccolo giardino posto sul retro. Prima di varcarne la soglia ci si può soffermare sotto l’ampio portico laterale, in cui si legge l’iscrizione originale: “Io, Theodulf, ho dedicato questo tempio alla gloria di Dio. Chiunque come te si rechi in questo luogo, si ricordi di me.” All’interno continuano le scritte, che precisano: “Questa chiesa è stata inaugurata il 3 gennaio dell’anno del Signore 806, con l’invocazione dei santi Genoveffa e Germano.”

Il gioiello più prezioso della chiesa – che più di ogni altra cosa invita i turisti a Germigny-des-Prés – è senza dubbio il mosaico dell’abside, che si inserisce tra ricche decorazioni a stucco e affresco. Incastonato al margine orientale dell’edificio, questo tripudio di tasselli lucenti non ha eguali in Francia e venne probabilmente realizzato da un artista straniero. Costituito da tanti cubetti di vetro e pietre colorate, soprattutto d’oro, nero e blu, il mosaico ha un disegno simmetrico e armonico che ricorda lo stile della Grecia e della Giordania, ma anche quello della di Santa Maria Maggiore a Roma. Il soggetto dell’opera è l’Arca dell’Alleanza, rappresentata come una scatola d’oro, sovrastata da una porzione di cielo stellato e incorniciata dai corpi leggeri di due angeli dalle vesti fluttuanti.

Raggiungere Germigny non è difficile, grazie alla vicinanza della città d’Orleans. Per arrivarvi si può contare sull’aeroporto di Parigi, per poi continuare in treno, scegliendo tra due diverse stazioni di arrivo: quella di Orléans, al centro della città, e quella di Fleury-les-Aubrais, a nord della zona urbana. Da Parigi, in auto, si imbocca la A10 e si esce a Orléans, poi si continua sulla D11 fino a Germigny-des-Prés. Clima generalmente gradevole, soprattutto in estate: in agosto, il mese più caldo, le temperature vanno da una minima media di circa 16°C e una massima media di 30°C, mentre in gennaio l’intervallo va dai 3°C agli 8°C. Le precipitazioni oscillano mediamente tra un minimo di 90 mm di pioggia e un massimo di 177 mm al mese.
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