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Mende (Francia), in una fiabesca cittadina medievale

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  • Cattedrale
Un tempo era la capitale del Gévaudan, mentre oggi è il capoluogo del dipartimento francese di Lozère, nella regione della Linguadoca Rossiglione. Nonostante la sua importanza, attestata sin da tempi lontani, non è una città particolarmente grande, ma neppure un piccolo borgo sperduto: è piuttosto una via di mezzo tra un centro moderno e un quieto paese di campagna, che conta circa 13 mila anime e vanta una posizione geografica pittoresca. Mende sembra immersa in una cartolina, invece è semplicemente adagiata tra la Margeride e i Causses, sugli altipiani della Linguadoca, a breve distanza da centri culturali come Lione, Marsiglia, Montpellier e Clermont-Ferrand.

Benché sia di animo socievole, non si può dire che Mende sia molto accogliente. Oggi è ospitale con chi la visita, ma quando i mezzi di comunicazione erano più arretrati raggiungerla era un’impresa: è proprio grazie alla collocazione impervia, racchiusa tra le montagne, che la cittadina ha saputo preservare un sapore genuino e una linea medievale fiabesca. I ciottoli e le pietre antiche se ne stanno allineati così com’erano secoli fa, a comporre un borgo grazioso che contrasta piacevolmente con le montagne imponenti e gli altipiani calcarei sullo sfondo.

L’abitato si è sviluppato intorno alla grandiosa basilica-cattedrale gotica, di dimensioni sorprendenti, che si erge sulla piazza centrale di Mende. La chiesa di Notre-Dame et Saint-Privat, voluta da Papa Urbano V nel 1369 ma fortemente modificata nel XVII secolo, comunica una solidità solenne ed elegante, e comprende una cripta romanica ben conservata. La costruzione, come si è detto, avvenne a più riprese e con vari ripensamenti, tanto che gli ultimi elementi, quali il rosone sull’ala occidentale, vennero terminati soltanto nei primi anni del Seicento. Poi, nel 1732 e di nuovo nel 1784, la chiesa fu colpita da un fulmine e perse una torretta del campanile e la vetta della cuspide: era necessaria una riparazione, che ben presto diventò piuttosto un’opera di arricchimento e abbellimento, volta a recuperare le originarie ed elegantissime forme gotiche. Il risultato sorprendente è visibile ancora oggi, e custodisce alcuni capolavori: da vedere la Madonna Nera scolpita in legno d’ulivo, portata dall’Oriente dai crociati nel 1219, gli organi seicenteschi dei fratelli Eustache e gli 8 arazzi provenienti da Aubusson, realizzati nel 1708, che illustrano qualche episodio della vita della Vergine e sono situati sopra il coro.

Altri edifici di Mende degni di nota sono il Palazzo Municipale, con la sua scalinata importante e il camino del Settecento, la quattrocentesca Torre dei Penitenti, l’eremo di Saint Privat in posizione dominante e l’antico convento delle Carmelitane. Ma i dettagli più interessanti li si scopre con una semplice passeggiata, in un saliscendi di stradine lastricate, un accavallarsi di tetti dalle tegole sbiadite e un intrico invitante di scale e ponti, come il pittoresco ponte gotico di Notre Dame sul Lot.

... Pagina 2/2 ...Nei dintorni della cittadina prospera un paesaggio verdeggiante, e vale la pena di organizzare una lunga escursione tra pascoli, boschi e fattorie. Sull’altopiano dell’Aubrac si producono formaggi squisiti e si può gustare il piatto tipico chiamato “aligot”, inventato dai monaci nel medioevo e preparato con purea di patate, aglio e pomodoro fresco; il belvedere del Pas de Souci regala una splendida vista sulle Gole del Tarn, ma non sono da meno le Gole della Jonte, il Causse Méjan e la sua grotta dell’Aven Armand, e per completare l’esplorazione un’occhiata al grazioso borgo medievale di Sainte Etienne.

Nonostante l’atmosfera tranquilla e la posizione un po’ nascosta, lontana dal resto del mondo, Mende è sempre animata da qualche evento o manifestazione caratteristica che ne vivacizza i toni, specialmente nell’alta stagione. Da non perdere il Festival de Rue, che si ripete ogni anno nel primo fine settimana di luglio, con tanti spettacoli divertenti pronti ad incantare grandi e piccoli nei locali e agli angoli delle strade. Si svolge invece ogni due anni, nel primo fine settimana di settembre, il Festival della Birra.

Così come lo spirito delle feste, anche il clima di Mende è solare e gradevole, caratterizzato da temperature sempre miti che ne fanno un’ottima meta tanto in estate quanto in inverno. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da un minimo di 1°C a un massimo di 11°C, mentre in luglio e agosto si va dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo nel mese di ottobre, quando piove mediamente per 7 giorni.

Una meta così accogliente può giustificare anche un viaggio un po’ avventuroso o non propriamente agevole. In effetti, incastonata com’è tra i monti, Mende non tra le località francesi più facilmente raggiungibili: l’aeroporto più vicino, a circa 200 km, è quello di Montpellier, da cui si può proseguire in auto mediante l’autostrada A75, imboccando l’uscita 39 verso Mende/Chanac/Florac e proseguendo lungo la N88 fino a destinazione. L’aeroporto di Montpellier, tuttavia, è tra i più piccoli di Francia e non è direttamente raggiungibile dall’Italia: in alternativa ci sono l’aeroporto di Marsiglia, a 250 km da Mende, raggiungibile da Cagliari, o quello di Lione, a 220 km, collegato ai terminal italiani di Milano, Olbia, Padova, Palermo, Roma e Venezia.
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