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Zdar nad Sazavou, guida alla cittą della Repubblica Ceca

Zdar nad Sazavou, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Immersa in una zona montuosa i cui pendii sono ricoperti di boschi che si riflettono nelle acque degli innumerevoli laghi, Žďár nad Sázavou è un’accogliente cittadina di neanche 25.000 abitanti che ha molto da offrire dal punto di vista turistico. Sviluppatasi enormemente nel secondo dopoguerra come centro di industrie meccaniche, Zdar nad Sazavou è anche un ottimo punto di partenza per una visita alla riserva naturale Zdarske vrchy, abbarbicata sulle creste delle alture del Ceskomoravska vrchovina, ovvero l’Altopiano boemo-moravo. A conferire fascino alla zona contribuisce poi l’ex monastero cistercense situato 2 chilometri a nord del centro lungo la strada 37 verso Hradec Kralove, che con gli edifici ad esso connessi si configura come una specie di inno architettonico a Johann Blasius Santini Aichel.

Rimasto nell’ombra per secoli, l’insediamento accrebbe considerevolmente le proprie dimensioni al termine della seconda guerra mondiale, quando il governo comunista decise di realizzarvi le acciaierie ZDAS, dalle quali trasse beneficio tutta la popolazione dell’omonimo distretto di Zdar nad Sazavou. In neanche 20 anni, dal 1950 al 1969, la popolazione aumentò da 3.000 ad oltre 15.000 abitanti, molti dei quali impiegati nei settori produttivi delle fabbriche. Nel 1989, con la caduta del comunismo, il ruolo delle acciaierie fu notevolmente ridimensionato a vantaggio del resto dell’area urbana, che oggi si presenta in tutta la sua bellezza grazie alle riqualificazioni compiute negli ultimi decenni.

La piazza principale dell’abitato è Namesti, sulla quale si affacciano la parrocchiale di sv. Prokop (S. Procopio), un edificio costruito nel XIII secolo, ma ampiamente rimaneggiato due secoli dopo e dotato di una sfarzosa cappella barocca dedicata a S. Barbara, e la seicentesca cimiteriale Nejsvetejsi Trojice. Passeggiando per il nucleo storico della cittadina si potrà assaporare la piacevole atmosfera che contraddistingue Zdar nad Sazavou, da cui peraltro si gode di scorci paesaggistici incantevoli sulle boscose vallate circostanti. Nei dintorni si estendono tratti di foreste primordiali, torbiere dell’era glaciale e più di 280 laghi grandi e piccoli, senza contare che in quest’angolo remoto del paese sono rimaste intatte alcune delle più antiche e interessanti tradizioni del paese, splendidamente incarnate dalla presenza delle vecchie drevenice, ovvero le fattorie in legno tipiche di questa regione.

Tuttavia, il più importante sito turistico della zona è il cisterciacky klaster, il monastero cistercense di Zd’ar, fondato nel 1252, dato alle fiamme nel 1422 e nel 1638, prima di essere affidato a Santini agli inizi del XVIII secolo con il compito di curarvi i lavori di ricostruzione resisi necessari. Il risultato giunto ai giorni nostri è complesso, sia per il numero degli edifici che per la varietà delle soluzioni architettoniche presenti, anche se apparentemente lo si può definire unificato da un’idea del trattamento delle superfici curve omogenea e al contempo straordinaria, la cui eccentricità rispetto ai parametri correnti dell’epoca non è inferiore a quella che Gaudì propose a Barcellona alla fine dell’Ottocento.

Entrati nella corte principale del monastero ci si trova di fronte la chiesa Nanebevzeti Panny Marie, al cui interno si possono osservare la volta della cupola, contraddistinta dal tema ricorrente della stella a sei punte, e le caratteristiche antropomorfe della tribuna dell’organo. Con la facciata della chiesa fa angolo quella della prelatura, nelle cui ali sono allestiti il Muzeum Knihy, ovvero il “Museo del Libro”, e l’esposizione Jan Santini, un museo di architettura che ricostruisce con un ricco corredo grafico “Vita e opere” di Santini qui e altrove; oltre questo secondo museo si può passare alle spalle della chiesa per coglierne l’immagine absidale e raggiungere la prelatura estiva, situata in riva al lago. Un altro specchio d’acqua è posto al di là della strada da cui si giunge al sito, preceduto dalla hospodarsky dvur Lyra, un complesso ad uso di foresteria il cui nome (lyra) si comprende analizzandone la planimetria.

Sulla modesta altura di Zelena hora, traducibile come “Montagna Verde”, che sovrasta il primo lago, si erge il santuario di Sv. Jan Nepomucky na Zelene hore, raggiungibile ripassando davanti al corpo principale, senza entrarvi, e salendo per una strada posta sulla sinistra. Inserita dall’UNESCO tra il Patrimonio mondiale dell’Umanità, la piccola cimiteriale costruita tra il 1719 e il 1722 è contraddistinta da un indiscutibile pregio artistico e architettonico; per quanto solo una visione dall’alto sia in grado di restituire l’idea esatta della geometria del recinto e della cappella a pianta centrale che gli fa da asse, la percezione dell’assetto complessivo deve passare attraverso uno studio del microcosmo dei dettagli, non riscontrabili in nessun altro complesso del genere in Repubblica Ceca.

A causa dell’altitudine che sfiora i 600 metri, il clima è particolarmente rigido durante l’inverno, quando si verificano abbondanti nevicate, e fresco d’estate, durante la quale si registrano temperature minime piuttosto basse. Da novembre a marzo le minime notturne scendono sotto lo zero e la neve si accumula al suolo anche per diverse settimane consecutivamente, mentre con l’arrivo della primavera i valori massimi cominciano a salire fino a superare i 20 gradi da giungo ad agosto. D’estate si verifica la maggior parte delle precipitazioni, che cadono al suolo sotto forma di improvvisi temporali pomeridiani.

Per quanto riguarda i trasporti, Zdar nad Sazavou è comodamente raggiungibile sia da Praga, a nord, che da Brno, a sud, dalle quali dista rispettivamente 160 e 80 chilometri. Da e verso le due città fanno quotidianamente la spola diversi autobus, anche se il mezzo di trasporto più comodo è l’automobile, con la quale si potrà godere a pieno delle bellezze paesaggistiche della regione. Una volta a destinazione, date le dimensioni ridotte dell’insediamento, ci si potrà spostare prevalentemente a piedi.
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 Pubblicato da - 11 Maggio 2011 - © Riproduzione vietata

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