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Le foto di cosa vedere e visitare a Giverny

Giverny (Francia) visita alla cittą di Monet: la casa e i giardini

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Nella regione francese della Alta Normandia, bisogna ammetterlo, non sono pochi i borghi affascinanti, che per grazia e armonia sarebbero degni di un dipinto o di una cartolina: pennellate di luce calda come miele accarezzano un paesaggio dolce, talvolta malinconico, sorvolato da nubi mutevoli che corrono nell’azzurro. Solo uno di questi villaggi, tuttavia, fu d’ispirazione a un celebre pittore vissuto a cavallo tra Otto e Novecento: la località in questione è Giverny, e l’artista citato è nientemeno che Claude Monet.

Giverny è una tana perfetta per un artista, che si tratti di un pittore o di un poeta: i suoi abitanti sono poco più di 500 e le tinte della campagna, in questa zona dell’Alta Normandia, fanno venir voglia di immortalarla. Situato nel dipartimento dell’Eure, il villaggio racchiude un’atmosfera quasi surreale, lontanissima dalla vivacità un po’ sfacciata di Parigi, che si trova ad appena 70 km: qui la pace regna sovrana, nonostante non manchino le ondate di visitatori attirati sul posto dall’abitazione di Monet.

Ma Giverny, prima di essere la capitale dell’impressionismo, fu un borgo francese dalle origini antiche, risalenti al periodo Gallo-Romano: nel corso del XIX secolo diversi scavi portarono alla luce testimonianze interessanti, come oggetti di vario tipo e tombe, oltre a un monumento megalitico situato accanto alla chiesa locale e conosciuto come ‘tomba di Santa Radegonda’. Intorno al nucleo abitato e alla sua chiesa romanica, rimodellata secondo lo stile gotico nel XV secolo, si estendevano già nei secoli passati ampi filari, carichi di uve succose.

La fama della cittadina è però sbocciata alla fine dell’Ottocento: nel 1883 Claude Monet scoprì le potenzialità del borgo con una semplice occhiata lanciata aldilà del finestrino, mentre vi passava accanto in treno. Fu amore a prima vista: alla fine di aprile si trasferì qui con l’amata Alice Hoschedé, i due figli che aveva avuto da un legame precedente e i sei figli della compagna. La casa era piuttosto una fattoria, con tanto di orto, di giardino e di frutteto, circondata da altre case e proprietà rurali.

Chi passeggia ai giorni nostri per le stradicciole di Giverny e raggiunge la casa di Monet, si trova al cospetto di una bellissima villa dalle pareti rosa, con le morbide colline della Normandia sullo sfondo. Qui, dove il pittore visse dal 1883 al 1926, oggi è allestito il Musée Claude Monet, nato nel 1980 per volere del figlio dell’artista. Anche la fondazione a lui dedicata ha sede all’interno dell’abitazione, che con l’aiuto di alcuni sponsor internazionali e con la collaborazione dell’Accademia delle Belle Arti è stata finemente restaurata, scampando dall’usura del tempo.

All’interno si può visitare lo studio in cui vennero concepiti alcuni dipinti famosi, ma soprattutto si può respirare il clima che vivevano, in quel tempo, Monet e i suoi amici e colleghi Renoir, Sisley, Manet, Cézanne e Pissarro. Anche le stampe giapponesi che il padrone di casa amava tanto sono state restaurate, e occupano la stessa posizione che l’impressionista aveva scelto, e nel giardino ci si riempiono gli occhi di colori e le narici di profumi… quelli dei fiori che si ritrovano immortalati su celebri tele, come iris, peonie, eliotropi, salici e ninfee. In primavera il glicine, come una nube lilla, si adagia sul ponte sospeso sull’acqua, e tutte le piante scintillano di gemme nuove.

... Pagina 2/2 ... Sia la casa di Monet che il giardino sono visitabili tutti i giorni tra il 1 aprile e il 1 novembre, dalle 9.30 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17.30. Trattandosi di un’attrazione famosissima della Normandia, seconda forse solo a Mont Saint Michel, si consiglia di prenotare i biglietti online per evitare la coda e ritirarli all’ingresso prima della visita.

Altri gioielli di Giverny sono il museo d’arte americana, diventato Musée des Impressionismes de Giverny a partire dal 2009, lo storico Hôtel Baudy e il suo roseto dove si riunivano i pittori, e la già citata Chiesa di Santa Radegonda che è divenuta monumento storico nel dicembre del 1927.

In una terra dove l’arte si respira ogni giorno dell’anno, dove il paesaggio è più pittoresco di un quadro e la poesia fa parte della quotidianità, ci sono comunque occasioni speciali in cui la creatività e la cultura diventano protagoniste. Tra gli eventi più interessanti di Giverny c’è il festival internazionale di musica da camera che si tiene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

Anche il clima, piuttosto mite in ogni stagione dell’anno, è perfetto per uno scenario idilliaco rubato a una favola. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 1°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 15°C ai 25°C. Le precipitazioni sono diffuse soprattutto nella stagione invernale: il mese più piovoso, con una media di 11giorni di maltempo, è gennaio, mentre il più secco è agosto, con 7 giorni di pioggia sul totale.

Raggiungere il nido di Claude Monet è semplicissimo, essendo celato dalla campagna nei dintorni di Parigi: dalla capitale francese al villaggio degli impressionisti c’è una distanza di circa 70 km, e dalla stazione ferroviaria St.Lazare parigina si può prendere un treno per Vernon, per completare il viaggio in autobus o addirittura a piedi. L’aeroporto di Parigi si trova a 80 km circa.

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